Introverso è giusto!

Nancy R. Fenn ha stilato una top-ten di suggerimenti perchè gli introversi possano godere di una vita felice, eccola:

  1. E’ legittimo essere introverso. Ci sono gli estroversi e gli introversi, non c’è nulla di sbagliato.
  2. Introverso non vuol dire nevrotico.
  3. Gli introversi non sono predisposti a disturbi psichici. Un estroverso,
    quando sono sotto stress fumano, bevono e diventano aggressivi, gli
    introversi rinunciano.
  4. Gli introversi non sono asociali. Semplicemente hanno meno bisogno di compagnia, ma sono delle persone amichevoli e amorevoli.
  5. Non è vero che gli introversi non hanno nulla da dire, parlano solo quando hanno qualcosa di importante!
  6. Gli introversi sono ottimi ascoltatori. Un’abilità senza prezzo in tutte le aree.
  7. Non dispiacerti per il tempo che passi da solo: un introverso deve
    spendere almeno metà del suo tempo da solo per la propria salute
    mentale ed emozionale. Se necessario, vedi punto 1.
  8. Gli introversi non sono perdenti. Prendi ad esempio: Albert Einstein,
    Steven Spielberg, Charles Darwin, Mahatma Gandhi, Michael Jordan e
    Bruce Lee.
  9. Aiuta i bambini introversi che non vengono capiti. Questo è molto utile anche a te che puoi guarire il tuo bambino interiore.
  10. Non lasciare che gli estroversi ti interrompano mentre leggi un libro.
    Digli educatamente che ora non puoi parlare: stai leggendo un libro.

25 pensieri su “Introverso è giusto!

  1. Meno male che i tempi cambiano! Tutta la mia infanzia, adolescenza e prima gioventù ho dovuto soffrire l’impietosa (seppur bene intenzionata: di buone intenzioni, amava dire il Curato d’Ars, è lastricato anche il suolo dell’Inferno!) azione di educatori vari votata all’impossibile missione di rendermi estroverso. Mi facevano subire l’inquietante complesso di sentirmi al posto sbagliato in un mondo fatto di allegri combriccole di gente comunicativa, sociale e… gregaria. Il risultato, manco a dirlo, era quello di chiudermi ancora di più nella mia “turris eburnea”. Tutto sommato, col senno di poi, non è stato poi così male: hanno fatto il mio bene in senso assoluto cercando inutilmente quello che era per loro soltanto il mio bene. Ma quanta fatica sprecata e quante sofferenze inflitte e vissute! Solo ormai sulla soglia dei miei 50 anni posso trovare positivo tutto quel travaglio, di per sé assurdo.
    Riguardo al n. 10 io lo direi ancora più esplicitamente: “Non posso parlare con te; sto ascoltando un altro (e parlando con lui)”. Tali sono i libri. Il nostro Quevedo amava definirli “mis amigos muertos”.
    Grazie dei tuoi sempre ottimi spunti!

  2. I tempi cambiano, ma di esperienze simili ce ne sono ancora oggi purtroppo. In certi contesti se non sei “in”, la societa’ ti fa sentire in qualche modo “diverso” e comunque sbagliato. Non si educa ad accettarsi e affermare il proprio diritto di essere come si e’, o lo si fa solo in teoria.
    Grazie per i tuoi commenti, sono ottimi spunti di riflessione!

  3. Ciao stefy, benvenuta!

    Dici che non vorresti essere introversa, ma sai veramente cosa vuol dire “introversa”? Secondo me confondi l’introversione (che è un modo di essere, fa parte del carattere) con la timidezza e/o scarse abilità sociali (che sono invece una capacità).

    Se il tuo problema è che senti di non poter interagire con le persone liberamente, allora non dare la colpa all’introversione. Ogni capacità può essere acquisita, e l’abilità sociale è una di queste. Ti parla uno che è decisamente introverso, ma che sta sperimentando sulla sua pelle quello che ti sto dicendo.

  4. Mi è scappato uno sfogo, sono giorni intensi per me.
    Purtroppo la propensione naturale rimane sempre quella nonostante il tempo passi e si impari come stare “meglio” al mondo con gli altri. e ci vuole molto impegno per migliorarsi..io credo nel continuo miglioramento individuale…ma quanta fatica!

    Bè ora come ora, non mi dispiacerebbe trovare una bella lista di difetti degli estroversi…farebbe bene all’autostima.

