Come trattare un introverso

Questa è la traduzione dei passi principali di un articolo di Jonathan Rauch sul “The Atlantic” intitolato Caring for your introvert, in cui un introverso spiega agli estroversi cos’è l’introversione e come averci a che fare. Troppo spesso noi introversi siamo fraintesi e trattati ingiustamente come disadattati. Consiglio anche di dare un’occhiata ad un mio precendente post dedicato agli introversi su come essere felici.

Gli introversi possono anche essere in molti, ma sono anche tra i più fraintesi e bistrattati in America, e forse nel mondo.

Oh, per anni l’ho negato. Dopotutto io ho buone abilità sociali. Non sono nè asociale nè misantropo. Di solito. Non sono per nulla timido. Amo avere lunghe conversazioni che esplorano pensieri intimi e appassionati interessi, ma almeno io mi sono accettato e dichiarato per come sono ai miei amici e colleghi. Facendo così, mi sono trovato liberato da tanti dannosi fraintendimenti e stereotipi. Ora sono qui per dirti cosa devi sapere per comportarti con sensibilità e supportare un membro della tua famiglia, un amico o un collega introverso. Ricorda: qualcuno che conosci, rispetti e con cui interagisci ogni giorno è introverso, e probabilmente lo stai trattando male.

Cos’è l’introversione?
[…] Gli introversi non sono necessariamente timidi. Le persone timide sono ansiose e spaventate o auto-lesioniste in ambiti sociali; gli introversi generalmente no. Gli introversi non sono misantropi, anche se alcuni di noi leggono Sartre e dicono “l’inferno sono le altre persone a colazione.” Piuttosto, gli introversi sono persone che trovano le altre persone stancanti.

Gli estroversi sono energizzati dalle altre persone, e appassiscono o si deprimono quando sono sole. Spesso sembrano annoiati da sè stessi, in entrambi i sensi. Lascia un estroverso per due minuti da solo e prenderà in mano il suo cellulare. In contrasto, dopo un ora o due di essere socialmente “attivi”, noi introversi abbiamo bisogno di “spegnerci” e ricaricare le pile. La mia formula è grossomodo due ore da solo per ogni ora di socializzazione. Questo non è essere asociali. Non è un segno di depressione. Non richiede cure. Per gli introversi, stare da soli coi propri pensieri è riposante come dormire, nutriente come il mangiare. Il nostro motto è: “Io sono ok, tu sei ok. In piccole dosi.”

Quante persone sono introverse?
Ho condotto un’esaustiva ricerca su questa questione, nella forma di una rapida ricerca su Google. La risposta: circa il 25%. Oppure: appena meno della metà. Oppure (il mio favorito) “la minoranza nella popolazione normale, ma la maggioranza nella popolazione dotata.”

Gli introversi sono fraintesi?
Enormemente. […] Gli estroversi sono facili da capire per gli introversi, perchè gli estroversi spendono così tanto del loro tempo comunicando chi sono in loquaci (e spesso inevitabili) interazioni con le altre persone. […] La la strada non è a doppio senso: gli estroversi capiscono poco o nulla dell’introversione. Essi assumono che la compagnia, specialmente la loro, sia sempre la benvenuta. Non possono immaginare il perchè qualcuno avrebbe bisogno di stare da solo; invece, si offendono quando gli viene suggerito.

Gli introversi sono oppressi?
Gli estroversi quindi dominano la vita pubblica. Ed è un peccato. Se noi introversi mandassimo avanti il mondo, senza dubbio sarebbe un posto più calmo, sano e pacifico. Come si suppone che Coolidge abbia detto: “non lo sai che 4/5 di tutti i nostri problemi scomparirebbero se solo ci sedessimo e ci ragionassimo?”

Con il loro insaziabile appetito per la conversazione e l’attenzione, gli estroversi dominano la vita sociale, in questo modo tendono a fissare delle aspettative. Nella nostra società estrovertistica essere aperti è considerato normale e quindi desiderabile, un marchio di felicità, sicurezza, leadership. Gli estroversi sono visti come generosi, vibranti, caldi, empatici. […] Gli introversi sono descritti con parole come: difesivo, solitario, riservato, taciturno. Parole nient’affatto generose, parole che suggeriscono una parsimonia emozionale e una personalità minore. Sospetto siano le introverse donne a soffrire di più per queste incomprensioni.

Gli introversi sono arroganti?
Difficilmente. Suppongo sia un fraintendimento comune che ha a che fare con l’essere più intelligente, riflessivo, indipendente, raffinato e sensibile di un estroverso. Inoltre, è probabilmente dovuto alla nostra mancanza di volontà di “chiacchierare”, una mancanza che frequentemente gli estroversi scambiano per disdegno. Noi tendiamo a pensare invece che a parlare, dove invece gli estroversi tendono a pensare parlando, il che è il motivo per cui i loro meeting non durano mai meno di sei ore.

Come posso far sapere ad un introverso nella mia vita che lo supporto e rispetto la sua scelta?

Primo, riconosci che non è una scelta. Non è uno stile di vita. E’ un’orientamento.

Secondo, quando vedi un introverso perso nei propri pensieri, non chiedergli “Cosa c’è che non va?” oppure “Va tutto bene?”

Terzo, non dire niente.

82 pensieri su “Come trattare un introverso

  1. Devo stampare questo post e attaccarmelo sulla schiena, in particolar modo le ultime righe!
    Molto interessanti gli argomenti di cui tratti, sono mesi che leggo senza mai commentare, ma quelle ultime righe appunto (Secondo, quando vedi un introverso perso nei propri pensieri, non chiedergli “Cosa c’è che non va?” oppure “Va tutto bene?”
    Terzo, non dire niente.) mi hanno strappato un sorriso a 50 denti!
    Riguardo le donne… Vero si soffre di più. E’ innegabile che nella società odierna devono faticare il doppio dei maschietti per avere lo stesso successo, se poi sono anche introverse è finita, e vengono pure classificate come “acide”!
    E a volte tocca fingere di essere estroverse. A me è capitato, ho finto per 3-4 anni un’eccessivo trasporto verso gli altri. Ho compreso tante cose, ma è stato davvero stancante. E non ne vale la pena, ho una marea di amici che si chiedono il perché pur essendo io così (cito) simpatica, socievole, disponibile, dolce etc etc all’università e in attività varie, poi quando si tratta del tempo libero mi “concedo” pochissimo.
    La cosa triste che ti invidio è che io non sono riuscita mai a spiegare a nessuno la teoria della “pila” senza essere presa per asociale.

    • Finalmente anche per noi un po’ di respiro:)
      Quell’insinuarsi non richiesto e arbitrario che spinge alcune persone a chiederti “tutto bene?” l’ho sempre trovato arrogante, come la convinzione che fa pensare a queste persone di essere sempre dalla parte del giusto. Ma di grazia, perché non dovrebbe essere tutto a posto? Rido da sola perché mi e’ venuto alla mente qualcosa di spiritoso o guardo nel vuoto un attimo per riposare la mente e questo ti autorizza a farmi domande anche se non ci conosciamo? Cerchiamo di scendere dal piedistallo e cominciamo a capire che esistono mondi diversi dal nostro che vanno rispettati e non sviliti

  2. Grazie Elenmire, felice di aver contribuito a farti sorridere🙂 per quanto riguarda la teoria della “pila”, non è necessario che la comprendano veramente, quello che conta è che la accettino. Gli amici veri lo fanno volentieri.

  3. terzo ..non dire niente…..e in rapporto di coppia come si dovrebbe stare insieme dopo un litigio??????…l’introverso non parla ed è difficile capirlo…..???????

  4. Attenzione, l’introverso ha meno bisogno di stare in compagnia di un estroverso ed è più propenso all’introspezione, ma è anche vero che il dialogo è un ingrediente fondamentale di un rapporto di coppia. Non conosco la vostra situazione, ma secondo la mia umile opinione unendo il rispetto con la comprensione, la calma e il dialogo si possono superare molti ostacoli.

