Guerra alla procrastinazione!

Quando vuoi raggiungere un obbiettivo, può essere utile suddividerlo in sottoproblemi più piccoli più facili da gestire.

Un’abitudine che è molto importante coltivare è quella di affrontare i problemi, non girarci attorno. Evitare la procrastinazione, e una volta stabilito un problema da affrontare va aggredito con tenacia fino alla sua soluzione. E’ inutile rimandarlo a più tardi passando al successivo: a fine giornata non avrai concluso nulla!

Puoi vedere la risoluzione dei problemi come una guerra, in cui ti confronti con i problemi e la vittoria consiste nel risolverli. E questo paragone ti può far capire meglio l’importanza della tenacia: cosa accade se mentre ti stai confrontando con un avversario particolarmente ostico, decidi che è troppo difficile e ti volti dall’altra parte per affrontarne un altro senza averlo prima sconfitto? …Esatto.

3 pensieri su “Guerra alla procrastinazione!

  1. È senz’altro una buona strategia. Tuttavia il paragone bellico mi ha fatto pensare anche alla validità del temporeggiare (incarnata dal famoso e scolastico Quinto Fabio Massimo, il “Cunctator” per antonomasia!). Davanti a certi nemici-problemi, mi domando -e non retoricamente, non ho la risposta in tasca- se non sia, a volte, meglio aspettare, vedere che “mossa” fanno (anche perché i problemi non sono sempre dei “macigni” che non si muovono: le circostanze e a volte il semplice decorrere del tempo possono cambiarli -anche in peggio, ovviament- o addirittura anullarli), etc…? Ovviamente non sarebbe una procrastinazione, nel senso che il temporeggiare farebbe già parte della strategia di attacco, per così dire…
    Non so se ho espresso bene la domanda… Ma attendo impaziente la tua risposta, il tuo punto di vista. Grazie!

  2. Ovviamente la procrastinazione che intendo è quella che non fa parte di alcuna strategia, e il cui unico risultato è quello di farti perdere tempo ed energie senza concludere nulla. Nemmeno io ho la risposta in tasca per ogni tipo di problema, dato che problemi diversi richiedono approcci diversi.

    Se il tuo problema per esempio è quello di riparare un rubinetto che perde, aspettare non porterà nulla di positivo. Se invece sei su un ring durante un incontro di boxe, può essere utile aspettare per vedere come agisce l’avversario. Tutto dipende dal tipo di problema, come hai giustamente sottolineato.

  3. Pingback: L’aiuto di un amico « La Via SenzaNome

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