Riscoprire le proprie passioni

Succede spesso che impariamo fin da bambini a nascondere le nostre vere passioni e talenti, in favore di ciò che è “socialmente accettabile”. Potremmo essere stati contagiati dalle aspettative dei nostri genitori, o indotti erroneamente a credere da chi ci sta intorno e dagli stereotipi della società, che la nostra “vocazione” sia inutile, deprecabile o peggio pericolosa.

Il complesso delle tue passioni e talenti determina quella che potrei chiamare “vocazione” (non in senso religioso). E’ come una voce che quando eri piccolo ti parlava forte e chiaro, ma crescendo si affievolisce sempre di più. In alcuni viene soppressa così fortemente, che diventa estremamente difficile riportarla in superficie, mentre in altri si è conservata intatta e cristallina.

Troppo spesso ci sentiamo inprigionati da lavori totalmente insoddisfacenti, e di tanto in tanto molti sentono il desiderio di rientrare dopo tanto tempo in contatto con sè stessi. Molti si sentono come se stessero vivendo la vita di qualcun’altro. E questo perchè abbiamo rinunciato a essere noi stessi, e inseguiamo sogni che non sono i nostri.

Come ritrovare sè stessi? E’ un concetto molto ampio, ma interpretato magistralmente da Robbin Williams in “Dead Poet’s Society”: “Figlioli, dovete combattere per trovare la vostra voce! Più tardi cominciate a farlo, e più grosso è il rischio di non trovarla affatto!”

Se vuoi approfondire, consiglio questa serie di post di Michelle Martin su Pick The Brain. Potrei anche pubblicare qui le traduzioni… Consiglio anche il libro di Naomi Stephan.

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9 pensieri su “Riscoprire le proprie passioni

  1. Le passioni sono un potenziale e come tali non vanno mai soffocate o represse, pena un immenso impoverimento personale; vanno, se mai, convogliate e indirizzate verso mete affini al proprio “progetto” vitale. Questa è almeno la dottrina “classica”, con cui mi trovo sostanzialmente d’accordo.

  2. Sicuramente è estremamente dannoso reprimere le passioni. Riguardo al convogliarle verso un progetto di vita, mi sembra di capire che intendi il farle fruttare e non lasciare che siano fini a sè stesse.

  3. Esattamente: intendevo proprio quello. Convogliandole verso un progetto di vita, per quanto mutevole questo possa essere nel corso degli anni, in qualche modo ne tengo le redini; diversamente possono trascinarmi qua e là, a loro capriccioso arbitrio.

  4. Per mia esperienza personale suggerisco di non vivere mai in funzione di un obiettivo. Quando arrivi al traguardo potresti accorgerti di esserti completamente dimenticato di te stesso o peggio, potresti scoprire che non ci tenevi così tanto a raggiungere il tanto agoniato progetto di vita. Certo avere un obiettivo aiuta a sertirsi più forti, più stabili e più completi, ma a volte è un comodo alibi che ti permette di non guardarti troppo intorno mentre percorri la tua via. Sono d’accordo con il detto che dice: non importa il risultato, ma come lo raggiungi.
    Non esisti in funzione del tuo talento, esisti nella tua completezza e non è bene dimenticarsi il resto…
    Questione di punti di vista

  5. Cara tiziana, nel post ho cercato di enfatizzare l’idea che è necessario seguire la propria strada e non quella che ci viene “suggerita” o imposta da altri. Poi sono d’accordo che vivere in funzione di un obbiettivo significa vivere un ipotetico giorno futuro piuttosto che il qui e l’ora. Ho anche osservato che spesso, con l’andare del tempo, possono cambiare le priorità e gli interessi.

    Quindi, quello che voglio veramente dire è: trova le TUE passioni e coltivale.

    Grazie per i tuoi commenti!

  6. Credo che le passioni siano ciò che da un senso alla vita!!! A volte però capita di dimenticarle, come se esse tornino a nascondersi nella parte più remota del nostro inconscio. Come riscoprirle?
    Come agire quando davanti a noi si possono aprire mille possibilità ma non si sa quale strada prendere? Come capire quale passione è così forte da essere vera passione e quindi poter mettere in essa tutta la volontà per realizzare il nostro obiettivo- il nostro vero obiettivo?..Poi ci sono passioni e passioni…Se il mio sogno è un viaggio in Norvegia (già realizzato!), una volta che ho realizzato questo sogno, cosa mi resta? Sì, un bel ricordo, ma poi si torna di nuovo a essere insoddisfatti…Quindi ci vuole una passione da alimentare costantemente…

  7. Personalmente ho un buon numero di passioni in campi diversi, che si riaccendono “a rotazione”. Ci sono periodi in cui sono entusiasta e totalmente focalizzato su una cosa, altri in cui sembra che ogni passione sia sopita e che viva in un vuoto… salvo poi sentirle riaccendersi tutte insieme rendendo il tutto una cosa tremendamente eccitante.

    Non so se sia una cosa generale o meno, io per lo meno mi sento un pò un “uomo del Rinascimento” per certi versi (mi si perdoni l’espressione) e cerco di seguire quello che il mio istinto e la realtà dei fatti mi mette davanti.

    Riguardo i sogni realizzati: è vero, se hai un sogno e lo realizzi ti senti felice per un pò… ma poi ecco che vai alla ricerca di qualcos’altro. Non è che la vera Serenità stia nell’accettare quello che si ha, vivendo immersi nel presente, assaporando la Realtà insista nell’essenza di ogni cosa? Questo non significa abbandonare qualsiasi sogno o aspirazione, vuol solo dire tendere al meglio senza perdere di vista nè negare le esperienze che vivi stradafacendo.

    Il fine del viaggio è il tragitto, non la meta.

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