    Auguri di cuore giulia!

  5. ciao ,di orientamento sono introverso, e posso dire dire che gli introversi cambiano da persona a persona, ce ne sono molti in giro che conosco succubi del loro personaggio, per carita ognuno di noi ha una maschera ma la mascera che indossa l’introverso e diversa dagli estroversi, generalmente veniamo fraintesi, passiamo da confusi o nn convinti di cio che facciao, io di persona lo vedo ogni giorno, gli estroversi publicano le loro idee si fanno avanti si gettano disinvolti, personalmente pochi riflettono su cio che fanno, se nn riflettono loro figuriamoci chi li segue, hanno per forza bisogno di fare i vissuti, a mio avviso sembra sono quel che fanno, e facile x me giudicare, viviamo in un era in declino, tutti hanno paura tutti cercano una speranza tutti si sentono soli anche in mezzo agli amici, personalmente trovare una persona introversa felice è assai difficile, noi nn siamo ne i depressi ne gli anziosi, siamo solo piu realisti di molti, nn promettiamo nulla , chiediamo solo di essere lasciati in pace…….

    non voglio una ragazza convinta di se, nn voglio far finta di essere convinto

    A.Dezi

  6. Ciao A.Dezi,

    e’ un argomento complesso e anche dopo che ho pubblicato questo post ho continuato a maturare la mia visione personale. E’ questione appunto di orientamento, di modi di vedere il mondo e quindi di modi di vivere la vita.

    Per me la priorità è quella di essere felice. Alla fine non mi interessano più di tanto le etichette, quello che mi chiedo ogni giorno è: sono felice? Perchè? Cosa posso fare per avvicinarmici?

    Secondo me (senza offesa ovviamente) la tua è una razionalizzazione a posteriori in cui cerchi delle giustificazioni logiche per come sei attualmente. Per come la vedo io, si può sempre fare qualcosa per migliorare la situazione. Se non sei contento di come vanno le cose, cerca un modo per cambiarle (o meglio cambiare tu).

    L’introversione è un’orientamento, ma nulla ti impedisce di sviluppare la tua persona in modo tale da rendere questa distinzione intro/estro-versi insignificante.

    Ciao!🙂

  7. So di essere estroversa e mi riconosco pienamente nella descrizione data degli estroversi. Nessun’estroverso può negarlo.
    Mi sto interessando al mondo degli introversi perché ho finalmente capito o accettato che il mio ragazzo lo é. Devo ammettere che si tratta di un mondo talmente diverso dal mio che non mi sono mai soffermata a cercare di capire chi sono gli introversi, come vivono la vita e quali disagi essi hanno. Solo ora me ne rendo conto e solo ora ripenso a quante volte ho detto o fatto azioni negative nei confronti di persone che io avevo classificato come taciturne, poco solari od entusiaste. Solo leggendo il tuo articolo ho capito o meglio, ho aperto gli occhi! La cosa che in questi ultimi giorni mi ha aiutata ad aiutare il mio ragazzo é stata proprio quella di stare (per una volta) zitta e lasciarlo navigare nei suoi pensieri. È vero, non c’é cosa peggiore che chiedere in continuazione ad un introverso “cosa c’é che non va?”
    Quindi grazie per avermi aiutata a capire ma non esagerare su certe cose. Saremo anche estroversi ma non siamo ignoranti e nemmeno insensibili o menefreghisti, semplicemente non conosciamo l’introversione, non abbiate paura a spiegarla ai vostri amici.

    Ciao Ciao

  8. Sono felice di esserti stato di aiuto, anzi, di esserVI stato di aiuto.

    Introversione ed estroversione sono due orientamenti psicologici ma lungi da me il proclamarne uno superiore all’altro. Ognuno ha i suoi punti di forza e i suoi punti deboli, non è certo mia intenzione denigrare gli estroversi tutt’altro.

    Quello che serve è comprensione reciproca.

    Grazie Barbara per il tuo commento!🙂

  9. io sono molto introverso e leggendo questo articolo ho capito due cose:
    1)che ci sono tanti altri/e introversi/se
    2)che l’introversione ha pure dei lati positivi,infatti io prima di fare qualcosa rifletto quasi sempre(a volte no)
    pure per poco ma in questo modo le mie azioni sono sempre calme e non fatte cosi a casaccio.
    nell’essere introversi non c’è niente di male.
    ciao

  10. Accidenti, sto imparando a capire bene una persona introversa proprio in questi mesi, ed è la persona che amo di più al mondo. Tante volte ho sbagliato a chiedergli in modo insistente “Che cosa c’è che non va?” mentre per quella persona andava tutto bene, e a volte dal mio chiaccherare, vedendolo sempre silenzioso, quasi assorto nei suoi pensieri, sembrava che non mi ascoltasse o non gli interessasse quello che gli stavo dicendo. E talvolta mi chiudevo nel silenzio, in difficoltà perché molte volte dava per scontato che arrivassi a capire che lui è fatto così e che a lui non piace parlare o magari dire certe cose a voce, ma spiegandole a gesti. E magicamente si preoccupava quando mi mettevo in silenzio a cercare di arrivare alla sua mente. E’ più facile capire il consimile, ma il diverso spesso lo si bolla come qualcosa di male. E tutto questo non l’ho mai fatto e lo reputo veramente sbagliato. Non ho mai fatto una colpa al mio ragazzo di essere introverso, ma ho sempre cercato di venire incontro alle sue esigenze … standomene zitta e buona e lasciandolo fare. A me piace comunicare con lui, ma mi rendo anche conto che non posso tirargli fuori le parole con le pinze! E’ qualcosa di faticoso, e ora sto imparando ad accettare che parlerà quando ha voglia, quando se la sente, e che non per questo quando è immerso nel suo mondo non vuol dire che non gli interesso più o (peggio) è arrabbiato con me. Quante volte mi sono fatta dei film inutili, cercando di capire che cosa avessi fatto di male, ripercorrendo quanto detto. E’ meglio lasciare i giusti spazi che spettano al proprio compagno introverso, perché poi, dopo mi dimostra veramente quanto ci tiene a me, anche per questa mia volontà di capirlo al meglio e non farlo sentire a disagio, che già in passato altre persone l’hanno fatto sentire a disagio abbastanza per il suo carattere. Io lo amo così com’è e farò quanto mi è possibile per renderlo felice, anche se sono estroversa e mi piace scrivergli o dirgli tante cose.

    • wow ho l TUA stessa situazione…mai avrei pensato di poter stare con una persona introversa..ovviamente con me è abbastanza aperto e chiacchierone ma a volte ha i suoi silenzi…sto cercando di accettarlo..consigli?

  11. Rilassati Alexis, evita di farti film mentali inutili e accettalo. Io sono come lui per quanto riguarda questo aspetto del carattere quindi posso dirti questo: lui è fortunato ad averti, perchè non è da tutti cercare di capire e venire incontro alla persona amata.

    E dato che siamo simili🙂 ti posso dire anche: non farti problemi a parlare con lui, scrivergli e dirgli tante cose. A lui non fa altro che piacere! E’ introverso, si trova a suo agio da solo (e ogni tanto ha bisogno di un poco di tempo per sè) ma adora stare in tua compagnia, sentirti parlare e condividere il suo tempo con te. Lui ti ascolta sempre, te lo garantisco ed è contento che tu sia al suo fianco. Non interpretare il suo silenzio come un sentirsi a disagio o avere problemi, ti abituerai.

    Perciò, come recita il clichè: sii te stessa, non preoccuparti troppo e goditi il tempo che passate insieme. Apriti pure, fidati, stai tranquilla e parla con lui. E tutto andrà a gonfie vele.

