Attori e arte

Come fanno gli attori a “diventare un’altra persona” a loro piacimento? I grandi attori lavorano principalmente con il linguaggio del corpo e gli atteggiamenti interiori. Hanno quegli occhi necessari a guardare oltre il contenuto di una comunicazione per andare alla sostanza.

Anche quando una persona è in silenzio, sta comunicando il suo stato emotivo con una gran varietà di segnali e comportamenti.

Ricordi quando da bambino giocavi a “facciamo che…”? Allora per un pomeriggio diventavi un cavaliere o un capitano di un galeone pirata, e tutto attorno a te era coerente con la tua fantasia? Beh, gli attori non hanno mai smesso di dirsi “facciamo che..” e continuano con molta più competenza e padronanza della propria immagine.

Cosa c’entra tutto questo? Questo significa semplicemente che noi siamo ciò che crediamo di essere. Nè più, nè meno.

Non sono un attore e non ho esperienza nell’argomento, ma sono convinto che un buon attore non corra il rischio di “perdere la propria identità” in mezzo ad un mare di fantasie, al contrario. Un grande attore arricchisce la propria personalità, perchè possiede quel tipo di sensibilità che gli permette di evocare tutte le sensazioni che vuole in chi lo guarda.

Ma tutto questo non è limitato al teatro o al cinema. Ti sei mai sentito talmente rapito da un raccondo o un libro tanto da dimenticarti tutto quello che ti circondava, come se assistessi con i tuoi occhi alle situazioni presentate?

Ecco allora, che abbiamo trovato un’altra forma di quella che io chiamo arte. Ovvero la capacità di esprimere emozioni e farle provare agli altri. E’ un dono raro, molto raro, ma quando lo si trova lascia segni profondi nell’anima e nel cuore.

Immagino il giorno in cui leggerò, vedrò, ascolterò e assaporerò vera arte in grado di portare il mio spirito al di là dei limiti del mio corpo, e di darmi quelle ali per guardare ciò che c’è al di là del cielo.

Aspetterò quel dito che mi indicherà la strada per trovare me stesso, fino a potermi guardare negli occhi come se mi vedessi per la prima volta.

2 pensieri su “Attori e arte

  1. “facciamo che”….
    mi ha suscitato un sacco di ricordi

    giocavo sempre ai giochi inventati io e la mia amica d’infanzia
    abbiamo ideato storie elaborate, emulazioni di sacrifici umani, commediole fritte e anche storie audaci di lesbismo precoce poi mai sfociato….

    Il finale del tuo post mi ha rimandato ad una canzone di Gaber “cerco un gesto”

    Mi guardo dal di fuori come fossimo due persone
    osservo la mia mano che si muove, la sua decisione
    da fuori vedo chiaro, quel gesto non è vero
    e sento che in quel movimento io non c’ero.

    A volte mi soffermo e guardo il fumo di una sigaretta
    la bocca resta aperta, forse troppo, poi si chiude in fretta
    si vede chiaramente che cerco un’espressione
    che distacco, che fatica questa mia finzione.

    Cerco un gesto, un gesto naturale
    per essere sicuro che questo corpo è mio
    cerco un gesto, un gesto naturale
    intero come il nostro Io.

    E invece non so niente, sono a pezzi, non so più chi sono
    capisco solo che continuamente io mi condiziono
    devi essere come un uomo, come un santo, come un dio
    per me ci sono sempre i come e non ci sono io.

    Per tutte quelle cose buone che non ho ammazzato
    chissà nella mia vita quante maschere ho costruito
    queste maschere ormai sono una cosa mia
    che dolore, che fatica buttarle via.

    Cerco un gesto, un gesto naturale
    per essere sicuro che questo corpo è mio
    cerco un gesto, un gesto naturale
    intero come il nostro Io.

    Cerco un gesto, un gesto naturale
    per essere sicuro che questo corpo è mio
    cerco un gesto, un gesto naturale
    intero come il nostro Io.

    Mi ha colpito molto leggere questo post, comprendo e sottintendo molte parole che hai associato. Insieme hanno un significato simile al mio…verrebbe da dire uguali….ma è impossibile
    (anche per il niente)

  2. Anch’io ho molti ricordi associati al “facciamo che…”, e a volte vorrei poter tornare bambino solo per rivivere quei momenti con l’innocenza di un tempo.

    Le parole di Gaber mi hanno fatto pensare. Pensare alla ricerca di sè stessi, alla difficoltà di essere “naturali” di fronte all’altro. Ma forse la nostra natura è adattare il nostro comportamento alle circostanze e alle persone cui ci troviamo di fronte.

    Grazie per avermi reso partecipe di un tuo pensiero!

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