  5. E già lo sfogo può essere una cosa positiva, se ci pensi bene: hai portato fuori ciò che tendi a tenerti dentro! L’introversione è un modo di essere, fa parte di te ed è inutile cercare di diventare estroversi. Quello che invece si può cambiare, è la tua percezione di essa: basta smettere di vederla come una limitazione e pensare che sia un tuo punto di forza.

    Per esempio, quando un introverso si ritrova ad essere da solo cade molto velocemente in uno stato di tristezza, mentre quelli come noi si sentono per lo più a proprio agio. Un estroverso è impulsivo, e spesso cede agli eccessi emotivi agendo senza pensare, mentre un introverso solitamente è più calmo e sa prendere decisioni ponderate. Un estroverso tende ad affidare la propria felicità ad elementi esterni, mentre un introverso è in grado di trovarla dentro di sè.

    So bene che spesso, guardando chi è molto estroverso, si può provare invidia e un senso di impotenza, per non riuscire ad essere come lui o lei. Ma ti dico che sebbene non puoi cambiare la tua essenza (che, senza troppa paura di sbagliare, posso dire è assolutamente stupenda), puoi sicuramente fare qualcosa per le tue abilità sociali.

    Un introverso ha molto meno bisogno di stare in mezzo alla gente, ma questo non significa che quando lo fa non possa farlo in maniera memorabile. Da quanto ho osservato, in genere un introverso ha scarse conoscenze delle dinamiche sociali perchè è per natura proiettato verso il proprio mondo interiore. Ma il problema non deriva da un’incapacità ad avere rapporti umani, ma solo nella scarsa conoscenza (e pratica) in materia. E da questo punto di vista puoi certamente fare qualcosa. Certo, ogni cambiamento richiede lavoro, pazienza e tempo, ma ti confermo per esperienza che si può senz’altro fare.

    In fin dei conti, ogni contatto umano è uno scambio di emozioni… e sono sicuro che tu, cara stefy, ne hai da vendere!

    PS:
    Mi scuso per essemi dilungato, ma come avrete notato è un argomento che mi sta molto a cuore.

  6. nn devo sentirmi tanto aliena allora…grazie, riesco a intravedere il retro della medaglia…certo il fatto poi di essere giudicata “muro” o come persona “strana” mi ferisce ma d’altronde è una catena…bè si migliora dai, vedo di vederla in quest’ottica.

    adesso sto leggendo un libro che tratta la comunicazione non violenta, mi sembra interessante e utile. ne hai sentito parlare?
    scusa se ti faccio una domanda così diretta ma penso che tu conosca un bel po’ di cose più di me in merito a queste tematiche…se hai voglia di rispondermi….ciao e grazie ancora

  7. Il vedere la faccenda nell’ottica del miglioramento è la cosa migliore da fare, e infatti hai già fatto un importante passo che purtroppo non è così comune. Congratulazioni!

    Riguardo la comunicazione non violenta, non ho sentito nessun libro (per lo meno in italiano) che ne parlava e penso sia senz’altro una buona lettura, se non altro per comprendere qualcosa di più sulla comunicazione. Per come la vedo io, quando una persona adotta un linguaggio aggressivo è perchè ha un’autostima abbastanza precaria e considera qualsiasi commento contro la propria persona come un attacco al sè. In altre parole, misura il proprio valore in base all’opinione degli altri, il che è sbagliato. Ne consegue che il modo migliore per difendersi da questi attacchi è dimostrare SICUREZZA in sè stessi e “defletterli”.

    Scusami tu se ti rispondo solo ora, e non preoccuparti della domanda “così diretta”. Se sono qui è anche per questo!

  8. Pingback: Come trattare in introverso « La Via SenzaNome

  9. Grazie per i complimenti, tiziana. Non so come la pensino gli esperti, ma essenzialmente l’introversione è un orientamento psicologico:

    http://www.nienteansia.it/articoli-di-psicologia/news.php?go=fullnews&newsid=64

    mentre l’introspezione è un’attività che consiste nel prestare attenzione e analizzare il proprio flusso di pensieri. Quindi anche un estroverso può trovarsi in atteggiamento introspettivo, almeno quanto un introverso può trovarsi a parlare davanti ad un vasto pubblico. Ammetto però che il linguaggio è fuorviante e la distinzione è abbastanza sfumata.

