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Archivio per la categoria ‘Lifehacking’

L’esercizio fisico rinforza il cervello

Luglio 16, 2007 viasenzanome 9 commenti

Da un articolo di Chris Jozefowicz su Psychology Today, apprendiamo un concetto molto interessante: l’esercizio fisico rinforza anche il cervello.

In breve, da varie ricerche (citate nell’articolo), si evidenzia che il lavoro fisico incrementa la produzione della proteina BDFN (brain-derived neurotrophic factor) il cui effetto è quello di rinforzare le vecchie connessioni tra neuroni nel cervello e contribuire a crearne di nuove. In altre parole, incrementa “l’elasticità” mentale, l’attenzione e la capacità di risolvere problemi. Questa proteina riveste un ruolo chiave nel feto in formazione e uno altrettante importante nel rallentare il processo di invecchiamento.

Per cui, se sei la classica persona sedentaria che non pratica alcuno sport, ripensaci!

Categories: Lifehacking, Psicologia

La mappa del successo

La bellissima sensazione di avere la mente completamente impegnata da uno scopo che ti sei prefissato e il lavorare duramente per il raggiungerlo. Osservare i progressi tangibili e sentire di stare avanzando di gran carriera verso la meta… Attenzione però. Sei sicuro che la meta che hai scelto sia quello di cui hai veramente bisogno? Magari hai commesso un errore di valutazione, o stai cercando di ottenere qualcosa che in realtà non ti serve. Assicurati che l’obbiettivo sia qualcosa di tuo, che ti appartenga, e non qualcosa che ti viene imposto dall’esterno.

Occorre allora esaminare il problema prima di partire, decidendo un piano di azione. Qualsiasi viaggio è composto di due elementi principali: la partenza e l’arrivo.

La partenza è dove ti trovi ora, ed è il complesso dei tuoi punti di forza e le tue debolezze. Ammettere con franchezza ciò che ha bisogno di essere migliorato o acquisito, è il primo essenziale passo verso un concreto miglioramento.

L’arrivo viene di conseguenza, e consiste nelle capacità che si desidera ottenere. E’ altrettanto essenziale, perchè una barca che parte verso il mare aperto e che non ha nessuna meta, non arriverà mai a destinazione. Perchè non c’è una destinazione.

Quindi, una volta che avrai definito questi due requisiti, potrai metterti in cammino. Quale questo cammino debba essere è ancora una volta (per fortuna) una tua scelta, ma quello che conta è che ora sarai in grado di capire dove ti trovi e dove stai andando. Magari durante il percorso si renderà necessario “aggiustare il tiro”, e a volte ci sarà un totale cambiamento di destinazione, ma il punto essenziale è il sapere in ogni momento dove sei e dove vuoi andare.

“Fallire la pianificazione significa pianificare di fallire.”

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Un buon libro alla sera

Se la mattina ti alzi dal letto con la consapevolezza che la sera ci sarà gioia ad aspettarti, partirai subito con entusiasmo. Per esempio un bel libro, quel genere di libri che passeresti tutta la giornata a leggere, tutto d’un fiato.

Un momento per te stesso, insomma (o se preferisci un momento da passare in compagnia) che sia sereno e che ti ricarichi con un po’ di sano entusiasmo.

Chi mai affronterebbe una dura giornata se fosse consapevole di non avere momenti che gli donino gioia?

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Socievole = Sicuro

Un problema che appare molto serio nel fare nuove conoscenze (se hai un carattere come il mio) è quello del “non ho nulla da dire”. Stupidaggini! Scommmetto che se ci pensi bene hai un sacco di cose da dire, prova a ricordare le tue passioni e ciò che ti rende felice. Il vero problema, dopo aver osservato me stesso e altri, è la mancanza di solida fiducia in sè stessi. E questa non la puoi imparare da un libro o da un post trovato su un blog, puoi solo trovare degli spunti ma con ciò che ha origine dentro di te devi per forza averci a che fare personalmente. Nessuno può farlo al posto tuo. E da qui la necessità di allenarsi: dimostra a te stesso il tuo valore, non basta che ne sia conscio intellettualmente, lo devi sentire istintivamente.

