Come superare gli esami senza studiare

By Scott Young
Traduzione a cura di viasenzanome
Link all’articolo originale

Non sono mai stato molto propenso a studiare prima di un esame. Raramente studio per più di mezz’ora, perfino per difficili esami finali che valgono più di metà della mia laurea. Quando studio, di solito do solo un’occhiata al materiale, e mi faccio poche domande pratiche. Per alcuni dei miei corsi di matematica devo ancora fare un singolo esercizio per casa. La maggior parte delle persone si imbottisce la testa di nozioni prima di entrare nell’aula d’esame, mentre io considero lo studio non più di un blando riscaldamento prima di correre.

Nonostante alcuni potrebbero ritenerle delle orribili abitudini di studio, ho fatto sempre molto bene a scuola. Ho avuto la seconda media più alta cono onori della mia classe alle superiori, tutti e quattro gli anni. I miei primi voti all’università sono stati due A+ e un A per calcolo, computer science e storia antica dell’Asia, tutti corsi con alte percentuali di fallimento. Ho anche vinto un esame nazionale di chimica per un distretto di tre province, che non sapevo nemmeno di stare svolgendo fino a che non sono stato chiamato e mi è stato detto di cominciare.

E’ molto facile guardare ai miei successi e alla mia apparente mancanza di sforzo, e concludere subito che è un dono innato, impossibile da replicare. Tutte stronzate. Penso che, sia io che chiunque altro sia in grado di produrre questi risultati, semplicemente abbia una strategia più efficace per imparare. Con il mio sistema di studio, hai solo bisogno di sentire o leggere qualcosa una volta per impararlo. E il bello è che questo sistema può essere imparato.

RETI E SCATOLE

Il sistema che uso per studiare lo chiamerò apprendimento olistico[1]. Ma per apprezzare appieno cosè l’apprendimento olistico, dobbiamo gettare uno sguardo al suo opposto: l’apprendimento compartimentalizzato[2]. Virtualmente tutto lo studio viene fatto da qualche parte tra il completamente olistico e il completamente compartimentalizzato. Sebbene le persone raramente siano esattamente ad un estremo, quelle che sono più vicine allo studiare per compartimenti, avranno bisogno di riempirsi la testa e studiare per ore solo per sperare di superare un esame, dove invece quelle più vicine all’apprendimento olistico possono spesso respirare tranquillamente sotto pesanti carichi di studio.

Le persone che apprendono per compartimenti, cercano di organizzare la loro mente come uno schedario: imparata una nuova equazione chimica, queste persone cercheranno di archiviare quell’informazione vicino ad altre formule chimiche, fiduciosi che così ci inciamperanno sopra quando ne avranno bisogno all’esame. Gli studenti compartimentalizzati avranno cassetti distinti per scienze, matematica, storia e arti linguistiche. Mettono tutte le cose che conoscono in piccole scatole.

L’apprendimento olistico ha un approccio diverso: non si impara olisticamente cercando di ricordare informazioni ripetendole e usando la forza. Gli studenti olistici, invece, organizzano le loro menti come ragnatele[3]. Ogni pezzo di informazione è un singolo punto, e quel punto è coscientemente relazionato con tonnellate di altri punti della rete. Non ci sono scatole in questa forma di apprendimento. La scienza diventa letteratura, che diventa economia, eccetera. Argomenti distinti possono aiutare quando vai a lezione, ma uno studente olistico non vede mai le cose in compartimenti stagni.

Quando arriva il periodo degli esami (o qualunque altra applicazione pratica della loro conoscenza), gli studenti compartimentalizzati devono sperare di aver cacciato con sufficiente forza le informazioni nella propria testa, in modo da poterle richiamare durante l’esame. Gli studenti olistici fanno l’opposto, devono solo cominciare da un punto della loro rete e possono usare quella rete per girare e trovare tutte le informazioni associate di cui hanno bisogno.

All’esame di chimica che ho vinto per tre province, non possedevo oltre la metà delle informazioni necessarie per passare il test. Dato che la mia rete era così pesantemente interconnessa, anche se mi mancava un nodo avevo comunque buone chance di indovinare cosa contenesse. Questo vuol dire che in un test a risposte multiple di cui capisco solo un terzo di quello che la domanda chiede, sono ancora in grado di eliminare risposte scorrette. Passare un test di cui attualmente non conosci oltre metà delle risposte sembra impossibile, ma non per uno studente olistico.

L’apprendimento per compartimenti è un esercizio di pazzia. Una strategia comparabile sarebbe se gli utenti del web non usassero nessun link. Così, per trovare ogni informazione, puoi solo tentare di scrivere un indirizzo nel tuo browser, sperando che l’informazione salti fuori. Studiare, per questi studenti è come predisporre migliaia di nomi di dominio che puntano tutti alla stessa informazione, così fiduciosamente arriveranno nel posto giusto solo provando abbastanza. Non solo è un modo inefficace di studiare quando viene un esame, servono anche ore per metterlo in piedi.