    Piccola curiosità che ho trovato oggi:
    http://www.legaintroversi.it/

  10. Ciao,
    anche io sono introverso ma ho sopprattutto problemi di relazioni con le altre persone e con la mia compagna.
    In particolare dico subito quello che mi passa per la testa e poi aspetto che l’altra persona capisca il mio punto di vista e mi dia ragione.
    Cosa questa che quasi mai avviene generando in me forti tensioni e litigate.
    Qualcuno ha qualche idea e/o libro per crescere e riuscire a gestire/risolvere questo problema?
    Cosa si fa a riuscire ad avere ragione… quando si è sicuri di averla?

  11. Ciao Giorgio!

    Ti direi che è possibile farsi dare ragione anche quando non la sia ha (vedi shopenhauer), basta avere ottime doti di dialettica/retorica… il che comunque secondo me non è la strada giusta da intraprendere (almeno nel tuo caso).

    Da quello che hai scritto mi sembra che tu quando dici qualcosa ti aspetti già di essere nel giusto e quando questo non avviene reagisci a volte con rabbia creando spesso situazioni di tensione con gli altri.

    Per quanto riguarda me, la mia attitudine è questa: ho il massimo rispetto per le opinioni degli altri, e riconosco che in ogni momento le mie idee si basano su una comprensione del mondo che è necessariamente parziale e personale per cui sono sempre pronto a cambiare opinione qualora capisca che non sono nel giusto. D’altra parte è molto difficile che la ragione stia totalmente da una parte, per cui mi guardo bene dall’imporre le mie idee agli altri.

    Il problema credo abbia ben poco a che vedere con l’introversione, piuttosto è necessario coltivare un pò di flessibilità mentale, capire che quando qualcun altro non è d’accordo con noi non si tratta di un attacco personale e che, dopotutto, potresti essere veramente in torto.

    Invece di creare tensioni e conflitti basati sul risentimento e il rifiuto, entra nell’ordine di idee che il rapporto che hai con una persona è più importante delle singole divergenze di opinione, in questo modo potrai accettare più facilmente quando hai torto e invece importi in modo tranquillo senza risentimento quando hai ragione.

    In prima battuta, non sapendo nulla o quasi di te questo è quello che posso dirti, spero di esserti stato utile.

    Grazie di essere passato!🙂

  12. ciao a tutti i vostri commenti mi hanno fatto capire parecchie cose e ve ne sono grata, ma il mio problema penso sia molto piu grande…sono sempre afflitta da una tensione esageratamente pressante, mi preoccupo troppo del giudizio degli altri.. trovo vero il fatto di stare in silenzio e parlare quando necessario e come il fatto di stare da sola mi faccia stare a mio agio… ma a causa della mia introversione non riesco a stare bene con gli altri, mi sento sempre al posto sbagliato…ma penso sia dovuto tutto alla scarsa autostima, spero di migliorarmi col tempo anche se ora come ora provo di tutto come training autogeno, yoga, e dinamica mentale, si mi rilassano al momento ma non cambiano la mia situazione generale…se avete capito il mio problema e convivevate con esso e siete riusciti a curarlo vi prego di consigliarmi qualche tecnica realmente funzionale per sentirsi a proprio agio con gli altri e soprattutto con se stessi…ancora grazie..carla.

  13. ciao, ti ringrazio veramente di cuore per i consigli preziosi che ho letto con estrema attenzione, ci tengo veramente tanto a “trovarmi” e non metto in dubbio che bisogna dare il tempo al tempo ma è così stressante aspettarlo, sembra non arrivi mai! hai fatto il possibile e te ne sono veramente grata, ma l’essere introversi in eccesso per me è come chiudersi e lasciare che gli altri ti schiaccino prendendosi gioco della tua debolezza…io sono di indole docile e sorrido parecchio, ma non riesco a confrontarmi con gli altri e dire ciò che penso senza badare al giudizio altrui, proverò a credere un po di piu in me stessa d’ora in poi….che altro dire, speriamo di farcela!!! grazie ancora se vuoi ancora scrivermi su ciò che pensi e soprattutto se non occupo troppo del tuo tempo sappi che mi fa molto piacere leggere ciò che scrivi, penso che mi possa aiutare sfogarmi con qualcuno che mi capisce realmente!!! grazie ancora

  14. Indubbiamente ci vuole tempo, ecco perche’ qualcuno suggerisce di amare non solo l’obbiettivo ma anche il processo per raggiungerlo. Mai sentito il detto: la meta e’ il viaggio stesso? Da quanto ho avuto modo di provare, quando si lavora con la propria mente spesso l’unico modo per trovare qualcosa e’ smettere di cercarla…

    So che possono suonare piuttosto vaghe come parole, ma sono certo che con il tempo assumeranno sempre piu’ significato per te. Il bello di essere umani secondo me, e’ che non importa in quale situazione ci troviamo, possiamo sempre rimboccarci le maniche e migliorarla usando la testa e il cuore.

