Occasioni

Un atteggiamento che hanno certe persone, da evitare assolutamente è questo: quando si comprende di avere una grande occasione, si fugge da essa e ci si crogiola nell’idea di averla senza approfittarne. A questo tipo di persone basta l’idea di desiderare qualcosa, senza per forza avvertire la necessità di averla. Chi sa di avere questo problema basta che pensi a questo:

Ogni occasione che mi lascio sfuggire oggi la rimpiangerò dieci volte domani.

Se ci si fa sfuggire qualcosa, basta usare questa “sconfitta” come forza per cogliere la prossima vittoria!

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4 pensieri su “Occasioni

  1. Non posso non essere d’accordo!
    Filosoficamente parlando la manifestazione dell’oggetto o dell’evento avviene nel momento in cui scompare l’essere.
    Ergo, il raggiungimento di una meta non è così esaltante come il viaggio effettuato per raggiungerla.

    Eppure, visto che sei in tema, che ne pensi dell’istinto nefasto per il quale l’essere umano, sovente, è incline alla sconfitta, alla commiserazione di se stesso ed al piacere che trae dalla partecipazione degli altri al proprio fallimento?
    (una versione psichiatrica della Munchausen).

  2. Un tema difficile. Una volta caduti nel vortice dell’auto-commiserazione è difficile uscirne. Ci si mostra agli altri quasi dicendo: “guardate, sto soffrendo! Sono un’essere umano che sopporta il peso del mondo intero sulle proprie spalle!” Si adotta le legge di Murphy come unica Verità e ci si sente in qualche modo “migliori” per aver acquisito questa consapevolezza, e la si sbandiera come un trofeo.
    Ci sarebbe il potenziale per arrivare allo stato di “superuomo” che descrive Nietzsche, ma si rischia di cadere nel nichilismo, nella negazione di ogni verità che non sia il caos e l’indeterminazione.

    Per come la vedo io, probabilmente il dolore (sia interiore che, in casi estremi, esteriore) è un modo per sentirsi vivi, per affermare: “io soffro, quindi esisto”. O in altri casi, secondo alcuni, è la manifestazione di un istinto acquisito in gioventù a causa di traumi psicologici: ci sono molti casi clinici che lo dimostrano.

    In ogni caso, il cercare di capirne la causa può evitarci di cadere nell’auto-lesionismo.

  3. Si, hai una visione ottimistica. Decisamente ottimistica.
    Questo rende il tuo pensiero interessante!

    Sono dieci anni o poco più che vedo spuntare come funghi dei corsi di autostima, pnl, motivazione …
    Considero questa “tendenza commerciale” piuttosto indicativa. Credo che l’essere umano abbia dimenticato l’insegnamento importante con cui concludi il precedente commento.

    La ricerca delle cause della sofferenza, per un individuo “sofferente” induce ad un incallimento nella sofferenza stessa. Una mente malata ha la presunzione di essere normale; una mente sofferente è una mente malata (anche se solo temporaneamente).
    Da qui si discende il sillogismo che una mente sofferente trova, nella sofferenza (e nelle cause) la normalità e, solitamente si rassegna.

    Ecco il bisogno dei corsi di autostima (che, in alcuni casi, sono efficaci!)

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