L’adolescenza è artificiale

Nel suo libro “The Case Against Adolescence”, lo psicologo Robert Epstein sostiene un’opinione interessante: “gli adolescenti sono molto più competenti di quello che crediamo, e la maggior parte dei loro problemi derivano dalle restrizioni che gli vengono imposte“. Qui di seguito alcune parti di un’intervista di Hara Estroff Marano in “Psychology Today”. Naturalmente consiglio vivamente la lettura integrale dell’articolo.

L’adolescenza è un’estensione artificiale della gioventù.
Nel mondo della natura, i mammiferi diventano adulti subito dopo aver raggiunto la pubertà, spesso procreando. L’intera cultura lavora per estendere la gioventù sempre di più. Attualmente in America i 30 sono i nuovi 20, e molti americani credono che un uomo non sia un adulto finchè non ha raggiunto i 26 anni di età.

“Il nostro attuale sistema educativo è stato creato verso la fine dell’ottocento, inizio novecento, ed è stato modellato sulle nuove fabbriche della rivoluzione industriale. Le scuole pubbliche sono state construite per fornire alle fabbriche una forza lavoro addestrata, stipando l’educazione in un numero relativamente basso di anni. Abbiamo tentato di mettere sempre più conoscenze, estendendo la frequenza fino a 24-25 anni per alcuni segmenti della popolazione. In generale, un approccio simile riflette ancora oggi la mentalità della fabbrica e viene implementato efficientemente in classe come una marcia forzata. Sfortunatamente, la maggior parte delle persone imparano in queste classi ad odiare l’educazione per il resto della loro vita.”

Quando un adolescente sente il proprio corpo dirgli che è un adulto, mentre gli adulti che gli stanno attorno dicono che è ancora un bambino, ecco formarsi la depressione, la rabbia e la ribellione. Nella nostra società si cerca di impedire il più a lungo possibile ad un ragazzo di lavorare, mentre nelle popolazioni non industrializzate i giovani vengono integrati nella vita adulta non appena è possibile. E non c’è nessun segno di turbamenti adolescenziali.

Ma quali sono le prove che gli adolescenti siano davvero così competenti? Epstein e Dumas hanno identificato 14 aree di competenza che rendono un adulto ciò che è (abilità interpersonale, gestione delle resposabilità, leadership, ecc.) e hanno sottoposto a test diversi adulti e “adolescenti”. I risultati sono che gli adolescenti hanno ottenuto praticamente lo stesso punteggio degli adulti, mentre questi avevano stimato i risultati drammaticamente più bassi dei loro.

In contrasto, i giovani tendono ad imparare più tra di loro che prendendo come modelli persone adulte, in questo modo quando finiscono la scuola si trovano catapultati in un mondo che non è quello di Britney Spears. Non hanno idea di quello che succede e devono spendere una quantità considerevole di tempo per capirlo.

“Ci sono almeno 20 milioni di giovani tra i 13 e i 17 anni [in America], e se sono così competenti come credo, li stiamo solo buttando via.”

Cosa può essere fatto allora?

“Credo che i giovani debbano avere più opzioni: lavoro, matrimonio, proprietà privata, firmare contratti, avviare attività, predere decisioni circa la propria salute e l’aborto, vivere per conto proprio. Ogni diritto, privilegio o responsabilità che hanno gli adulti. Sostengo un sistema basato sulle competenze che verta sulle abilità dell’individuo. […] i giovani competenti meritano la chance di competere dove conta, e molti ci sorprenderanno.”

“Quando offriamo premi significanti ai nostri giovani (incluso il diritto di essere trattati come un adulto), molti metteranno da parte la futile teen culture e lavoreranno duro per entrare nel mondo adulto.”

Alla fine c’è anche una piccola cronologia delle restrizioni applicate agli adolescenti.

CONCLUSIONE
Alcune idee le condivido, altre meno, ma è sicuramente un articolo che merita di essere letto.

2 pensieri su “L’adolescenza è artificiale

  1. Now that i’ve discovered your blog, i regret that i didn’t continue my italian class. It’s more difficult to read posts that have been translated by google since some of it is word per word and not necessarily the gist of the post. Reading between the lines becomes more like looking for an oasis in the desert. You may see glimpses but you’re never sure if it’s a mirage or the real thing until you get come close enough to be sure.

  2. Yes, I see what you mean. I’ve experienced the same problem of yours with google’s translations several months ago… But you didn’t missed nothing because I have only translated in italian some paragraphs of the original intervew, so you can read it on the psychology today website if you want. You are lucky😉

    By the way, as you can see I always have slept during english lessons, too😉

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