Veramente poche persone apprendono puramente in questa maniera. Per la maggior parte, in un certo grado manipolano olisticamente reti di informazioni, ma sfortunatamente le loro reti non sono abbastanza interconnesse: ogni argomento generalmente ha una rete abbastanza distinta, e ogni unità di informazione ha solo una o due associazioni. E’ come cercare di navigare in internet quando ogni pagina ha solo uno o due link esterni. Possibile, ma molto al di là dall’essere efficiente.

Se osservi la struttura del tuo cervello, ti sarà subito chiaro perchè l’apprendimento a comparimenti, organizzato come nei sistemi a directory dei computer, non funziona. Il tuo cervello è esso stesso una rete di neuroni. Creare centinaia di associazioni tra idee, significa che non importa da dove cominci a pensare, alla fine puoi sempre arrivare alle informazioni che ti servono. Se una strada è chiusa per qualche ragione, puoi prendere una delle altre centinaia di alternative.

MASSIMIZZARE IL TUO “HOLISTIC LEARNING”

Capire l’apprendimento olistico è una cosa, metterlo in pratica un’altra. Io ho studiato molto vicino all’estremo del completamente olistico per così tanto tempo che la mia rete è molto ben interconnessa. Ma se non hai veramente intessuto la tua rete, allora il modo migliore per aumentare la tua abilità di apprendere è di cominciare ora.

Ecco un po’ di suggerimenti su come puoi interconnettere al meglio la tua rete:

1) Fatti domande

Quando stai imparando qualcosa, puoi fare associazioni semplicemente ponendoti delle domande. Come è legata questa informazione a quello che sto studiando? Com’è collegata alle altre cose che so già? Come si relaziona con altri argomenti, storie o osservazioni?

Sii creativo e prova a trovare differenti punti di riferimento per ogni idea che acquisisci. Capisci non solo in cosa idee diverse sono simili, ma anche perchè sono come sono. Non appena questa diventa un’abitudine scoprirai di ricordare automaticamente le informazioni, perchè si inseriranno nella tua rete di concetti compresi. Dopo che hai sentito qualcosa, chiediti se l’hai “capita” se non puoi tornare indietro e farti ulteriori domande su come inserirla.

2) Visualizza e Diagramma

Uno dei migliori modi di cominciare a praticare l’apprendimento olistico è cominciare a disegnare diagrammi che associano i concetti che stai assimilando. Meglio di prendere appunti durante una lezione, è disegnare una figura di come quello che stai imparando si collega con qualsiasi altra cosa che hai già assimilato. Una volta che sarai diventato bravo in questo, sarai in grado di visualizzare i diagrammi prima che siano disegnati, ma comincia a disegnarli per fare pratica.

Quando cerco di capire economia, spesso mi aiuto visualizzando le relazioni tra differenti fattori. Vedo cicli di denari, prodotti interni lordi e livelli di prezzo come strutture che combinano tutti i differenti elementi. Se non riesci immediatamente a creare immagini vivide delle informazioni, prova a disegnarle prima.

3) Usa metafore

Tutto quello che impari dovrebbe essere immediatamente tradotto in una metafora che già comprendi. Quando lessi “Il Principe” di Niccolò Macchiavelli, compresi i suoi scritti collegando tutti gli esempi di governo e guerra che offriva, ad aree di business e relazioni sociali che avevo già compreso.

Mentre la visualizzazione crea piccole reti che si interconnettono all’argomento, le metafore creano grandi trame che si collegano a idee completamente differenti. Potrai anche non realizzare come quell’articolo di un blog sul fitness che hai letto due settimante fa sia legato alla matematica, ma attraverso la creazione di metafore avrai un’enorme riserva di informazioni disponibili quando ne avrai bisogno.

4) Sentilo

Un’altra tecnica che ho sperimentato per migliorare il mio apprendimento olistico, è sentire attraverso le tue idee. Questo è un pò più difficile da spiegare, ma l’idea base è che invece di associare un’idea ad un’immagine o ad un’altra metafora, la associ con una sensazione. Io sono un tipo “visuale”[4], e l’ho trovato inefficace per molti tipi di dati, ma è veramente d’aiuto per dati che sono altrimenti difficili da relazionare.

Ho usato questo processo per ricordare facilmente il procedimento per calcolare il determinante di una matrice. Per chi mastica un po’ di matematica, probabilmente saprà che il determinante di una matrice 2*2 è essenzialmente la diagonale di sinistra meno la diagonale di destra. Io sono stato in grado di associare questa informazione nella mia “ragnatela”, attraverso la sensazione di immaginare come sarebbe muovere le mie mani attraverso ogni diagonale della matrice. Questo è un’esempio incredibilmente semplificato, ma associare le idee a sensazioni può essere veramente utile.

5) Nel dubbio, collegalo o fissalo

Domande, visualizzazioni, metafore e sensazioni dovrebbero coprire circa il 99% delle informazioni che hai bisogno di assimilare. Sono i metodi più efficaci per correlare idee. Ma se hai ancora bisognio di memorizzare alcune informazioni che non riesci a capire o relazionare, la tua salvezza possono essere i sistemi “link” e “peg”[5].

