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Archivio per la categoria ‘Psicologia’

Sopportare le emozioni negative

Settembre 2, 2009 viasenzanome Lascia un commento

Ho parlato della distinzione tra emozioni negative sane e malsane, e di come quelle sane siano risposte emotive utili per affrontare la vita. Quindi non è un atteggiamento sano cercare di eliminare ogni emozione negativa pensando che ci sia qualcosa di sbagliato in sè stessi. Semplicemente può esserci bisogno di lavorare sul proprio modo di pensare per sperimentare la versione più sana, utile e meno estrema di certe emozioni.

Sopportare!

Quindi le emozioni negative, se sono sane, sono una cosa naturale e positiva se prese per il verso giusto e con il giusto atteggiamento. Ne consegue che puoi e dovresti sopportarle. Puoi volerle eliminare attraverso qualche azione che ne elimini la causa, ma non pensare neanche per un momento che ci sia qualcosa di sbagliato in te che è necessario curare.

Se provi preoccupazione, tristezza, fastidio, rimorso, delusione, disappunto, sappi che è naturale! Sopporta e cerca un modo per superare la cosa, ma tu sei OK.

La base di tante emozioni negative malsane

La causa che molte delle emozioni negative non sane hanno in comune è un atteggiamento rigido, assoluto e basato su pretese. Per esempio avere pensieri del tipo:

  • “Non dovrei essermi comportato così”
  • Non posso sopportare questa situazione”
  • Dovrebbe aver agito diversamente”
  • “Gli altri devono avere rispetto per me”
  • ecc.

Questo modo di pensare basato su pretese non fa altro che generare rabbia, sensi si colpa, risentimento e diverse altre reazioni negative che spingono ad addossare la colpa agli altri e lamentarsi. Inoltre favorisce la tendenza ad ignorare il quadro generale e le cose nella giusta prospettiva.

Guarda il mondo per come è, non per come dovrebbe essere.

Il modo migliore di pensare invece, è quello di avere un atteggiamento flessibile e basato su preferenze. Ovvero non accampare pretese, riconoscere la libertà degli altri e il loro punto di vista, essere consapevoli che il mondo non va sempre come si vorrebbe e che non avrebbe ragione di farlo.

L’alternativa sana ai pensieri citati sopra sarebbe:

  • Vorrei non essermi comportato così”
  • Posso sopportare il dispiacere legato a questa situazione”
  • Preferirei che avesse agito diversamente”
  • Preferirei che gli altri mi trattassero con rispetto, ma non sono tenuti a farlo”

Quindi, se ti accorgi di pensare in maniera troppo rigida e di accampare pretese, sappi che è una delle cause per la quale provi emozioni negative malsane che ti portano (o potrebbero portarti) a comportarti in maniera sconveniente verso te stesso e gli altri.

Invece, cerca di pensare in maniera più flessibile e sii consapevole che è legittimo provare emozioni negative ed è possibile (e utile) conviverci. D’altronde se ci siamo evoluti con un meccanismo psicologico simile, significa che deve avere pure un qualche vantaggio dal punto di vista evolutivo…

Categories: Psicologia

Sane emozioni negative

Agosto 22, 2009 viasenzanome 1 commento

Ho parlato di come le risposte emotive agli eventi siano determinate dai nostri pensieri. Con questa conoscenza, della buona volontà e un pizzico di tecniche giuste (come la TCC) è possibile letteralmente “riprogrammarsi”. Ma non bisogna cadere nell’estremo dell’assoluto pensiero positivo.

Pensiero positivo

Quando si parla del pensiero positivo si immagina giustamente un modo di comportarsi e di pensare che abbia dei vantaggi per sè e per gli altri. Si intende il cercare sempre il lato positivo di ogni situazione, e di trattare ogni problema come un’occasione per mettersi alla prova e migliorarsi.

Utilità delle emozioni negative

Ma c’è anche un modo sbagliato di intenderlo: pensiero positivo non significa non arrabbiarsi mai, essere sorridenti sempre e comunque, non provare mai emozioni “negative” e accettare qualsiasi comportamento. Le emozioni “negative” hanno una importante funzione nella nostra psicologia, quando sono risposte emotive sane servono per affrontare meglio le situazioni negative.