Lascia perdere per una volta quello che ti dice il cervello, proverà in tutti i modi a instillarti dubbi e la paura del rifiuto. Sii solo te stesso! Individua un persona che vuoi conoscere e vai da lei, senza pensarci, subito! Magari le prime volte non sarai brillante, ma dopo un po’ di approcci imparerai a sentirti più rilassato e comunicativo.

Inoltre è molto importante l’osservazione. Anche se non sei il tipo che fa conoscenza facilmente con un estraneo, è un’abilità che puoi imparare. Si tratta di avere un approccio analitico e un buono spirito di osservazione per imparare le dinamiche sociali osservando come altre persone familiarizzano. Ciò che non possiedi devi interiorizzarlo.

Si tratta di un investimento che porterà i suoi frutti per il resto della tua vita. Il saper comportarsi in maniera “sociale e socievole” ti da modo di costruire la tua rete di amicizie in cui scambiare conoscenze ed esperienze, approfittane!

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Auto-promozione


“Stabilire deglio obbiettivi personali e lavorare da soli verso la loro realizzazione è nobile e un’ottimo modo di usare il tuo tempo. Ma nel momento in cui incontri un obbiettivo più impegnativo avrai bisogno della cooperazione di altri. Gli altri possono aiutarti con le loro abilità e risorse. Renderanno più facile il successo a lungo termine.

L’abile auto-promozione è il modo di portare gli altri nella tua visione.”

Come sostiene Brad Isaac nel suo blog l’auto-promozione non è “chiacchiere” e “narcisismo”. Si tratta di dare agli altri abbastanza informazioni in modo che si facciano un’idea di te e di quello che hai da offrire, così da decidere di formare una relazione o aiutarti con i tuoi progetti.

Da introverso quale sono, ammetto che ho sempre portato avanti i miei progetti da solo e considero il “farsi pubblicità” un desiderio di protagonismo. Ma forse mi sbaglio, e devo coltivare la conoscenza delle dinamiche sociali. Farsi pubblicità vuol dire riuscire a comunicare alla gente le tue qualità e potenzialità, e costruirsi la propria rete sociale da cui poter attingere per motivazione, stimoli, idee, emozioni e aiuto. Mai sottovalutare tutto questo!


“Senza auto-promozione le persone sono nell’oblio.”

L’uomo è un essere sociale e ignorare la società e i suoi meccanismi costituisce un enorme handicap contro cui prima o poi ti imbatterai. Investire in questo, se sei come me, sarà un enorme passo avanti in grado di dare più “pienezza” alla tua vita. Introverso vuol dire pensieroso e solitario, non misantropo e disadattato.

E a pensarci bene, se non ci fosse nessun tipo di rete sociale, non avrei letto il post di Brad e probabilmente questo mio non ci sarebbe mai stato. Non ci sarebbe nemmeno il pc e internet, saremmo ancora nell’età della pietra perchè le idee non avrebbero avuto modo di viaggiare di mente in mente, trasformarsi e lasciare germogli nella testa dei più creativi…


“Persone che prendono seriamente i loro obbiettivi nella vita anno bisogno di promuoversi perchè così tanto di quello che facciamo non può essere portato a termine da una sola persona.”

E comunque, anche ciò che puoi fare (o imparare da solo) puoi farlo molto più velocemente con l’aiuto di qualcuno.

Questo è precisamente un invito ad aprirti verso gli altri, ad uscire dalla tua zona di comfort per avventurarti in un terreno estremamente fecondo. Un estroverso lo fa in modo naturale, ma anche un introverso può imparare a farlo, è solo questione di volontà e impegno.

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Guerra alla procrastinazione!

Giugno 26, 2007 viasenzanome 3 commenti

Quando vuoi raggiungere un obbiettivo, può essere utile suddividerlo in sottoproblemi più piccoli più facili da gestire.