Spiegare questi metori mnemonici è al di là dello scopo di questo articolo, ma l’idea di base del sistema “link” è di creare un’immagine “matta” e vivida, che collega due idee apparentemente separate, in modo da forzare una connessione tra di loro. Il sistema “peg” fa un passo oltre, creando un semplice sistema fonetico per archiviare numeri e date. Puoi saperne di più su questi sistemi qui.

PICCOLE STRADE E SUPERAUTOSTRADE

Una rete efficace dovrebbe correlare pesantemente idee dello stesso argomento, ma dovrebbe anche avere collegamenti che si estendono ad aree completamente differenti. Mi piace pensare a questi due approcci come al confronto tra piccole strade di campagna e superautostrade. Ti servono molte strade piccole ed economiche per interconnettere aree vicine, e poche superautostrade per connettere città distanti.

Quando studiavo storia, ho creato piccole strade che collegavano diversi aspetti di un particolare periodo e cultura con sè stesso, relazionando i risultati artistici della dinastia Song con la loro situazione politica. Ma ho anche creato autostrade e superautostrade: ho comparato la Cina Song all’India e alla politica degli Stati Uniti.

Molte persone costruiscono tante piccole strade ma dimenticano le autostrade. Capiscono bene le cose all’interno di un determinato argomento, ma non sono in grado di collegare quel constesto al di fuori dell’aula. L’Amleto è uno dei miei lavori letterari preferiti, perchè nell’aula dove l’ho imparato, il nostro insegnante dava molto aiuto per creare superautostrade: abbiamo discusso di come aspetti di Amleto fossero legati alle nostre vite, alla politica e ad aree completamente differenti. Come risultato ricordo molto di più di quell’opera che di praticamente ogni altro lavoro di letteratura che ho studiato.

LA FINE DELLO STUDIO

Studiare dovrebbe essere come il riscaldamento prima di una grande gara, non il modo di mettersi in forma. Ho detto una piccola bugia quando ho scritto il titolo di questo articolo: io studio. Ma non lo faccio per le stesse regioni per cui lo fanno le altre persone, lo faccio per assicurarmi che la mia rete funzioni, non per comiciare a costruirla. Persino quando studio, faccio solo un veloce ripasso, non passo mai un’intera nottata ad “imbottirmi” il cervello.

Alcuni di voi potrebbero leggere questo articolo, e cominciare a pensare che preoccuparsi di disegnare diagrammi e pensare attivamente a metafore per praticare l’apprendimento olistico, porti via semplicemete troppo tempo. Credo che sia vero l’opposto. Ho risparmiato un sacco di tempo usando queste tecniche, così l’università è diventata solo un investimento minore, in termini di tempo, in confronto al resto del lavoro che faccio ogni giorno. Pratica l’apprendimento olistico e spenderai meno tempo imbottendoti di nozioni e di più ad imparare veramente.

Se ti è piaciuto questo articolo o l’hai trovato interessante, considera la possibilità di fare una donazione o mandare un’email.


Note del traduttore
[1] “holistic learning”
[2] o a compartimenti stagni
[3] o “reti”
[4] Secondo moderni studi sulla psiche, le persone in genere privilegiano e imparano meglio se utilizzano un senso in particolare. C’è chi ragiorna per immagini, chi per suoni, o anche per “emozioni” o per “fisicità” (il cosiddetto senso cinestesico).
[5] Metodi “collega” e “fissa”.

41 pensieri su “Come superare gli esami senza studiare

  1. Ecco l’articolo tradotto che avevo anticipato. Non è certo un esempio di buona traduzione, ma spero di essere riuscito a conservarne il senso. Naturalmente chi conosce l’inglese è incoraggiato a leggere l’originale!

  2. Il tuo dubbio è del tutto legittimo, non mi pare che Scott Young chieda atti di fede. Il suo è un tentativo di mostrare come pensa chi apprende con facilità. E da parte mia, a me interessa sperimentare questo approccio, per questo mi sto impegnando in tal senso e i primi risultati ci sono.

    Ad ogni modo, Scott stesso chiarisce qui:
    http://www.scotthyoung.com/blog/2007/03/29/studying-and-holistic-learning/
    che l’apprendimento olistico funziona bene quando c’è un sistemada comprendere, ma quando si tratta di dati puri da memorizzare, questo sistema non va più bene. Per questo tipo di esigenze ci sono già sistemi collaudati che funzionano:
    http://www.vlaardingen.net/~tom/Mainmenu.htm

    In ogni caso, se sei interessato ti invito a sperimentare e magari portare la tua esperienza qui in modo che altri possano beneficiarne.

  3. Ciao,complimenti per il blog.
    L’apprendimento olistico è una realtà,io nn potrei studiare in altra maniera.Certo per alcuni esami nn è sufficiente e quindi a volte ho dovuto “stuprare” il mio cervello infilzandovi dentro nozioni che puntualmente qualke giorno dopo si sono volatilizzate.Credo che un compromesso tra i due metodi sia il punto di ottimo per faticare meno ed essere più efficienti.