    Tanti auguri Alexis!🙂

  12. Guarda, ti posso dire che i film li ho abbandonati da qualche settimana, e sto molto meglio. Ora, per lo spazio per sé, l’ho appena lasciato un’oretta in santa pace a combinare le sue cose … E, accogliendolo con un sorriso, era molto contento di questo, l’ha notato … e me l’ha pure detto. Wow! O__O A rilassarsi si ottengono tante cose, e di certo non cambierò la mia natura “chiacchierina” nei suoi confronti, anche perché se mi cerca sempre, vuol dire che gli piaccio così😀 Grazie di cuore, terrò molto a mente questo post ed i tuoi consigli, e continuerò a venirgli incontro🙂

    • Sto leggendo qua e là e nei siti preposti cos’è introversione perchè frequento una persona introversa.
      Anche io mi sono fatta molti film nella testa e pure io mi ritrovo nella stessa condizione delle donne estroverse che stanno con un uomo introverso e che hanno portato qui, raccontandosi la loro situazione. Io sto soffrendo,soffrendo e basta. Ho fatto il possibile e l’impossibile per capirlo, ma l’unica cosa che vedo è menefreghismo, ma soprattutto l’arte di inventarsi. Avete mai letto il racconto di La Capria? Il circolo vizioso. Leggendo quello e scoprendo lui mi sono sentita gelare.
      Arrivo a chiedermi se mi ama veramente o mi sta solo usando perchè io posso forse fare uscire da lui quella sensibilità e amore che non ha.

      • Guarda, ovviamente non conosco la persona di cui parli, quindi dare un giudizio è difficile, ma da persona introversa ti posso garantire che gli introversi sono tutto fuorché insensibili. Anzi, hanno uno profonda sensibilità, solo che non la esternano, e spesso trovano difficile spiegare il loro modo di essere e le loro necessità. Per esempio io sono sempre stata molto sensibile, però non lo condivido e da fuori non si vede niente, e molti hanno pensato che fossi “spenta”, fredda, insensibile, ecc…
        Probabilmente la cosa migliore che puoi fare è non aspettarti da lui ciò che non può darti. Comunque prova ad esternargli i tuoi dubbi e i tuoi problemi. Non credo che si rifiuterà di darti una risposta.

      • Non è così semplice. Gliel’ho chiesto molte volte e la risposta è: sono introverso. Io divento pedante perchè spesso non mi dice le cose come stanno realmente e oltre ad inventarsi per compiacermi, mi racconta bugie. Non sto vivedo un rapporto semplice. Magari si trattasse solo di introversione.

      • Mi spiace che ti trovi in questa situazione. A quanto dici sembra che lui finga di essere quello che non è, e le bugie in un rapporto non sono accettabili. Secondo me il problema potrebbe essere più lui personalmente che l’introversione in generale, perché la sincerità è indipendente dall’orientamento introverso/estroverso.

      • Sì, credo anch’io che la poca sincerità non abbia a nulla a che vedere con la sua introversione.
        Non voglio più ritenerlo un problema mio. Io ho fatto il possibile e l’impossibile. Ora credo di avere esaurito la batteria.
        Grazie

  13. Partendo dal presupposto che le diversità, tra le persone, costituiscono interesse e ricchezza. E che è d’obbligo rispettare l’essere di ognuno.
    Dico, da estroverso, che io non sono tutto il tempo estroverso, che penso ad alta voce, che chiacchero a tutti i costi. Ho momenti di estroversione, altri di necessaria riflessione, sto più in silenzio, ricarico le pile della mente.
    Pensando alle caratteristiche degli introversi e leggendo i vostri post, noto tanta delizia nel cogliere quelle piccole perle che loro concedono, il piacere di sforzarsi per capirli e per compiacerli, lo stupore davanti a piccoli loro gesti.
    Non dico che questo non possa provocare piacere, ma vuoi mettere la solarità di una persona estroversa? Parlo di un’estroversione equilibrata, non dell’essere logorroico o “posseduto” da qualche estranea entità. Un’estroversione che ti fa capire facilmente l’altro, che ti permette di comunicare bene (e attenzione, anche l’estroverso può parlare con piccoli gesti ed il linguaggio del corpo), che ti dice la cosa giusta, ti da la carica. Un’estroversione misurata che ti permette di dialogare e scambiare idee, imparare. No, mi dispiace: l’introversione, se profonda, non la trovo interessante ne’ utile alla comunicazione tra individui.
    Per me costituisce quasi sempre inutile spreco delle mie energie.

    • Qui è necessario fare qualche precisazione. Ricordiamoci che l’introversione/estroversione è un’orientamento psicologico (uno di tanti teorizzati dagli psicologi, vedi uno dei modelli più recente), e non dobbiamo cadere preda di errori cognitivi come la stereotipizzazione e il pensiero bianco/nero.

      L’introversione/estroversione non sono due stati, bensì due estremi di uno spettro. Quindi uno può essere poco o molto introverso.

      Inoltre, il fatto che io sia introverso è una mia “preferenza”, un’impostazione, un modo di essere, ma nulla mi vieta di essere estroverso e socievole quando voglio. Se vogliamo questo orientamento psicologico è il punto di partenza e ciò che uno può chiamare “casa”, ma siamo esseri intelligenti e capaci in qualche misura di scegliere il modo in cui ci comportiamo e il destino a cui andiamo incontro.

      Un introverso può benissimo essere socievole e imparare ad esserlo più spesso (tra l’altro ormai si sa che l’interazione con gli altri è una componente fondamentale della felicità), così come un estroverso può imparare ad essere più riflessivo e ad esercitare l’introspezione (che non è un’orientamento ma un’azione).

      In linea generale sono d’accordo con quanto hai detto. Sono diffidente riguardo gli estremi (sia da una parte che dall’altra) e penso che qualunque orientamento uno abbia possa ottenere grandi benefici nel cercare di comprendere l’altro. Credo che nessuno dei due sia più giusto o positivo dell’altro, credo invece che se uno (indipendentemente dal punto di partenza) è in grado sia di interagire profiquamente con gli altri e trarne piacere, sia di riflettere ed esercitare l’introspezione, allora ecco una persona con grandi potenzialità.

      • Sono molto contento per quello che hai scritto.
        Sento che hai capito a fondo il mio pensiero.
        Condivido la tua risposta, i migliori saluti.

    • Mi spiace, ma non posso condividere la tua opinione. Sono una persona molto introversa, e a livello sociale mi piace stare con al massimo 1-2 persone, chiacchierarci, farci una passeggiata, ma niente di più. Se poi non ho voglia neppure di quello, sto in silenzio anche con persone che conosco benissimo. Qualsiasi attività di gruppo mi causa solo insofferenza, mentre provo una sincera felicità nel poter stare da sola, per conto mio, a riflettere.
      Quindi per me la “solarità” di una persona estroversa, la sua comunicatività, è spesso e volentieri fastidiosa. I miei veri amici lo sanno e lo accettano, e non mi impongono la loro espansività/estroversione.

  14. Le vostre parole mi stanno dando molti spunti di riflessione…
    Da un anno e mezzo ho una bella storia con un ragazzo a mio parere piuttosto introverso. Pur riuscendo ad essere piacevole e brillante in compagnia, ama molto stare per conto suo, parla poco e soprattutto non esprime mai quello che prova a parole.
    A volte mi disorienta, lo ammetto: esattamente come già descritto, partono i viaggi mentali del tipo “cosa ho fatto”, “che ha oggi”, “non gli interessa parlare con me”, “non ha molta voglia di sentirmi”. Anche se poi viene tutto compensato con slanci di affetto e dimostrazioni di attenzione davvero tenere.

    Mi chiedo spesso come fare. Nel senso… come fare per farlo felice. Vorrei riuscire a capirlo veramente, e vorrei che lo sentisse pure lui. A volte sbaglio! Non sono mai troppo pesante (c’è molta ironia e complicità tra noi), però le cose tipo “hai il muso?”, oppure “sei scorbutico!” mi escono…

    Mi chiedo poi… A me viene spontaneo urlare ai quattro venti il bene che gli voglio, e dire a tutti di noi… A lui no. E’ normale questa cosa? Per una persona introversa, intendo… E’ normale che non senta il bisogno di esternare tutto?