Gli psicologi definiscono disturbate quelle reazioni emotive che invece di aiutare ad affrontare una situazione negativa ti intralciano. Questo accade quando il significato attribuito a certi eventi non è del tutto corretto, realistico o utile, il che produce delle reazioni emotive (e spesso azioni vere e proprie nel mondo reale) che sono sproporzionate e dannose per sè e gli altri.

Un esempio di reazione emotiva disturbata: il primo appuntamento non funziona e a lei non interesso (evento), penso: “questa è la prova che sono un fallimento” (pensiero), quindi mi sento depresso (emozione) .

La stessa situazione, ma con la giusta prospettiva, produce una risposta emotiva ancora negativa, ma sana: a lei non interesso (evento), penso: “forse io e lei non siamo adatti l’uno per l’altra, oppure non mi sono comportato come meglio potevo” (pensiero), quindi sento un pò deluso.

La seconda reazione non è disturbata perchè è decisamente meno estrema, più accurata e utile perchè il disappunto può spingere a esaminare il proprio approccio in cerca di possibili miglioramenti. E comunque, se veramente non eravate compatibili, ti ha fatto un favore a non dare un seguito alla cosa, sarebbe stata solo una fonte di frustrazione e una perdita di tempo ;)

In ultima analisi, è tutta una questione di interpretazione. Una sorta di kung-fu mentale :)

Conclusione

Il punto è che sebbene il pensiero positivo è indubbiamente un’aiuto, non è pensabile nè utile eliminare ogni forma di risposte emotive negative. Alcune di queste sono utili ad affrontare la Vita.

Categories: Psicologia

Salute di corpo e mente

Agosto 21, 2009 viasenzanome 1 commento

Nella vita purtroppo esistono le malattie: da quelle più gravi che mettono in pericolo la vita stessa come i tumori e il cancro, a banali fastidi da cui è possibile guarire con dei semplici accorgimenti (raffreddore, un semplice mal di testa, ecc). Nei casi più gravi dobbiamo ricorrere all’aiuto di un medico, mentre per quelli più banali possiamo cavarcela da soli, ma in ogni caso sono situazioni a cui bisogna porre rimedio o quantomeno prestare la giusta attenzione.

Non c’è ragione di pensare che per la mente non possa essere la stessa cosa. Ci sono disturbi gravi che vanno trattati clinicamente come ansia, depressione, disturbi ossessivo-compulsivi e via di questo passo. Ma come per il corpo esistono disturbi che non sono gravi, ma di cui è necessario prendersi cura se si vuole raggiungere il benessere della mente.

“si definisce malattia un’alterazione dello stato fisiologico e psicologico dell’organismo, capace di ridurre, modificare negativamente o persino eliminare le funzionalità normali del corpo”
-Da wikipedia

Così come ci prendiamo cura (si spera) della nostra salute fisica e consultiamo un medico quando ne abbiamo bisogno, non dovremmo vergognarci di prenderci cura della nostra salute psicologica e consultare un esperto se sorgessero problemi gravi. Tra l’altro ci sono anche modi per ottenere aiuto in maniera gratuita o quasi, basta cercare un pò.

Natura dei disturbi psicologici

I disturbi della mente normalmente non sono di natura organica, ma sono dovuti al funzionamento più che alla “meccanica” del cervello. La mente è un organo complesso, potente e adattabile che si modifica continuamente nel corso della nostra vita mano a mano che viviamo le nostre esperienze.

Queste esperienze vengono interpretate e vanno a costituire la base della nostra visione del mondo formando convinzioni e schemi (abitudini) di pensiero che influenzano le nostre scelte. Spesso senza che ce ne rendiamo conto. Queste convinzioni poi, servono a loro volta per interpretare nuove situazioni e a suscitare emozioni e di conseguenza azioni. E’ evidente che se agiamo sotto l’influenza di convinzioni negative e non corrette, finiamo per vivere la vita in modo sbagliato, procurando sofferenza a noi stessi e agli altri. Ecco quindi che possiamo finire facilmente per assumere una visione del mondo che ci preclude il benessere e la felicità.