  4. Ciao ale, grazie per i complimenti e per la tua esperienza!

    A quanto ho potuto sperimentare, quando si riesce ad inserire delle nozioni nella propria “rete di conoscenze” può voler dire diverse cose: o si ha ancora bisogno di prendere confidenza con il processo, o le nozioni non sono state comprese, oppure si tratta di dati puramente mnemonici. Per quanto riguarda l’ultimo, c’è un campo di studi interamente dedicato a questo: la mnemotecnica.

  5. Salve a tutti! Ho letto questo articolo, che mi è sembrato interessante, e mi chiedo, per curiosità, da dove nasce l’esigenza di sottolineare l’inefficacia di un metodo di studio (quello per es. definito “a compartimenti”) rispetto ad un altro, che viene presentato come vincente, perchè è meno dispendioso in termini di tempo e di “fatica”… ?
    Mi spiego meglio: perchè questo modo di ragionare out-out? o questo o quello? in questo modo si lega all’esperienza dello studio solo un senso di risultato da perseguire bene e in fretta, perchè possa rispondere a una logica competitiva della formazione (culturale, umana, affettiva..); lo studio in se’ credo sia un’esperienza di crescita intellettuale per la persona, non di gestione di informazioni o risorse..
    Certo, per “acquisire” informazioni e poi rielaborale in modo personale facendole proprie è ovviamente necessaria una qualche tecnica (mnemonica, visuale…), ma questo è un mezzo, non lo scopo dell’opera dello studente..
    Credo che ragionare olisticamente sia eccellente come sensibilità intellettuale, a condizione però di aver ben chiaro in testa l’insieme ben dettagliato di tutte le informazioni necessarie, altrimenti si corre il rischio di semplificare la complessità di certe problematiche, avendo l’impressione di padroneggiarle con destrezza per il solo motivo che si giunge a conclusioni in modo più veloce e condiviso (dal momento che queste soluzioni risultano più originali e forse più accattivanti).
    Credo che un bravo studente debba integrare in modo critico entrambi gli approcci nel suo lavoro (olistico e specializzato), a patto però di sentire sempre rinnovato il proprio interesse e la propria curiosità per ciò che sta imparando.

  6. Salve a te kiara7, e grazie per il tuo interessante commento! Riguardo allo scopo dello studio siamo d’accordo: l’apprendimento come mezzo di crescita e di formazione è anche il mio modo di vedere la cosa e anche il punto di vista dell’autore dell’articolo (Scott Young). Penso che alcuni, come forse anche tu, si siano lasciati influenzare dal titolo che invece è stato concepito solo per attirare l’attenzione sul contenuto. Contenuto che enfatizza la necessità di evitare di categorizzare troppo rigidamente le conoscenze in una struttura, che poi non corrisponde ad una realtà in cui ogni cosa è intimamente interconnessa, e in cui ogni singola informazione può essere vista (e usata) da varie angolazioni.

    Per quanto riguarda la tua obiezione sul tema “olistico vs memorizzazione”, è senz’altro una domanda interessante. Ho già avuto modo di scrivere che questo approccio si adatta meglio a materie in cui c’è da capire come funziona qualcosa e secondo che leggi (ecco perchè probabilmente non va bene per un corso di anatomia). Potrei dirti che la memorizzazione non stimola la comprensione, mentre per saper “maneggiare” le unità di informazioni da “arrangiare” in una struttura reticolare in cui si connettono con molti altri argomenti, presuppone una buona comprensione. Una materia non capita risulta in una rete inutilizzabile in pratica.

    Ad ogni modo ammetto che l’articolo non va molto in profondità, come non lo fa l’ebook rilasciato sullo stesso argomento. Ecco perchè sto studiando la cosa più in profondità, e chissà non ne salti fuori qualcosa…

    Spero di aver risposto almeno in parte alla tua curiosità!

  7. Devo farti i miei complimenti!
    Anch’io come te negli studi ho sempre ottenuto il massimo con il minimo sforzo. Ho sempre cercato di capire come fosse possibile, perche’ molto spesso la differenza di risultati tra gli altri e i miei era imbarazzante e non sono mai riuscito a farmene una ragione.
    Adesso ho un punto di partenza per cominciare a studiare me stesso.
    Non so se per te e’ lo stesso, pero’ ho notato che gli studenti olistici, come li hai definiti nell’articolo, tendono ad apprendere molto velocemente e molto facilmente i piu’ svariati argomenti, passano test di cui non hanno nemmeno idea di cosa siano, pero’ con il tempo risultano non essere perfezionisti. La nostra naturalezza nel comprendere e svolgere funzioni a volte ci fa agire come degli “snob” quando si tratta di perfezionare una cosa.
    Ti faccio un esempio:
    Parlo cinque lingue fluentemente per il mio passato in diversi luoghi del mondo; riesco a parlare una lingua in modo soddisfacente in 3/5 mesi dopo un anno ne sono padrone, ma mi rendo conto che dopo 2 anni non la miglioro, non riesco ad aumentare il mio vocabolario e non ho sufficiente concentrazione per andare a fondo nella grammatica anche se verbalmente sono corretto.
    A differenza gli altri studenti, arrivano molto piu’ lentamente ai nostri occhi … dopo una vita, ma riescono pero’ ad arrivare fino in fondo.
    Il sistema con il quale spieghi il nostro modo di apprendere e di connettere le cose una con l’altra e’ sorprendente, hai perfettamente descritto un concetto di apprendimento con un linguaggio elementare perfettamente corrispondente alla verita’
    Grazie per il tuo articolo
    Buona Fortuna

  8. Grazie Matteo, ma per prima cosa intendo precisare che l’articolo è solo una traduzione (tra l’altro nemmeno così perfetta) di un’articolo di Scott Young e come te l’ho tradotto perchè descrive in modo semplice il modo in apprendo (almeno in parte, non mi avvicino così tanto all’estremo olistico come Scott).