    Grazie! ^^

    • Ciao Melody, scusa il ritardo (soggetto per un post a sè).

      Allora, quale introverso posso dire di capire lui. Ed in quanto studioso della cosa e assiduo sperimentatore posso dire di afferrare anche il tuo punto di vista.

      Come fare per renderlo felice? I suoi slanci di affetto nei tuoi confronti mi fanno intuire che probabilmente lo è già. Abbi pazienza, e ricordati che se non parla quanto vorresti molto probabilmente non è perchè ce l’ha con te.

      Per quanto riguarda le tue domande: dipende. Probabilmente non ne ha bisogno così spesso. Non so da quanto state insieme, ma posso dirti con sicurezza che gli introversi molto spesso possono essere i più teneri e passionali😉 Dagli tempo, stagli vicino e lasciagli un pò di spazio di tanto in tanto dimostrandogli che lo capisci e rispetti, ed al tempo stesso facendogli capire che se ha bisogno sei sempre al suo fianco.

      Non so se sono stato sufficientemente chiaro, purtroppo sto poco bene. Spero di essere riuscito a rendere ciò che volevo dire in modo intelliggibile.

  15. Sono anni che mi faccio un sacco di problemi, soprattutto da un anno e mezzo a questa parte, da quando sto con il mio ragazzo che è un timido/estroverso, sembra un paradosso ma è così! In realtà è timido perchè non gli piace stare al centro dell’attenzione, umile, ma se non esce una sera va in paranoia! Deve essere sempre circondato da persone, non sa stare solo. Io sono esattamente il suo contrario, non sono poi così timida, ma tendezialmente piuttosto introversa, amo il rapporto con il singolo individuo, il gruppo mi stanca molto, mi sono trovata tantissimo nella “teoria della pila” il fatto è che dopo un po mi auto-escludo mentalmente dal gruppo, mi sono chiesta più di una volta ma: “ma cos’ho che non va? Perchè mi sento in questo modo?” dopo un anno di tentativi e di finta estroversione sono molto stanca in alcuni periodi l’ansia si attanagliava di me perchè il pensiero dominante era “devo uscire, devo uscire, devo uscire, su simo ti devi sforzare di essere un po più sociale” Ma la realtà era che lo sforzarmi in questo modo in provocava solo inutile ansia e stress. Il fatto è che non è facile, quando tutta la società considera questo tuo orientamento sbagliato o a volte addirittura una malattia.

    • L’introversione è una cosa, la timidezza un’altra. Come hai avuto modo di sperimentare, esistono estroversi timidi ed introversi non timidi.

      La timidezza è in genere una sorta di “blocco” nell’esprimersi in pubblico che deriva da una serie di paure (paura del giudizio altrui, di fare brutta figura, di non avere nulla di utile da dire, etc). In questo senso può essere effettivamente un handicap in molti casi.

      L’introversione d’altro canto è un orientamente psicologico che indica quanto una persona è orientata all’introspezione (detta in soldoni).

      Da parte mia, causa anche di vari fattori personali, mi sono sforzato di diventare più socievole. Durante questo periodo ho imparato moltissimo sugli altri e su me stesso. Ho imparato a spingermi di più e ad ascoltare me stesso, capendo quando un “non ho voglia di uscire oggi” è dettato dal bisogno di riposo e quando invece da ansie che poco hanno a che vedere con l’essere introverso.

      Per questo mio modo di essere, i miei amici lo sanno e lo rispettano. Ho adottato un’attitudine del tipo “io sono così, prendere o lasciare”. Quando superi le prime inerzie e ti fai conoscere per quello che sei, le persone che ti vogliono bene ti accettano senza problemi.

      Il problema può nascere con persone che non ti conoscono e che sono troppo “chiuse” mentalmente per capire che genere di persona sei. A quel punto è una tua scelta se farglielo vedere oppure lasciare che coltivino questa idea sbagliata.

  16. sono in una problematica molto difficle…amo un inroverso…ci vediamo ogni 15gg. e quando vado da lui..prima era piu’ espansivo nel fatto che si mostrava in un certo modo e poi a distanza di mesi non lo e’ piu’….si chiude in se stesso…se abbiamo una discursione non mi chiama x gg….e se io ho ragione o no…cerco di essere la prima a dialogare e far finta che nulla e successo…ma quando sono con lui si barica dentro di se…se ha dei problemi ne parla con me appertamente e dovo avermelo detto non lo senti piu’ per ore…io ormai so che e’ cosi lo lascio in pace mi dedico ad altro anche se passiamo escluso la notte 8 ore totali insime e vorrei che almeno per quel giorno che sono con lui dopo 15gg…stia con me …sono io che lo stimolo a molte cose se no si sdrai sul diveno e io faccio parte della tapezzeria…e vero che ha avuto esperenze in passato negative come me…ma il passato e’ passato e bisogna guardare avanti nel migliore dei modi…mentre lui e sempre attaccato al passato…e a volte e difficle capirlo…forse perche’ io sono ottimista nonostante il mio passato travagliato…so essere tranquilla saper ascoltare dare un mio punto di vista al diffuori di lui…ma cio’ nonostante tutto…si isola per ore e con lui passo pocchissimo tempo…odio l’amore ci rendi un po visionari..ma l’amo…e credo che quello che faccio per lui sia la cosa migliore..spero…grazie mery

    • E’ un bel problema. Io posso darti la mia opinione cara Mery, una decisione su come procedere puoi prenderla solo tu.

      Credo che in ultima analisi ci siano alcune domande a cui devi trovare una risposta riguardo questo tuo rapporto con lui. Cerca di essere onesta con te stessa e che cosa fare forse si renderà chiaro:

      • Lui ricambia ciò che tu provi nei suoi confronti?
      • Tu sei felice con lui?
      • Può darti quel che desideri in un rapporto di coppia e instaurare il tipo di rapporto che cerchi?
      • Vai d’accordo con lui? E lui, va d’accordo con te?

      Essere introversi va bene, non c’è nulla di male. Ma ognuno è diverso e comunque ci sono delle cose imprescindibili che in ogni buon rapporto affettivo ci devono comunque essere per quanto poco: comunicazione, rispetto, sincerità, affetto, fiducia e discussioni (non aver paura di dire la propria opinione e non fare lo “zerbino” sottomettendo completamente i propri desideri, bisogni e opinioni all’altra persona).

      Credo che si possa molto spesso trovare da soli la soluzione ma il più delle volte siamo così spaventati da farci certe domande e darci una risposta che preferiamo evitarle e brancoliamo nel buoi negando l’evidenza. Esperienza personale.

      Se arrivi alla conclusione che ti vuole bene, che può farti felice, che puoi starci assieme in modo maturo senza eccessivi “drammi” e sofferenze, che è disposto a trovare un equilibrio nel quale lui ha i suoi spazi ma riesce anche a darti l’affetto che desideri, allora ben venga. Ma c’è da considerare anche l’ipotesi che non gli interessi veramente, o che non sia in grado di darti le attenzioni di cui hai bisogno per sentirti bene con lui.

      Ad essere sincero ti devo dire che personalmente sono si una persona introversa, ma nei rapporti di coppia esprimo il mio affetto e dò attenzioni volentieri alla mia lei, senza grandi problemi (essere introversi non significa essere incapaci di amare o di dare affetto!). Il fatto è che purtroppo molte persone non sono pronte a uscire dal guscio che loro stessi si sono costruiti attorno (per molti motivi), e alcune non ne usciranno mai. L’unico modo è che sia loro stesse in prima persona a volerlo e a fare uno sforzo per uscirne. Per paura di rimanere soli, per amore, per rabbia, i motivi possono essere tanti.

      Purtroppo, l’amore non può essere unilaterale. E anche quando è corrisposto, tristemente a volte non può funzionare comunque. Ma d’altra parte, esistono anche persone con le quali tu sei compatibile e con le quali puoi instaurare un rapporto meraviglioso e incredibilmente soddisfacente.

