Chi sono?

Manuel Paccagnella
Classe 1986
Studente di Informatica all’Università di Padova


Ho cominciato la mia “carriera” di blogger con un piccolo sito, con il quale ho imparato moltissime cose e avuto discussioni molto stimolanti. Nel corso del tempo ha assunto una propria personalità ben definita, fino a diventare il sito in cui stai leggendo questa pagina.

Per carattere sono sempre stato piuttosto avezzo all’introspezione, questo mi ha portato a riflettere molto su un gran varietà di argomenti, ma quando ho unito questa tendenza alla riflessione con il dialogo attraverso e fuori dal web, è stato allora che ho deciso veramente di prendere le redini della mia vita.

Sono fermamente convinto che ogni persona abbia in sè grandi potenzialità e che ognuno possa migliorare sè stesso e la propria vita per raggiungere lo scopo ultimo: la felicità. Per raggiungere questo scopo servono due componenti fondamentali: conoscenza e azione. Non mi accontento della spiegazione che certe capacità siano innate e non si possano acquisire. Qui troverai probabilmente un pò del primo componente, per il secondo devi per forza pensarci tu…

Ma veniamo al nome del blog: La Via SenzaNome. Si tratta essenzialmente della mia Via verso la piena autorealizzazione e la felicità, che non ha nome perchè nel momento stesso in cui la si cristallizza in una definizione perde la sua natura fluida e mutevole. Amo definirmi un libero pensatore.

A fianco del miglioramento personale, i miei interessi si allargano a: psicologia, pensiero creativo, pedagogia, educazione, apprendimento, organizzazione e produttività. Per chiudere il cerchio, amo la musica (sono un chitarrista) e tutto ciò che stimola la creatività e l’immaginazione (ad esempio la scrittura e i giochi di ruolo).

Gli unici limiti che abbiamo sono quelli che ci poniamo da soli. Ti dò un caloroso benvenuto, spero che tu possa trovare quello che cerchi, caro viaggiatore e viaggiatrice della vita!

  1. Agosto 9, 2007 alle 10:59 pm | #1

    e se stasera ho trovato questo blog è perchè ne avevo bisogno.
    quando pratichi la ricerca della perfezione e ti imbatti nella tua aridità.
    quando ti senti arido e ti concedi il lusso di ammetterlo.
    quando dopo aver cercato la pace, dato ad altri le tue scoperte e fornita una chiave per la ricerca, ti scopri ad esplorare il buio.

    stasera leggo. domani chissà.

  2. Angela
    Agosto 24, 2007 alle 3:08 am | #2

    Tu hai scritto “Siamo tutti parte di qualcosa di più grande, e chi non prende coscienza di questo è destinato a rimanere aggrappato a futili paure”
    E` vero.
    La paura e` l’incapacita` di comprendere.
    A noi esserei umani piace pensare che tutto quello che consideriamo importante e` sempre verso noi stessi.
    Dobbiamo invece aver imparato molto dalla biologia….. che siamo molto dipendenti dalle altre forme di vita, piu` di quanto vogliamo ammettere.
    Siamo connessi agli alberi, gli uccelli, la pioggia, gli animali, persone, tutto quello che esiste e` connesso a noi elettricamente. Siamo fatti della stessa sostanza: energia.
    Se possiamo accettare questo semplice fatto, sicuramente cominceremo a vivere diversamente, sperando di cambiare questo atteggiamento deplorevole verso lo stato attuale del mondo e di tutto quello che ci circonda.
    Qualcosa di veramente meraviglioso ci succede quando riusciamo a capire il legame che ci connette, che facciamo parte di qualcosa molto piu` importante, piu` grande di noi.
    Parlando del livello spirituale della cosa oso aggiungere che, siamo connessi anche solo con il pensiero.
    Che il pensiero e` energia.
    Dio e` energia per cui e` sempre connesso a noi e che noi…. siamo Dio.

    Ciao :-)

  3. tiziana
    Ottobre 5, 2007 alle 1:40 pm | #3

    Bisogna fare una scelta : coltivare il ns. mondo interiore o catapultarsi fuori. In entrambi i casi si perde qualcosa e si acquisisce qualcos’altro ma vale la pena segliere per non essere travolti dagli eventi. Ma come scegliere? Conoscendosi a fondo e accettandosi per quello che si è. Non per tutti le cose importanti sono le stesse, ma ammettere che le cose importanti per me sono diverse è difficile, e fa paura

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