    Per quanto riguarda il perfezionismo, credo che non sia tanto un problema di metodo quanto di “organizzazione” (o motivazione se vogliamo).

  9. Buongiorno a tutti!

    Un articolo molto interessane che ricorda quanto sia noioso e poco efficace leggere e ripetere nello studio!

    Le informazioni e i concetti che immagazziniamo si ricordando grazie a dei collegamenti neurali, le sinapsi.

    In pratica è come se nel nostro cervello abbiamo miliardi di nozioni legate tra loro da “cordicine”. La memoria è tanto più forte, quanto più una nozione è ben legata a tutte le altre.

    Queste “cordicine” sono il risultato dell’attivazione dei così detti CANALI MNEMONICI che sono 6: i 5 sensi e le emozioni! Se imparassimo ad utilizzare al meglio questi 6 canali mnemonici potremmo trasformare le cordicine del nostro ricordo in GIGANTESCHE CATENE MASSICCE.

    Ma come dicevo, superare gli esami non è solo questione di memoria. Si devono superare le ansie e le paure, le cattive abitudini e tutti gli schemi di pensiero che ostacolano il nostro risultato!

    Per saperne di più, è in uscita nei prossimi giorni il libro “Esami No Problem”, potete vederlo qui:

    http://www.esami-no-problem.net.tc

    Per rimanere aggirnati sulle novità ed avere nuovi spunti, potete seguire il blog ufficiale:

    http://esami-no-problem.blogspot.com

    A presto e spero di esservi stato d’aiuto!
    😉

  10. Grazie della segnalazione Deinos!

    In particolare mi piace l’importanza che dai alla motivazione nello studio, che devo ammettere è uno dei miei punti deboli😉 Il primo che decide di leggere questo ebook non manchi di postare qualche commento mi raccomando!🙂

  11. Ciao Viasenzanome!!

    C’è stato un aggiornamento!

    Ora c’è anche un nuovo ebook dello stesso autore, si chiama “I 10 errori di chi non riesce a rendere negli esami come vorrebbe”! E’ più piccolo come libro ma è GRATIS!!!

    Io ho già scaricato la prima parte (è diviso in 6 volumi e ti arrivano direttamente nella email!!!), per riceverli basta mettere nome ed email (RIPETO GRATIS) nel sito ufficiale:

    http://www.superare-esami.net.tc

    Ciao😉

  12. Salve a tutti,
    sicuramente il metodo è efficace non lo metto in dubbio…ma mi dite come usarlo per una facoltà come giurisprudenza articoli su articoli mi sembra un po’ impossibile

  13. Ciao sono Gianluigi Ballarani, ho scritto un libro sull’argomento Esami e vedo che qualcuno ne ha già parlato nei commenti😉

    Si chiama “Esami No Problem” ed è disponibile in formato pdf!

    Per avere il primo capitolo in anteprima gratuita insieme ad un altro ebook sugli esami, è possibile scaricarlo gratuitamente da qui:
    http://www.superare-esami.esamevincente.com/

    Per chi fosse interessato al libro in questione, potete consultare la scheda tecnica direttamente dal sito ufficiale😉

    http://www.esamevincente.com/esami/esami-no-problem

    A presto!

    Gianluigi Ballarani

  14. Probabilmente, è una questione di atteggiamento mentale, di come ci ponimo e ci prepariamo allo studio, a volte effettivamente basta poco.. la tecnica di visualizzare quello che si legge è molto importante per ottenere risultati!

  15. Allora…,premetto che non è che sia molto daccordo con ciò che dice Scott Young, perchè quel tipo di studio lo puoi fare solo con determinate materie…e non con libri di 600 pagine, dove nel compito può capitarti la domanda riferita a un paragrafo in secondo piano.
    Come dico sempre, lo studio deve essere effettuato SEMPRE a 360 gradi.
    E poi smettetela con questi articoli, perchè già i ragazzi hanno poca voglia di studiare se poi ci mettete voi a dire “Studiare il meno possibile”..allora siamo a posto.
    L’assimilazione di ogni singola materia, come in qualsiasi sport, avviene tramite uno studio costante di un determinato periodo. Io preferisco studiare anche solo 2 ore al giorno una materia per 2 mesi…cosi 2 ore un giorno 2 ore l’altro, in una settimana hai già fatto molto…Arrivi all’esame che quella materia la sai come pochi..e sopratutto ti rimane impressa nella testa per mesi.
    I migliori sportivi sono diventati tali dopo anni di allenamento e hanno vinto medaglie olimpiche sempre grazie a anni di allenamento, mica dopo un riscaldamento di 2 minuti….Studiare un libro e capirlo significa non solo capire la materia a 360 gradi ma serve anche ad allenare costantemente la vostra testa.
    Quelli che prendono 30 dicono sempre che studiano in 2 giorni, ma sono gli stessi che durante l’anno sono sempre alle lezioni e prendono appunti e quando arrivanoa casa magari ci danno una letta, quindi è come se avessero studiato per mesi.
    No ragazzi, se volete davvero imparare e capire una materia, non arrivate all’ultimo minuto…la vita non è una scommessa..