      Forse non è la risposta che ti aspettavi, e forse non ti fa sentire meglio. Ma credo sia la risposta che hai bisogno di sentire. Solo tu puoi decidere cosa fare di questo rapporto, ed il mio consiglio è in definitiva questo: pensa alla tua felicità a lungo termine e sii sincera con te stessa. La tua futura te stessa ti ringrazierà🙂

      In ogni caso ti faccio i miei migliori auguri che tu possa trovare la felicità con una persona speciale. Che sia questa di cui parli o un’altra, questo ha meno importanza.

      Un abbraccio,
      Manuel

      “L’amore è incondizionato, le relazioni no.” ~ Grant Gudmundson

  17. Da circa 7 mesi sto cercando in tutti i modi di capire un ragazzo introverso. Riesce inspiegabilmente ad essere impassibile e indifferente a tutto ciò che lo circonda.
    Non prende quasi mai l’iniziativa per una conversazione, ma in certi momenti sa essere simpatico e capace di relazionarsi. E’ un ragazzo stranissimo, ha dei comportamenti inspiegabili, è apparentemente assorto nel suo mondo, quasi come non sentisse, non vedesse e se non è rientra nella conversazione rimane sempre attaccato al suo cellulare. Sembra un tipo tranquillo, un po’ menefreghista e senza volontà di vivere. Una sorta di strana ed illusoria depressione. Lascio questo commento perché sono inspiegabilmente affascinata da lui, provo delle emozioni stranissime.. Mi sento persa, non capisco, esagerando, divento irrazionale quando lo vedo. E’ un tormento e più provo ad evitarlo più ci penso. Cercando di capirlo sono arrivata attraverso la mia immaginazione a delle conclusioni su di lui probabilmente non vere, più ci penso più mi sorgono domande. Sono incuriosita da qualsiasi suo movimento, sguardo, strane coincidenze e idealizzo tutto, anche se magari è un semplice viaggio con la fantasia, in realtà non c’è niente di strano. E’ difficile da spiegare. Mi sfugge, non riesco a classificarlo. Non lo sopporto più e lui è ignaro di tutto questo. E’ molto educato, gentile e raffinato, ha tanto gusto estetico. Io sono una ragazza abbastanza estroversa ma riservata e troppo sensibile a tutto, penso molto però sento la necessità di parlare. Ci conosciamo e entrambi cerchiamo di evitarci, sembra che ci sentiamo in una situazione di disagio ma contemporaneamente piena di intesa (forse è solamente una mia percezione). Volevo capire come è la relazione con un ragazzo introverso? Di cosa ha bisogno per sentirsi a suo agio? Come posso affrontare questa strana situazione per capire se può realmente interessarmi o se sono solo curiosa perchè non lo comprendo? Veramente si isola dalla situazione esterna a lui con il suo comportamento impassibile o capisce tutto e sta attento senza darlo a vedere?
    Molte grazie.

    • Ciao Giulia, allora vediamo.

      come è la relazione con un ragazzo introverso? Di cosa ha bisogno per sentirsi a suo agio?

      Direi tra le altre cose di una rapporto d’intesa, di sentirsi accettato, di poter avere un poco di spazio per sè ed essere consapevole e sicuro di potersi aprire con te al di fuori di quello spazio. Questo in linee generali, poi ognuno ha le sue sfumature, carattere ed esigenze specifiche.

      Come posso affrontare questa strana situazione per capire se può realmente interessarmi o se sono solo curiosa perchè non lo comprendo?

      A questa domanda cara Giorgia temo possa rispondere solo tu! Temo che esclusa la proverbiale sfera di cristallo non ci sia altro modo sicuro che provare a conoscerlo meglio e vedere se dopo aver capito alcune cose su di lui e “risolto il mistero” sei ancora intrigata o meno. Anche perchè il solo essere curiosa al suo riguardo non è un ingrediente sufficiente per una relazione stabile e duratura.

      Veramente si isola dalla situazione esterna a lui con il suo comportamento impassibile o capisce tutto e sta attento senza darlo a vedere?

      Difficile a dirsi con certezza. Dipende anche qual’è l’atteggiamento dietro quel suo “menefreghismo”. A questa domanda purtroppo non so darti risposta.

      Spero comunque di essere stato un pò utile.

      • Ciao, ho letto l’articolo, davvero interessante. Vorrei una tua opinione sulla mia storia con un ragazzo che ho sempre saputo essere introverso, ma…a mio avviso ai limiti della comprensione. Io col tempo sono diventata più estroversa, e ho capito che stare con le persone Amiche mi riempie qualitativamente la mia vita. Lui l’ho conosciuto 3 anni e mezzo fa. È un ragazzo che lavora tantissimo e questo lo porta a essere spesso stanco e ad avere a volte a malapena la forza di cenare se non crolla dal sonno. Non fa un lavoro fisico, è un ingegnere con 3-4 lavori differenti, attacca alle 8 e smonta alle 20, 21:00. Poco dopo crolla dal sonno. È gracilino, se prende un’aspirina dorme come se fosse un sonnifero. In questi anni, proprio perché non parlava e perché città per città ci vedevamo pochissimo, ho pensato a mille ipotesi diverse. Tutte col tempo scartate. La verità è quella sopra descritta. In più se ti permetti solo di fargli notare un suo difetto si offende a morte, e per giorni non si fa sentire. Ora, sicuramente ho riportato tutti aspetti negativi che incidono sulla nostra coppia che ha sebbene pochi, tuttavia intensi momenti di vita insieme. Col tempo ho dovuto farlo riflettere, e un po’ la situazione è cambiata: parla di più e ha piacere a farlo, anzi, sono la sola con cui si è aperto così; ci vediamo un po’ più di prima e stiamo cercando insieme soluzioni per il resto delle difficoltà. Insomma, stiamo crescendo insieme. Tuttavia io sono spaventata dalla sua mancanza di empatia: in questo caso non è voglia di avere “piccoli spazi per sé” ma di essere concentrati sulla propria rabbia, sofferenza, quasi narcisisticamente. Non ha avuto molte esperienze con le donne, e per certi versi è immaturo. Ma sta cambiando e questo mi dà speranza. È possibile che riesca a capire di più il mondo che lo circonda, a non chiudersi eccessivamente escludendo tutti me in primis inclusa? Per me non è semplice, col mio amore sto cercando anche di farlo crescere, me lo ha chiesto anche lui. Ma quando non riconosce di far male io perdo la pazienza, soprattutto quando per troppo tempo dò e ricevo poco. Posso sperare in un cambiamento vero, in una maggiore sua empatia, o credi sia impossibile e che stia sprecando il mio tempo? Grazie per la tua opinione. RP

  18. ho letto questo post….sono una estroverso ….ma non domino il mondo o se lo faccio è perché socializzare è necessario per conoscersi…..io parlo mi fermo ascolto rispondo ecc…….ma se l’introverso non fa domande ama stare per conto suo…..quando scopro la splendida persona che sicuramente è ………io dovrò parlare. meno ma voi un poco di piu

    • L’obiettivo dell’articolo è quello di aiutare gli estroversi a comprendere il punto di vista ed il modo di essere di chi è introverso.

      Così come un introverso non è necessariamente un misantropo disadattato sociale, un estroverso non è per forza una persona che non sa ascoltare. Si tratta di un orientamento che fa parte del carattere che che si colloca su una scala con un sacco di sfumature.

      Certamente si può fare qualche sforzo per venirsi incontro, ma il primo passo secondo me è la comprensione reciproca.

    • Finché c’è rispetto reciproco e comprensione è tutto ok. Come persona molto introversa, posso garantirti che quando sono con persone con cui mi sento in sintonia, mi fa piacere parlarci e ascoltarli. Ma ho anche bisogno di lunghi periodi di solitudine, che per me sono fonte di serenità e di benessere. Diciamo che il contatto con gli altri mi va bene poco alla volta.
      Il problema è che ci sono anche persone che, appena vedono un introverso, cominciano subito a dire “Quello è troppo chiuso, deve aprirsi, sciogliersi e uscire dal suo guscio, ecc…”. E questo per un introverso è pesante, lo fa sentire come se fosse un minorato.