Terapia Cognitivo-Comportamentale (TCC)

Un’aiuto importantissimo (a cui ho già accennato in passato) e di grande efficacia (provata scientificamente da moltissimi studi condotti da esperti) è la terapia congnitivo-comportamentale (TCC, o in inglese CBT: Cognitive-Behavioural Therapy).

I vantaggi di questo metodo sono molti:

  • Applicabile a un gran varietà di disturbi, sia gravi che semplici “raffreddori”. Può essere usata per raggiungere e mantenere il benessere della mente
  • Applicabile autonomamente, a meno che non si tratti di disturbi gravi, può essere applicata autonomamente grazie al fatto che arma chi la pratica con tutte le conoscenze necessarie per auto-aiutarsi
  • Mantenimento dei risultati, può essere usata per evitare di avere ricadute
  • Facile da applicare, ultimo ma non meno importante

“Un concetto cardine della TCC è che le emozioni dipendono dai pensieri. Di conseguenza la TCC lavora sul principio secondo cui è possibile vivere più felicemente se si pensa in modo sano.”
Il benessere della mente per negati, Rob Willson & Rhena Branch

Un ottimo libro che parla di questa tecnica (ho appena cominciato la lettura, ma conoscendo lo stile di quella collana e dopo averlo sfogliato sono molto ottimista) è: “Il benessere della mente per negati”, di Rob Willson e Rhena Branch. Il titolo originale è: “Cognitive Behavioural Therapy For Dummies”. Come da tradizione per questa collana adotta un approccio adatto all’apprendimento, un linguaggio semplice e un approccio pragmatico (no, non sono pagato dalla casa editrice ;) ).

Se per te non è un problema quel “per negati” (non dovrebbe esserlo, e se lo è certamente questo libro sarebbe un ottimo investimento), secondo me vale la pena darci un’occhiata.

PS: Ci sono anche le biblioteche… Ok, e anche internet :)

Categories: Psicologia

La potenza della scrittura

Agosto 7, 2009 viasenzanome 1 commento

La scrittura ha molti benefici, tra i quali voglio sottolineare il potere di rendere manifesto l’invisibile.

Nella tua mente, in ogni istante, si accavallano molti pensieri il più dei quali non arrivano alla coscienza, ma che in ogni caso influenzano ogni tua azione e persino ogni tuo altro pensiero. A volte il turbine delle emozioni e dei pensieri da esse generati è così selvaggio che ti getta nella confusione e nel quale non riesci più a compiere delle scelte razionali.

La tecnica del flusso di coscienza

In casi come questi ho trovato di tremendo aiuto lo scrivere i miei pensieri così come vengono, senza censure, seguendo il flusso. Su carta o al pc, non ha importanza. Semplicemente inizio a scrivere qualsiasi cosa mi passi per la mente, senza giudicarlo o cercare di modificarlo.

Il mettere per iscritto i pensieri ti costringe a formularli, a renderli manifesti alla coscienza in modo da poterli comprendere ed eventualmente confutare. Se non li si formula, ci si ritrova a manipolare fumose sensazioni che essendo nascoste dalla cortina di fumo dell’inconscio, continuano a influenzare le tue azioni e pensieri senza che tu abbia la possibilità di cambiare le cose.

Invece, grazie alla scrittura puoi comprendere te stesso, le tue motivazioni, il tuo passato, le tue convinzioni, e quindi puoi anche cambiare. Puoi rendere manifesti i tuoi pensieri, i tuoi punti di forza e le tue debolezze, e il renderle chiare è il primo passo per cambiare le cose.

Ogni volta che ti senti confuso, ogni volta che sei felice e vuoi condividerlo, ogni volta che hai un’idea, quando vuoi cambiare qualcosa nella tua vita e quando vuoi capire qual’è la tua strada: mettiti a scrivere, senza censure e a ruota libera. Sarai grato di averlo fatto.

E il bello è che spesso piccoli aggiustamenti di prospettiva, piccole modifiche alle tue convinzioni, possono fare una differenza enorme.

Categories: Psicologia

Come trattare un introverso

Settembre 20, 2007 viasenzanome 13 commenti

Questa è la traduzione dei passi principali di un articolo di Jonathan Rauch sul “The Atlantic” intitolato Caring for your introvert, in cui un introverso spiega agli estroversi cos’è l’introversione e come averci a che fare. Troppo spesso noi introversi siamo fraintesi e trattati ingiustamente come disadattati. Consiglio anche di dare un’occhiata ad un mio precendente post dedicato agli introversi su come essere felici.