    • Allora…,premetto che non è che sia molto daccordo con ciò che dice Scott Young, perchè quel tipo di studio lo puoi fare solo con determinate materie…e non con libri di 600 pagine, dove nel compito può capitarti la domanda riferita a un paragrafo in secondo piano.

      Ovviamente. Ora, dal mio punto di vista si tratta di un’intuizione in forma seminale su alcuni concetti della teoria dell’apprendimento: in particolare a scuole di pensiero come il connettivismo di George Siemens e il costruttivismo. Occorre mettere in prospettiva questo articolo, io lo penso più che altro come a un tentativo di articolare un processo che per l’autore del post originale ha funzionato ma non lo consiglierei a chi non apprende già in quel modo in una certa misura. Per migliorare il proprio rendimento nello studio, la cosa da fare è esplorare i meccanismi con la quale la mente apprende e recupera informazioni. Cosa che nel campo della psicologia dell’apprendimento si studia da decenni, e dalla quale si possono… imparare molte cose.

      Come dico sempre, lo studio deve essere effettuato SEMPRE a 360 gradi.
      E poi smettetela con questi articoli, perchè già i ragazzi hanno poca voglia di studiare se poi ci mettete voi a dire “Studiare il meno possibile”..allora siamo a posto.

      Il titolo del post è quello originale (tradotto) ed è un titolo concepito per attirare l’attenzione. Il post in sè, per come l’ho compreso io, non suggerisce affatto di non studiare. Vuole solo suggerire che esistono modi migliori di apprendere di quelli che adottano molti studenti e che permettono di imparare di più in MENO tempo e con MENO fatica, ma comunque con un certo lavoro.

      L’assimilazione di ogni singola materia, come in qualsiasi sport, avviene tramite uno studio costante di un determinato periodo. Io preferisco studiare anche solo 2 ore al giorno una materia per 2 mesi…cosi 2 ore un giorno 2 ore l’altro, in una settimana hai già fatto molto…Arrivi all’esame che quella materia la sai come pochi..e sopratutto ti rimane impressa nella testa per mesi.
      I migliori sportivi sono diventati tali dopo anni di allenamento e hanno vinto medaglie olimpiche sempre grazie a anni di allenamento, mica dopo un riscaldamento di 2 minuti….Studiare un libro e capirlo significa non solo capire la materia a 360 gradi ma serve anche ad allenare costantemente la vostra testa.
      Quelli che prendono 30 dicono sempre che studiano in 2 giorni, ma sono gli stessi che durante l’anno sono sempre alle lezioni e prendono appunti e quando arrivanoa casa magari ci danno una letta, quindi è come se avessero studiato per mesi.
      No ragazzi, se volete davvero imparare e capire una materia, non arrivate all’ultimo minuto…la vita non è una scommessa..

      Stupendo! Hai spiegato in modo chiarissimo e sono totalmente d’accordo con te.

      La sfida non è studiare MENO, ma studiare MEGLIO. Con un metodo di studio efficace ed efficiente, si diventa in grado di sfruttare al massimo il tempo che si dedica allo studio e di conseguenza impegando meno tempo di quello speso da chi “studia” tra un click su facebook e un video su youtube.

  16. se non avete voglia di leggere dei consigli olistici d’oltre confine, affidatevi ad una specialista nostrana …pochi ed efficaci consigli VIDEO per volare sugli ostacoli delle facoltà umanistiche. Soddisfatti o rimborsati.

    • Come ho già detto in più occasioni, l’articolo va messo in prospettiva e a ben vedere non suggerisce affatto di non studiare così come io stesso non ho mai suggerito una cosa del genere. Si tratta più di uno sguardo a come certe persone riescono ad apprendere nuove nozioni con più facilità di tanti altri studenti. Per fare dei commenti informati occorre prima aver letto tutto!

      E per favore, evita gli argumentum ad hominem che non servono a nessuno. Se invece dopo aver eliminato i fraintendimenti continui a non essere d’accordo con certe cose, fai pure altri commenti e sarò felice di ascoltarti visto che sono sicuro tu sia effettivamente uno che ne capisce.