      • Capisco molto bene quello che intendi, in questo sono molto simile a te. Una frase di cui non ricordo l’origine: “mi piacciono le persone, ma a piccole dosi”🙂

        Purtroppo per alcune persone l’introversione è un qualcosa di “sbagliato”, di cui si può e ci si deve sbarazzare. Inutile dire che non sono d’accordo: l’introversione è un tratto caratteriale che non è una scelta nè tantomeno “sbagliato”. La timidezza tuttavia è una paura e come tale può essere affrontata e superata in larga misura.

        Rispondendo anche ad un tuo altro commento (accidenti ai commenti di wordpress), l’idea della spiegazione preconfezionata non è male anzi🙂 A chi non capisce l’introversione, se veramente è intenzionato a capire, vale la pena offrire spiegazioni. Per gli altri, si tratta di un modo di essere del tutto lecito e con i suoi aspetti positivi e negativi tanto quanto l’estroversione, e quindi secondo me non dovremmo sentirci continuamente in dovere di giustificarci con chiunque.

      • @Viasenzanome: concordo totalmente. =)
        La mia insicurezza so che è una paura e sto lavorando per superarne gli effetti più deleteri. Però ho deciso che non voglio estirpare del tutto la mia timidezza. E’ comunque una parte di me, e per accettarmi completamente non voglio rinnegarla. Cerco di renderla tale da non invalidarmi la vita, ma se ne rimane un po’, in misura accettabile, ben venga. Non devo per forza salire su un palco e fare la rockstar. =D Come hai detto tu in un altro commento, le persone a cui sono veramente legata capiranno. Gli altri, se trovano ridicolo/strano/buffo questo mio modo di essere, li ignorerò. =)

  19. Grazie per l’articolo molto interessante. Sono una persona molto introversa, e anche timida, e quello che mi fa soffrire maggiormente è l’opinione che molti estroversi hanno di noi. Non tutti la pensano così, ok, ma ho sentito spesso dire che gli introversi hanno problemi mentali, che sono asociali, che non sono normali, che valgono poco (e dicono lo stesso anche delle persone timide)… Ho sentito persino dire che le persone “chiuse e taciturne” sarebbero più pericolose, neanche gli introversi fossero tutti dei serial killer sociopatici! Ok, il mio livello di socievolezza è molto basso e detesto stare in gruppo, però mi piace stare con una o due persone per volta, parlarci, chiacchierare, ridere… poi quando non ne ho voglia sto zitta anche per ore, ma mi fa star male sapere che molte persone mi considerano come se fossi una “anormale”. Anche provare a spiegarlo non è facile, ma forse quella è colpa mia. Quando devo parlare di altri argomenti non c’è problema, ma esprimere quello che ho dentro mi riesce così innaturale che, anche se ci provo, i risultati sono pessimi e deludenti.
    Ecco, vorrei solo dire che se una parte degli introversi tendono a chiudersi in sé stessi, forse è anche per il modo in cui sono stati trattati, perché sono stati “spinti” da piccoli ad estrovertizzarsi, oppure per la poca considerazione/disprezzo di cui sono stati fatti oggetto.

    • Può darsi, tuttavia credo che principalmente si tratti di un tratto caratteriale che però può essere certamente esacerbato da influenze esterne.

      Capisco bene quello che provi, non sempre è facile. Però mi prendo la libertà di suggerirti che secondo me ti sarebbe utile abituarti un pò alla volta a riuscire ad esprimere quello che provi: penso che le cose per te migliorerebbero se riuscissi a non sentirla più una cosa innaturale. Con poche persone fidate magari, ma gli effetti sarebbero molto benefici per te secondo me.

      • Grazie della tua risposta, viasenzanome. Però io non sento e non ho mai sentito neppure il desiderio di esprimere i miei sentimenti agli altri.
        Ti dico solo che una volta, ero ancora al liceo, una mia amica mi chiede “Ma perché non dici mai niente di te?” e io sono praticamente caduta dalle nuvole. Sono sempre stata una buona ascoltatrice, ma non mi era mai neppure passato per la mente di parlare di me. Sento che la mia vita interiore, i pensieri, le gioie, le ispirazioni, i problemi, appartengono solo a me. Sono il mio mondo privato e non sento il bisogno di condividerlo.
        Esprimo le mio opinioni o necessità perché è necessario per vivere. I sentimenti invece restano in me (tranne quando “esplodo” perché sono molto arrabbiata^^); esternarli è qualcosa che mi è estraneo, e sto bene così. E’ il mio equilibrio.
        Il problema sorge solo quando voglio spiegare cosa significa essere introversi. Comunque ho risolto imparando a memoria una spiegazione standard da propinare quando serve. =)

      • @azariel90: Anche qui un distinguo: se uno non sente l’esigenza di esprimersi e sta bene così, non ho nulla da obiettare. Diventa però un problema quando il non esprimersi è sentito come esigenza ma non si riesce a farlo per una serie di problemi (incomunicabilità, paure di vario tipo, ecc).

        In breve: sono per l’equilibrio ed il benessere, liberi da paure🙂

      • Concordo perfettamente con te a proposito dell’equilibro e del benessere. L’importante è trovare un’armonia con sé stessi. =)
        A proposito, spero di aver risposto al commento giusto, perché ogni tanto faccio casino.😉

  20. Davvero un bell’articolo. Eh si, sono introversa… e ultimamente mi chiedevo “ma cosa c’è che non va in me?”. Questo perché, oltre a non essere compresa dagli estroversi tra gli amici o al lavoro, non mi comprendevo così bene neanche io. I silenzi, la riservatezza o i comportamenti citati nell’articolo di solito sono letti negativamente: del tipo “quello è senza personalità, altezzoso, timido”.. o come mi sono sentita dire “né carne né pesce”… (che poi se mi danno della timida ancora una volta mi offendo!)
    Per questo mi sforzavo di partecipare entusiasta alle conversazioni, ripetendomi mentalmente “evita di fare scena muta, piuttosto parla a vanvera”.. ed era un bel disagio a volte!
    E poi c’erano le solite domande da repertorio: “Ma che hai?”; “ma parli ogni tanto?” e neanche riuscivo a spiegarmi perché continuassero a chiederlo; dopo tutti i miei tentativi di essere più estroversa possibile.
    Pensa che a volte nei momenti taciturni prendevo anche io di corsa il cellulare… si, ma senza farci niente… perché è così che fanno gli altri, hanno sempre qualcosa da dire a qualcuno, in qualsiasi momento.
    Forse ho sbagliato a fingere di essere estroversa, ma odiavo passare per la timida della situazione, quando non ho nessun problema di chiusura o ansia; alla fine volevo solo dimostrare che anche io sono socievole… a intermittenza.
    Comunque è stato bello leggere queste parole e pensare che da domani me ne farò una ragione anche io.

    • Si, certe domande possono essere irritanti🙂

      Secondo me: accetta di essere come sei, impara ad apprezzarti, esprimi quello che provi quando vuoi con chi vuoi, e, alla fine, impara a fregartene dell’opinione di certe persone. Circondati di persone fidate che ti accettano per quello che sei.