Continua a leggere…

Categories: La Via, Psicologia

Segui il flusso

Settembre 16, 2007 viasenzanome 2 commenti

Una volta che si è imparato a prendere nota dei propri pensieri, bisogna evitare di cadere nella trappola di sentirsi in dovere di trascrive OGNI cosa.

Quando si tratta di pensieri vaganti che riguardano la vita in generale o delle idee per risolvere un problema che si sta affrontanto, allora va benissimo. Ma quando, invece, si tratta di pensieri e intuizioni che fanno parte di un PROCESSO di scoperta, che riguardano un’ABILITA’ che se sta acquisendo, allora è perfettamente inutile.

Quando si sta realizzando, ampliando la propria comprensione ed esplorando collegamenti per giungere ad una nuova comprensione, il pensare subito a mettere per iscritto tutto rischia di bloccare il “flusso” e rallentare la comprensione. Quando le intuizioni rientrano tutte a far parte di un CORPUS di CONOSCENZE e COMPETENZE, allora non aver paura di perderle per strada, perchè ora fanno parte di te.

Certo, si può mettere per iscritto questo corpus, ma solo arrivato ad uno stadio avanzato di comprensione. Specialmente al’linizio accade spesso di acquisire nuove conoscenze e rielaborare tutto quello che già si conosce in maniera diversa, per poi scoprire magari che si conosceva l’argomento scorrettamente…

Categories: Educazione, La Via, Psicologia

Il vero pensiero positivo

Settembre 2, 2007 viasenzanome Lascia un commento

L’utilità del pensiero positivo è indiscussa (se non sei convinto prova a leggere qualcosa di Napoleon Hill o cerca “pensiero positivo” su internet): è un modo di pensare che ti porta a dare il meglio di te stesso, a superare gli ostacoli che ti trovi di fronte e a migliorarti continuamente. Insomma, è il modo di pensare che occorre adottare per avvicinarsi alla felicità.

Ma bisogna stare attenti a non farsi accecare dall’entusiasmo, altrimenti c’è il rischio di farsi sfuggire molte opportunità. Bisogna fare attenzione a non diventare degli “ottimisti fanatici”, e considerare anche tutto ciò che può portare al fallimento. Bollare i possibili ostacoli come irrilevanti solo perchè si pensa ottimisticamente che non si presenteranno, è un modo di pensare semplicemente assurdo. Il vero pensiero positivo non esclude gli ostacoli, ma enfatizza il fatto che c’è sempre del buono in ogni situazione.

Se sei giovane sicuramente avrai tanti progetti per il tuo futuro e ci saranno moltissime cose che vorrai fare in futuro. Ti vedi già sul gradino più alto del podio, con la coppa alzata sopra la testa e la gente comune che ti acclama. Beh, non c’è assolutamente nulla di male in questo, anzi: vedersi come vincenti è una marcia in più nella vita, che ti permetterà di superare tutte le difficoltà che inevitabilmente ti troverai ad affrontare durante il tuo viaggio. Ma fermati anche un attimo a pensare: “e se tutti i progetti che ho in serbo per me non si realizzassero? E se mi svegliassi un giorno, ormai oltre la soglia dei cinquant’anni, e mi accorgessi di aver sprecato i miei sogni?” Deprimente? Solo se vieni colto di sorpresa. Il considerare tutte le possibilità per tempo, rende questo fatto più difficile a realizzarsi. E in ogni caso si sarà maturata la convinzione che ogni vita vale la pena di essere vissuta in quanto tale. Senza considerare il fatto che molto spesso ci si rende conto che si stava sognando la cosa sbagliata…

Il riuscire a non escludere nessuna possibilità (pur non mettendole tutte sullo stesso piano) è la capacità necessaria per pianificare il proprio successo. E’ come se un pilota di rally studiasse unicamente gli ultimi venti metri di tracciato, quelli in cui si vede già vittorioso, e trascurasse tutte le curve, i dossi e le buche dei diversi chilometri che lo separano dall’obbiettivo.