  17. ciao a tutti ragazzi. viva le idee differenti di ognuno di noi! io penso che ognuno di noi abbia un personale metodo di studio e dicendo questo di sicuro non vado a scoprire l’acqua la calda! però penso sia importante per noi studenti confrontarci, senza necessariamente scagliarsi contro chi ha una idea o un metodo di studio diverso dal nostro. del resto non esiste un metodo buono in assoluto. esistono tanti metodi che portano al successo. lo stesso studente un esame può superarlo studiando a memoria e perdendo mesi e mesi dietro un esame e magari ad un altro esame impiega una sola settimana perchè magari legge attentamente e si trova particolarmente predisposto in quel periodo e va davanti al prof e fa un figurone. ora vi porto la mia personale esperienza: ho sempre ottenuto ottimi risultati prima a scuola e poi all’università e sinceramente non ho utilizzato un metodo ben preciso. ho studiato tanto o poco in base alla difficoltà. ora sto affrontando vari problemi che mi stanno impedendo di studiare e di dare il meglio di me. sinceramente in questo momento ci vorrebbe un metodo di studio vincente e non ne ho. il metodo vincente per me in questo momento è quello che riuscirebbe a farmi mettere sui libri senza pensare a niente…….ma non ce la faccio…quindi beati voi che bene o male riuscite a fare gli esami senza pensare ad altro….un bacio a tutti e forza ragazzi studiate…..con qualsiasi metodo…l’importante è concludere qualcosa. un bacio a tutti gli studenti……

    • Ciao a te dottoressa!

      E’ vero esistono metodi diversi che si adattano a persone diverse, ma penso che tutti questi metodi debbano condividere dei principi basilari.

      Penso anche che come dici tu giustamente sia molto utile confrontarsi con altre persone per cercare di individuare le similitudini tra i vari metodi e quindi questi principi per poi poter ottimizzare il proprio “stile” di studio.

      Tu hai avuto la fortuna di trovare fin da subito dei buoni metodi che hanno funzionato per te e li hai usati senza pensarci troppo (una cosiddetta “natural”), viceversa c’è chi non ha mai avuto un buon metodo o chi avendolo avuto l’ha poi perso per vari motivi.

      Capisco le tue difficoltà, infatti anch’io per quasi un anno ne ho avute e dopo averle superate mi sono ritrovato a dover riprendere quasi da zero. Ora come ora sto recuperando lentamente… se conosci l’inglese posso indicarti delle risorse OTTIME per forgiare il tuo metodo di studio.

    • Apprezzo che ti sia preso la briga di commentare, ma anche se sono effettivamente cazzate temo che tu non sia riuscito a convincermi.

      Questa traduzione (l’articolo non è mio), ha lo scopo di stimolare la curiosità e spingere a fare ricerche per migliorare il proprio metodo di studio. Se, *dopo aver fatto le tue ricerche e sperimentato*, sei arrivato a concludere che questi consigli sono un mucchio di spazzatura allora ti invito a farmelo sapere con qualche dettaglio in più. Sono sempre disposto e alla ricerca di aprire gli occhi alla verità.

      Per altri suggerimenti meno “non-convenzionali” vedi:
      https://viasenzanome.wordpress.com/2009/01/11/studio-piu-efficace-in-cinque-minuti-o-meno/

    • Il modo di “mettersi in forma” suggerito da Scott consiste in un approccio costruttivista nel quale i nuovi concetti vanno compresi e messi in relazione nel modo più forte possibile con le altre nozioni preesistenti. In questo modo, dice l’autore originale del post, si asseconda la natura della mente e rende possibile l’apprendere in modo meno stressante e più efficace.

      Gli indizi che ci arrivano dagli studi sull’apprendimento sembrano indicare che questa sia una strada migliore. Uno degli ultimi articoli, che mi ha molto interessato, arriva dal New York Times (se mastichi l’inglese ne vale la pena).

  18. concordo con scott young!! ho superato il test a scienze della comunicazione senza aver studiato… mi sono seduta in aula e dopo 15 minuti ero fuori!! qualche giorno dopo ecco i risultati ed io ero tra i 200 vincitori!!!
    ..l’anno dopo ho provato con i test a medicina… non ce l’ho fatta perchè all’università c’erano solo 60 posti disponibili ed io arrivai 100😦
    questo è per dirvi che (sulla mia esperienza) è davvero possibile riuscire a connettere e ad apprendere in modo semplice… a me riesce molto facile studiare in questo modo.. e non riuscirei a fare diversamente..studiare ore e ore sui libri non è per me!!
    la cosa buona è che dopo anni ricordo ancora vecchie spiegazioni in classe… discussioni con prof e amici… magari anche su qualche documentario😀 tutto fa cultura.. bisogna leggere leggere e leggere… “acchiappare” di tutto e di più!!

    • Ti ringrazio Anna per la tua preziosa testimonianza, sei un esempio del fatto che è possibile apprendere in modo efficace e senza eccessivo stress.

      Mi auguro che questa tua storia e l’articolo possano essere un’ispirazione per mettere in discussione gli “assiomi” dell’approccio tradizionale allo studio, e uno stimolo per ognuno a sperimentare e mettere a punto un metodo di studio migliore.