Un’abitudine che è molto importante coltivare è quella di affrontare i problemi, non girarci attorno. Evitare la procrastinazione, e una volta stabilito un problema da affrontare va aggredito con tenacia fino alla sua soluzione. E’ inutile rimandarlo a più tardi passando al successivo: a fine giornata non avrai concluso nulla!

Puoi vedere la risoluzione dei problemi come una guerra, in cui ti confronti con i problemi e la vittoria consiste nel risolverli. E questo paragone ti può far capire meglio l’importanza della tenacia: cosa accade se mentre ti stai confrontando con un avversario particolarmente ostico, decidi che è troppo difficile e ti volti dall’altra parte per affrontarne un altro senza averlo prima sconfitto? …Esatto.

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When bad things happen…

“When bad things happen, don’t take it personally”
- Penelope Trunk

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L’inferno dei feeds

Giugno 8, 2007 viasenzanome 4 commenti

Chiunque segua o sia parte della blogsfera, conoscerà questo problema: l’interminabile lista dei feed a cui si è iscritti. Specialmente agli inizi è facile farsi prendere dall’entusiasmo e dalla frenesia aggiungendone di nuovi giorno per giorno. Ma alla lunga ci si rende conto che il tempo da dedicare alla lettura diventa decisamente troppo. E’ davvero necessario avere tutti quei feed? La risposta è semplice: no!

Un caso estremo è quello di un blogger che ha dichiarato di leggere più di 600 feed al giorno: una mostruosità. I blog sono molto utili, ma quando il tenersi aggiornati comincia a diventare fonte di stress è tempo di regolarsi.

In pratica come fare? Basta cominciare a vedere la lista: ce ne saranno diversi che puoi subito eliminare, altri saranno aggiornati pochissimo. L’idea è quella di ridurli all’essenziale, e tenere solo quelli veramente interessanti e utili. Non è necessario fare tutto subito, si può fare nel corso del tempo, tagliando via le parti inutili e scolpendo con il tempo la propria fonte di informazioni.

Piuttosto che avere mille feed da leggere perdendoci un sacco di tempo senza apprendere nulla, è meglio averne pochi ma buoni per poi VIVERE la propria vita.

Interessante in proposito il post di ZenHabits.

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Pensa con la tua testa!

Quando si viene a parlare di lifehacking, i post che hanno più successo sono quelli che contengono “tips”, ovvero liste concise di suggerimenti pratici da mettere subito in pratica. Da una parte è comprensibile scegliere la semplicità e la rapidità di applicazione dei suggerimenti, ma d’altra parte “la riluttanza ad acquisire e applicare la conoscenza concettuale è un sintomo di pigrizia intellettuale“, secondo John Wesley.

Anche se le liste di consigli pratici sono utili a breve termine, in genere mancano di applicabilità a lungo termine. Per dirla in altre parole è meglio insegnare all’affamato a pescare (a pensare con la propria testa) che a saziarlo continuamente (fornendogli suggerimenti utili solo nell’immediato).

Impara a pensare con la tua testa, a cercare attivamente le risposte, in questo modo imparerai ad applicarla da solo ogni volta che se ne presenterà la necessità. Così potrai essere tu a dare consigli.

La pratica è importante, ma senza la teoria è come brancolare nel buio.

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Il segreto del genio

In ogni disciplina esistono dei segreti che una volta appresi e messi in pratica ti danno un enorme vantaggio sulla maggior parte delle altre persone. Esistono veramente, ma andiamo con ordine.

C’è un vecchio detto che dice: “il genio è l’abilità di fare attenzione ai dettagli”. Chi riesce in una disciplina meglio di tanti altri non è perchè ha qualche imperscrutabile dote genetica o chissà cos’altro, ma è anche vero che ha un vantaggio su tutti gli altri. E qual’è?

“Quello che chiamiamo genio è il risultato del tempo speso a sviluppare una grande coscienza e sensibilità verso qualcosa, concentrandovi continuamente la propria attenzione in modo intenso.” Queste sono parole di Jamey Andreas.

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