Percorrere una strada che ti porterà verso un qualsiasi successo comprende anche molti ostacoli che è necessario conoscere, o quantomento esserne preparati.

Categories: La Via, Psicologia

Riscoprire le proprie passioni

Agosto 8, 2007 viasenzanome 8 commenti

Succede spesso che impariamo fin da bambini a nascondere le nostre vere passioni e talenti, in favore di ciò che è “socialmente accettabile”. Potremmo essere stati contagiati dalle aspettative dei nostri genitori, o indotti erroneamente a credere da chi ci sta intorno e dagli stereotipi della società, che la nostra “vocazione” sia inutile, deprecabile o peggio pericolosa.

Il complesso delle tue passioni e talenti determina quella che potrei chiamare “vocazione” (non in senso religioso). E’ come una voce che quando eri piccolo ti parlava forte e chiaro, ma crescendo si affievolisce sempre di più. In alcuni viene soppressa così fortemente, che diventa estremamente difficile riportarla in superficie, mentre in altri si è conservata intatta e cristallina.

Troppo spesso ci sentiamo inprigionati da lavori totalmente insoddisfacenti, e di tanto in tanto molti sentono il desiderio di rientrare dopo tanto tempo in contatto con sè stessi. Molti si sentono come se stessero vivendo la vita di qualcun’altro. E questo perchè abbiamo rinunciato a essere noi stessi, e inseguiamo sogni che non sono i nostri.

Come ritrovare sè stessi? E’ un concetto molto ampio, ma interpretato magistralmente da Robbin Williams in “Dead Poet’s Society”: “Figlioli, dovete combattere per trovare la vostra voce! Più tardi cominciate a farlo, e più grosso è il rischio di non trovarla affatto!”

Se vuoi approfondire, consiglio questa serie di post di Michelle Martin su Pick The Brain. Potrei anche pubblicare qui le traduzioni… Consiglio anche il libro di Naomi Stephan.

Categories: Lifehacking, Psicologia

L’ira è pericolosa

Pericolosa per te se non riesci a gestirla. Pericolosa perchè a volte non si vede, sta sotto la superficie dell’acqua pronta a saltare fuori nei momenti meno opportuni. Hai l’illusione che l’acqua (la tua mente) sia totalmente calma, ma non sei cosciente dell’insidia che si nasconde sotto di essa. E così capita che durante una discussione in cui hai la ragione dalla tua parte, perdi la pazienza, cedi all’ira e diventi irrazionale. Ed ecco che passi automaticamente dalla parte del torto.

L’ira che ti porti dentro può avere molte cause, ma per poter affrontare la vita serenamente e poter raggiungere quella che si chiama pace della mente, occorre in primo luogo essere SEMPRE vigili e coscienti del proprio stato interiore. Non lasciare che l’ira contamini il tuo comportamento.

Ma altrettanto importante è liberarsi di questa rabbia. Guardati dentro con occhio critico, sii ricettivo e cerca di capire da dove proviene. Guarda i tuoi pensieri in maniera distaccata come fossero nuvole sospinte dal vento. Trovarla e riconoscerne l’origine equivale ad liberarsene.

Un nuovo passo avanti per una vita veramente felice…

Categories: La Via, Psicologia

Neurobica

Luglio 18, 2007 viasenzanome 5 commenti

La neurobica è una “ginnastica per la mente” elaborata da Lawrence Katz e Manning Rubin. Si basa sulla scoperta che l’invecchimento del cervello non è causato dalla morte delle cellule cerebrali, perchè queste possono essere prodotte anche da settantenni.

Il principio base della neurobica, come anche del pensiero creativo, è la novità. Quando si impara qualcosa o si compiono delle azioni in modo abituale, nel cervello si formano dei percorsi preferenziali tra i dentriti e le sinapsi. La sfida consiste nel non abbandonarsi a routine e alla normalità, per far sì di mantenere la capacità di adattamento (e quindi di produrre nuove cellule cerebrali) in allenamento.

Ad esempio si può andare al lavoro facendo strade diverse, scegliendo i capi da indossare solo tramite il tatto o modificando le routine acquisite (vestirsi dopo colazione o viceversa). Insomma, tutto quello che va fuori dagli schemi.

Categories: Lifehacking, Psicologia