      Just my two cents. In bocca al lupo!🙂

    • Ciao Eva, sì anche a me facevano sempre quelle domande e le trovavo molto irritanti. Sono timida, lo so, però mi chiedevo “Perché quando sono con gli altri non ho proprio voglia di dire niente? Non mi viene in mente niente?”. Ho provato a fingermi più socievole, ma non mi è mai riuscito; è troppo innaturale per me e non so recitare per sembrare diversa da ciò che sono.
      Se posso darti un consiglio, visto che per me ha funzionato, l’unica soluzione è riuscire a distaccarsi e fregarsene dell’opinione altrui. Prima ero preoccupata di cosa avrebbero pensato le persone se ero troppo taciturna e solitaria, poi un giorno mi sono detta “Le brave persone mi rispetteranno e mi capiranno, degli altri non mi interessa.”. Sembrerà strano, ma ha funzionato a meravigllia. Da quel giorno sono sempre me stessa, e se qualcuno sporadicamente torna alla carica con le solite domandine irritanti gli rispondo candidamente “Sono introversa. Mi piace moltissimo stare in silenzio”. Non sono capace di spiegare meglio la mia introversione e le mie necessità/sentimenti, ma in genere questa risposta laconica li spiazza e finiscono le odiose domande.

      • Sto leggendo un bel libro sul tema: The Introvert’s Way: Living a Quiet Life in a Noisy World. Forse scriverò una recensione o altri post sul tema, che sto approfondendo anche alla luce di altri anni di esperienza come “introverso in un mondo di estroversi”.

        Della risposta di azariel90 mi piace molto il:

        Sono introversa. Mi piace moltissimo stare in silenzio.

        Noto le implicazioni:

        • NON vuol dire necessariamente che non ho nulla da dire.
        • NON vuol dire che ho paura di parlare.
        • NON vuol dire necessariamente che il mio interlocutore mi sta sulle scatole.
        • NON vuol dire necessariamente che mi è morto il gatto.
        • Semplicemente sono fatta così, non c’è nulla di male, e mi va bene così.
        • Se lo capisci benissimo. Se non lo capisci, o ci tieni abbastanza e cerchi di capirlo, oppure non vale la pena di averti nella cerchia di persone che io considero Amiche e che mi sento di frequentare abbastanza spesso.
  21. Cara RP,

    Purtroppo non me la sento di darti una risposta su questo: non conosco questa persona e dipende molto da questo se effettivamente la situazione potrà evolvere positivamente per la vostra coppia o meno.

    Da quanto mi dici sembra essere desideroso e disposto a venirti incontro, ma se questo sforzo sia sufficiente questo solo il tempo ed il tuo giudizio potranno dirlo.

    La mia opinione di base è che sia in genere meglio essere sinceri e comunicare, poi penso la vita di una relazione dipende anche da altri fattori oltre alla buona volontà.

  22. Salve, ho letto questo post illuminante e mi son sentito in dovere di dire la mia, da ragazzo -quasi adulto, avendo 24 anni- decisamente introverso. Io ritengo letteralmente di avere passato le pene dell’inferno per la mia condizione e sicuramente non sono stato l’unico. A scuola, se ci fate caso, quello preso di mira è quasi sempre un introverso. Essere introversi oggigiorno è da sfigati. Se poi hai pure un senso di resonsabilità un po’ sopra la media e magari porti gli occhiali, o l’apparecchio -per fortuna non porto più nè l’uno nè l’altro-, allora l’etichetta, tramandata da tanti b-movies americani, è già pronta. Non c’è neanche bisogno di giustificare l’emarginazione, il disprezzo manifesto che si dà all’introverso di turno. E’ come una tradizione, quindi è normale che ci sia quello isolato e disprezzato sottilmente -se va bene-; anche i professori spesso lasciano fare, se non danno implicitamente il loro consenso. Perchè, se come voi dite, c’è un introverso “buono”, ovvero non timido, socialmente aperto anche se “a momenti” ed in pace con se stesso, rispettato in poche parole, io ero l’introverso “cattivo”, ovvero quello timido, insicuro, complessato e quindi abbastanza depresso per la consapevolezza della mia condizione. E di certo non ero l’unico. Probabilmente esiste una unica predisposizione che può evolversi in senso sano o patologico secondo le situazioni in cui l’introverso viene a trovarsi. Se si sente accettato, rispettato, insomma pensa di avere un suo posto nella società, diventerà un normale introverso, se altrimenti si sente dileggiato, disprezzato, in modo anche indiretto o soltanto isolato, come il più delle volte avviene nella nostra società che ha bandito il bullismo violento ma non tutti i comportamenti border line (un introverso parla poco e perciò è ritenuto quasi uno stupido, ma è attentissimo ai segnali che vengono dagli altri, checchè se ne pensi) inizierà l’inferno. Probabilmente dopo un periodo di stress emotivo, perchè sì -l’introverso è spesso sensibile- si autoisolerà, l’autoisolamento sarà visto dagli altri come la prova definitiva di una diversità, in negativo, che giustificherà un ulteriore allontanamento. Insomma, non potendo picchiarlo apertamente, perchè ci sono delle leggi, ci si limita ad ignorare la sua esistenza.
    Insomma, in buona sostanza volevo dire che tutti, pure noi “negativi”, depressi e problematici dovremmo avere il diritto di essere trattati umanamente, ma questo spesso non avviene. Ora, non dico in tutti i contesti, ma spesso e volentieri sì, a scuola, sul lavoro, etc. Il modello dominante è quello estroverso, che è visto come il modo di essere “giusto”; tutto ciò che non è quello è sbagliato e da evitare. E che anche il fatto di essere introversi “problematici” potrebbe essere un motivo in più non per isolare, ma per avvicinarsi, accettando il modo di essere dell’altro, aiutarlo a diventare introverso “adattato”. Tutto insomma passa dall’accettazione della diversità. Abbiamo accettato la diversità raziale, religiosa, etnica, ora il nuovo confine è accettare gli introversi come parte integrante della società. Ce la faremo?

    • Quoto tutto quello che hai scritto, parola per parola. E spero anch’io che un giorno la nostra società, sedicente “tollerante”, diventi tollerante ed accogliente davvero verso tutti. Una persona timida o insicura non ha meno valore di un’altra. Spesso ha dentro una grandissima sensibilità. E in genere necessiterebbe di più cura (non in senso medico, ma nel senso di attenzione) rispetto ad altre.
      Altra cosa secondo me importante da sottolineare è che la timidezza non è in sé, in toto, un male. Lo diventa se sfocia in atteggiamenti fobici o patologici che impediscono una vita normale (es. se uno si vergogna anche solo di andare a comprare il pane. Conoscevo una ragazza così e aveva dei problemi obiettivamente grandi). Ma in condizioni normali è un aspetto del carattere, che la società dovrebbe accettare e rispettare. Insomma, anche se una persona non è l’anima della festa ed è schiva, è un essere umano e merita la stessa considerazione di tutti gli altri. Ovvio poi, come dici tu, che un atteggiamento di emarginazione non fa che esacerbare l’insicurezza facendola aumentare.

  23. Salve, io sono una ragazza introversa, molto timida e altrettanto sensibile!…e purtroppo trovo molte difficoltà nel socializzare con gli altri !!
    Con le persone che frequento, molto spesso, mi capita di avere dei terribili sbalzi di umore: da un momento all’altro ho il muso, e quindi sento il bisogno di mettermi in disparte per stare da sola, ma dopo un pò di tempo rinizio a sorridere e a buttare fuori la mia allegria!
    L’introversione mi rende spesso molto triste perchè mi accorgo che con questo carattere tendo ad isolarmi dalle altre persone e quindi non riesco ad avere una vera e propria vita sociale (come invece vorrei).
    Inoltre mi capita di essere assai critica nei confronti delle persone che mi stanno intorno!
    Un’altro tratto del mio carattere è la paura del giudizio delle altre persone!

    Ho trovato molto interesante il suo testo, e quest’anno vorrei basare la mia tesina di maturità proprio su questo argomento.
    Vorrei chiederle un piccolo aiuto:
    come posso collegare l’introversione alle materie di studio Arte,Spagnolo,Inglese,Francese,Italiano o Storia,Economia e Geografia?
    La ringrazio anticipatamente.