    Grazie a te per condividere quello che provi, e’ un piacere parlare con te carla!🙂 Non farti problemi a scrivere😉

  15. Il massimo della raffinatezza:farsi scambiare dagli estroversi per uno di “loro” ………….Vedessi come ci cascano!
    Un introverso non lo inganneresti mai……………..

    bel blog complimenti ,un po’ per tutti gli argomenti beninteso non solo quello pro-introversi altrimenti mi accusereste che “cicero pro domo sua…”

    Ciao ciao

  16. Ciao!
    Sono anch’io una ragazza (anzi ormai donna, ho 36 anni!) quotidianamente alle prese con la fatica di vivere in quanto introversa e, come la gente ama spesso definirmi :”tranquilla”, aggettivo che incomincio a odiare perchè me lo dicono sempre con quel tantino di senso dispregiativo che equivale ad “ameba poco interessante”.
    Io invece sono tendenzialmente silenziosa, ma ho tanti interessi: mi piace leggere, andare a teatro (ho anche frequentato per 3 anni un corso appunto di teatro), disegnare, dipingere, scrivere (anche se non sono così brava in nessuna di queste cose) faccio volontariato.
    Poi so ascoltare e di solito sono gentile e disponibile, mi prendo molto a cuore le persone che frequento.
    Nonostante questo, alla fine sembra che per gli altri conti solo il fatto che parlo poco e non sono divertente come loro, perciò fatico ad avere veri amici, spesso sono un po’ “sfruttata” per motivi opportunistici.
    Gli estroversi mi trovano un po’ noiosa e gli introversi rivedono in me le caratteristiche di se stessi che anche loro vorrebbero cancellare, quindi è un po’ difficile avere relazioni con tutti!
    Ora, dopo una recente delusione, ho solo voglia di accettarmi come sono e trovare amici che mi accettino. Che ne dite?
    Se avete voglia scrivetemi!Vale

    • Ciao Valeria!🙂

      Benvenuta! Vedo con piacere che hai frequentato un corso di teatro (beata te, anche a me piacerebbe!) e che fai volontariato (il che ti porta a contatto con altre persone e aiuta a sviluppare certe competenze, il che non guasta visto che nei casi più gravi l’introversione si accompagna alla fobia sociale).

      Ti capisco benissimo. Anche io ho vissuto e continuo a vivere situazioni simili. Ad esempio l’Università è un ambiente ideale per coltivare amicizie e formare gruppi amici. Io, anche a causa del mio modo di essere, ho fatto amicizia con molte persone ma non mi sono inserito stabilmente in nessun gruppo (il concetto di “compagnia” mi è abbastanza estraneo devo dire).

      Alla fine sono arrivato alla conclusione che invece di cercare di fare quello che penso gli altri si aspettino da me negando sè stessi, è meglio essere sè stessi senza nessuna vergogna. Parlare con chi si vuole, quando si vuole e per quanto si vuole. Pur mantenendo una certa flessibilità, cerco di intrattenere delle relazione secondo i MIEI termini e le mie esigenze. Quindi accettarsi, e sono perfettamente d’accordo con te!

      Se vorrai scrivere qui (o anche privatamente) saremo felici di instaurare una nuova amicizia non basata sull’opportunismo ma sul piacere di comunicare con persone simili😉

      Ciao!

  17. Pingback: Anonimo

  18. SAlve,
    è possibile secondo voi una relazione tra due introversi?Io lo sono ,e lo è anche lui (più di me) ci siamo conosciuti 20 gg fa
    Quando stiamo in compagnia (si tratta di vecchi e consolidati amici) facciamo scintille e tra noi c’è un’attrazione quasi magnetica,quando siamo da soli la comunicazione viene meno.Siamo stati a mangiare una pizza e parlavamo a monosillabi del più e del meno,la conversazione non ingranava,eravamo “finti”

    • Secondo il mio modesto parere e la mia esperienza da “introverso” una relazione tra due simili può essere molto più appagante che con un estroverso. Ovviamente non tutte le persone sono uguali, ma secondo le ricerche o come le si voglia chiamare… in realtà più si è simili e più ci si piace. E’ poco vero che gli opposti si attraggono, accade, ma credo sia più un’eccezione… Ciao!

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