      Ciao!🙂

  19. ho letto solo qualche punto di questa ridicola guida del c….o, io sto preparando un’esame di biochimica in questo periodo e secondo quella guida mi basterebbero solo alcune ore per imparare: tutto il ciclo di calvin con tutte le reazioni e gli enzimi annessi, tutta la fotosintesi con tutte le reazioni annesse, metabolismo lipidico metabolismo dei carboidrati, beta ossidazione, catabolismo degli acidi grassi, metabolismo dell’azoto, ciclo del carbonio, dna riparazione replicazione e poi tanto tanto tanto tanto altro, ah dimenticavo la termodinamica entalpia entropia energia libera ecc ecc ecc ecc ecc ecc…….. si sono daccordo mezz’ora al giorno per una settimana riuscirò ad imparare tutto questo, facile no???? messaggio per anna, il test a scienze della comunicazione lo passano anche le scimmie ammaestrate……….ma andate a prendere in giro i mammalucchi come voi

  20. da quello che ho capito questo metodo non vale solo per l’università, ma per ogni tipo di esame a ogni età… mhaaa come si fa a usarlo con un esame di latino… come si fa a relazionare il latino con la vita, certo essendo l’italiano una lingua derivante dal latino molte parole si assomigliano, ma non penso proprio che questo possa essere d’aiuto per superare un esame, giusto???

  21. Dopo aver letto quest’ articolo sono disperato…è la concretizzazione di ciò che ho sempre pensato… fino ai 18 anni ho sempre usato un metodo di studio puramente olistico, con risultati estremamente soddisfacenti ma “poco controllabili” e col minimo sforzo ( scandalosamente minimo).
    Tuttavia per cause di forza maggiore varie alla fine del II liceo classico ho cominciato ad apprendere per scatole, con sforzi notevolmente superiori e risultati nel complesso mediocri ma “maggiormente controllabili”.
    Adesso mi trovo in un corso di laurea che sembra richiedere un metodo “per scatole” (medicina), ma il punto è che non sono bravo e “allenato” nel metodo “per scatole ” e sembro aver “disimparato” quello olistico (complice forse una certa ansia, maggiormente “controllabile” col metodo “per scatole”).
    Basterà una lettura dell’ e-book di Scott Young?!

    • L’ebook di cui parlavo approfondisce un pò l’argomento (con qualche esempio delle tecniche che citava nell’articolo), ma non va tanto più in profondità. Esiste una versione completa dello stesso a pagamento ma io non l’ho letta quindi non saprei consigliarti. D’altra parte nella sua newsletter spiega di tanto in tanto qualcosa di più. Se mastichi l’inglese è un’ottima risorsa anche il blog di Cal Newport Study Hacks.

      Detto questo, da quel poco che so del corso di studi di medicina, è necessaria anche molta memorizzazione e non solo comprensione. A livello generale ti consiglierei di cercare di capire i meccanismi di base (cercando di spiegarli con le tue parole, anche fosse solo per iscritto), e di impiegare tecniche di memorizzazione per quanto riguarda il resto (cerca “mnemotecnica” con un motore di ricerca e troverai molte risorse utili).

      Spero di esserti stato di aiuto, in bocca al lupo!

  22. Se si ha a disposizione 1 mese per preparare un esame di 2000 pagine con formule e dimostrazioni penso che questo metodo sia del tutto inutile e chi studia Fisica, Matematica, Elettrotecnica etc… lo sa. Ci sono moltissime dimostrazioni che non hai il tempo di approfondire e molte se non te le impari a memoria ti ci vorrebbe una vita per studiarle. Chi studia queste materie sa quante delle dimostrazioni fisiche vengano diciamo dal niente. Noi studenti di Ingegneria diciamo che sono dimostrazioni che si fanno tornare, aggiungi, togli e puff tutto torna (la magia della Matematica ed Analisi). Poi se si tiene conto dei testi su cui studiare ed i docenti che spiegano un argomento, allora, le possibilità dell’efficienza di tale metodo scendono a zero e ve lo dice uno che non si è mai studiato una formula a memoria ma me le sono sempre ricavate perché se non capisco da dove vengono non me le ricordo o comunque dopo 3 o 4 giorni le dimentico. L’esame di Chimica che ha fatto l’autore sopra citato era a risposte multiple, non è un esame. Venisse a fare il mio, dove la prof non ti mette neanche il nome dei composti, figuriamoci la possibilità di scegliere tra diverse (dove si ha un buon 50% di azzeccare). Vorrei sapere come ha fatto a collegare tutti gli argomenti pur non avendo la loro piena conoscenza (come da lui citato). Certo le leggi dei gas mi danno le formule per il calcolo del ph, delle soluzioni tampone e pure delle pile (ma quando?? Come crea una ragnatela di informazioni ???). Questi metodi vanno bene se studi Letteratura, Storia, Filosofia etc… ma voglio vedere uno che ha fatto la facoltà di fisica, matematica od ingegneria se ha adottato questo metodo. Aiuti pure a me, ccosì evito di studiare 15 ore al giorno e mi dice come posso fare 4 esami a semestre avendo solo 2 date (una a febbraio ed una a luglio).

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...