Segui il flusso

Una volta che si è imparato a prendere nota dei propri pensieri, bisogna evitare di cadere nella trappola di sentirsi in dovere di trascrive OGNI cosa.

Quando si tratta di pensieri vaganti che riguardano la vita in generale o delle idee per risolvere un problema che si sta affrontanto, allora va benissimo. Ma quando, invece, si tratta di pensieri e intuizioni che fanno parte di un PROCESSO di scoperta, che riguardano un’ABILITA’ che se sta acquisendo, allora è perfettamente inutile.

Quando si sta realizzando, ampliando la propria comprensione ed esplorando collegamenti per giungere ad una nuova comprensione, il pensare subito a mettere per iscritto tutto rischia di bloccare il “flusso” e rallentare la comprensione. Quando le intuizioni rientrano tutte a far parte di un CORPUS di CONOSCENZE e COMPETENZE, allora non aver paura di perderle per strada, perchè ora fanno parte di te.

Certo, si può mettere per iscritto questo corpus, ma solo arrivato ad uno stadio avanzato di comprensione. Specialmente al’linizio accade spesso di acquisire nuove conoscenze e rielaborare tutto quello che già si conosce in maniera diversa, per poi scoprire magari che si conosceva l’argomento scorrettamente…

2 pensieri su “Segui il flusso

  1. Diceva – scriveva – il grande (sebbene oggi quasi sconosciuto nel suo proprio paese) scrittore Ganivet che non bisogna assolutizzare il ruolo della memoria nella lettura di un libro. Diceva che quello che DOBBIAMO (mi scuso per la maiuscola, ma volevo evidenziare il termine) ricordare lo ricorderemo senz’altro, senza bisogno alcuno di scriverlo od annotarlo; quello che non ricordiamo, in realtà, non ci serve affatto, per cui è inutile scervellarci a ritenerlo.
    Il tuo articolo mi ha fatto VENIRE IN MENTE (richiedo scusa per la nuova maiuscola) questo pensiero di Ganivet, che, del resto, è l’unica cosa che ricordo della lettura della sua “opera omnia”.
    Ma forse è già non solo sufficiente, ma utilissima…

  2. Questa “scoperta” è per me frutto di una sperimentazione di due estremi: d’apprima pensavo e ricordavo non più del 5%, poi ho cominciato ad annotare tutto. Infine sono arrivato alla conclusione che non è per niente necessario appuntare tutto, ma per arrivare a capirlo bisogna sperimentare e vedere cosa è davvero necessario trascrivere e cosa non lo è.

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