  24. Gesù, quanto è vero quel che scrivi… io ho un carattere piuttosto introverso e riservato… una volta ho fatto un test di Jung (o forse era un altro…) ed è risultato che sono un’introversa al 60% e 40% di estroversione. Sono di compagnia, normalmente timida, non sono botta e risposta, ma gradevole. Comunque quando spendo le energie con gli altri (gente con cui ne valga la pena) ho bisogno di caricare le pile, e a volte anche in compagnia me ne sto in silenzio e la mente vaga per i fatti suoi. E’ come se avessi bisogno di me stessa.
    Con questo non voglio dire che se una persona mi parla non rispondo oppure che se qualcuno mi cerca lo mando a quel paese in malo modo.

    Sapete il bello quale è? Che gli amici veri mi han sempre capito, chi non mi ha capito più di tanto è stata la mia famiglia…
    Ora si è rassegnata, ma da piccola mi tormentavano per la mia introversione… non mi piaceva stare con gli altri (ero timida…) e volevo sempre star sola… mancava poco chiamassero un esorcista!!!

    Più mi forzavano, più diventavo chiusa e intrattabile.

    Per mia sorella, che è un’ estroversa, poi ero quasi da rinchiudere… perché non avevo il ragazzo, perché nei momenti di confusione emotiva cercavo di trovare la direzione anziché appoggiarmi di continuo agli altri…

    E non vi dico al lavoro, in mezzo alle donne… stendiamo un velo pietoso…

    Mi sono sempre sentita un pesce fuor d’acqua per molte ragioni: ho cercato di cambiare la mia natura, acconsentendo ai dettami della società, a cambiare per piacere ai ragazzi… ma alla fine, ho capito che quello che non è per me, non lo è e basta. Questo grazie anche a delle amiche che mi han fatto riflettere sul fatto che a essere chiusi, non c’è nulla di male.
    Ognuno è quel che è.

    Ero arrivata addirittura a detestare chi era molto più introverso si me… perché mi ricordava me stessa e mi rifiutavo.

    Comunque volevo precisare che bisogna dare il nome giusto alle cose: essere introversi, non vuol dire essere sbagliati, maleducati arroganti e altezzosi. Se incontrate qualcuno di introverso che ha questi comportamenti, non dipendono dalla sua introversione, ma dalla maleducazione e poco rispetto verso il prossimo. Lasciateli per la loro strada.

    Ciao e grazie dell’articolo,
    Michela

  25. Ciao a tutti gli introversi/e già il fatto che ho letto questo interessantissimo articolo e’ una dichiarazione del fatto che la mia introversione tante volte infastidisce me stesso. Siamo sono fatto cosi’ nato introverso e questo aspetto del mio carattere ha influenzato tutta la mia vita fino ad oggi che dico : noi introversi siamo i migliori estroversi che si può incontrare e conoscere.

  26. Bellissimo articolo!!L’ho trovato tornando dall’ufficio, dove mi è successo di trovarmi parecchio a disagio a causa del mio essere silenziosa, introversa. Mi capita spesso in ambienti lavorativi di essere giudicata da subito scostante, fredda..pur essendo sempre armata delle migliori intenzioni, cerco di essere gentile, umile, disponibile…solo trovo, come dici tu, ”faticoso” sostenere conversazioni, soprattutto se sono coinvolgono molte persone e sono in tono di scherzo..mi spiego meglio: con i miei amici so anche essere molto aperta, socievole, mi piace fare casino e divertirmi con loro(anche se effettivamente anche lì non mi viene proprio naturale, è più un personaggio, però ogni tanto mi diverte! e poi ho bisogno di ricaricare le pile😉 ) ma a lavoro i colleghi non te li scegli, magari non hai il loro stesso modo di scherzare, in più non c è quella confidenza (sono in quest ufficio da tre giorni) sarà anche per il fatto che i miei colleghi sono tutti di periferia e parlano dialetto (quando lo parlano molto stretto io non capisco) e sapendo che io abito in centro pensano che il mio silenzio sia scostante IN AUTOMATICO perchè credono che io mi senta superiore. Mi è già capitato, per questo faccio quest ipotesi, altrimenti non mi sarebbe neanche venuta in mente!io invece un pò li invidio!pensate un pò quanto si sbagliano!..perchè riescono immediatamente e con scioltezza a scherzare e ridere con tutti e non si sentiranno mai dire (come hanno detto a me oggi) MA SEI CHIUSA? E APRITI! -.-‘ voglio solo trovare un modo per non restare ferita quando mi punzecchiano, in maniera di non far prendere il sopravvento all’insicurezza. Vorrei solo stare serena ogni giorno a lavoro!In passato non l’ho gestita molto bene e il clima diventa pesante…consigli? (grazie!!)

  27. ciao a tutti ragazzi sono al lavoro non ho ben capito come funziona scrivere qua sopra nè chi mi risponderà, spero qualcuno e qualcuno di molto competente sull’introversione….ho già letto tantissime cose interessanti, complimenti per le spiegazioni chiarissime… il punto mio è questo per favore aiutatemi a capire…allora la persona in questione è un ragazzo di 35 anni, chi lo conosce lo definisce un introverso…sarà vero? ve lo descrivo….il tipo da piccolo era allegro ma molto timido, anche da adolescente, dicono che a fargli qualche domanda si faceva rosso e farfugliava, idem crescendo… un ragazzo chiuso mi dicono…poi si innamora di una tipa e pare diventi più aperto nel senso che comincia a parlare con tutti e a raccontare tante cose delle sue esperienze e dei suoi viaggi… la tipa lo molla lui va in crisi e…parole di chi lo descrive…da allora si è chiuso sempre di più…. ebbene, constatato personalmente, il tipo non ha amici, forse uno o due negli anni passati, fatto sta che ora sta sempre a casa, anche sabato e domenica sera, non esce praticamente mai se non per andare a lavorare o servizi pratici, qualche volta parla a telefono (nn si sa con chi), se lo incontri per strada non ti guarda nemmeno, qualcuno dice che è scontroso al punto da rasentare la scostumatezza ed effettivamente così sembra, voglio dire per strada quanto meno un saluto se conosci le persone, invece lui no, cammina per fatti suoi, spesso l’ho visto con la testa bassa, sempre invece porta occhiali da sole e cappuccio, a volte sembra camminare tutto chiuso in se , altre sembra camminare spavaldamente ma sempre bello coperto da occhiali e cappuccio, dimenticavo di aggiungere che il tipo non ha assolutamente alcun tipo di comunicazione nemmeno con i suoi familiari, nel senso che a loro dire se ne fotte e non parla delle suo cose…quali siano le sue cose a questo punto per me fa parte dell’enigma…. a voi esperti la spiegazione e la risposta a queste domande….ma come si suscita l’interesse di una persona così? persona sola e triste o introverso convinto? e se uno volesse provare a rivolgergli la parola…ma come??? thanksssssssss…

  28. Complimenti , mi è servito leggere tt queste testimonianze e soprattutto mi han fatto capire che la strada che voglio intraprendere è tosta davvero ! Ma al momento nn sn scoraggiata . Tengo molto alla persona che sto frequentando , ed è un introverso e anche un pò timido ..e purtroppo si scontra con me che n un ex timida con qualche strascico , ma soprattutto un insicura.. bella coppia ! speriamo bene , io ce la metterò tutta .

  29. navigando alla ricerca di “lumi” circa comportamenti che contrastano con i miei mi sono imbattuta in questa discussione molto interessante, e ho ammirato subito il tono sincero dei post, così particolare e diverso dai vari forum di qualsivoglia natura che si leggo sul web. E questo mi ha spinta a leggere tutto.Vorrei anch’io capire le dinamiche di una mente, quella di una persona che sto cercando di conocere perchè ha tante buone qualità e mi piace. anche se i suoi silenzi mi disorientano e spengono un po’ le mie “sicurezze” di comunicatrice estroversa.
    grazie per ogni vostra ulteriore testimonianza

    • Cosa posso dirti, sei una bella persona se cerchi di capire le altre persone. Non è una cosa da tutti, molti mi pare siano più interessati ad ascoltare il suono della propria voce che avere una conversazione vera che comprende anche l’ascoltare ed il capire.

      Una veloce constatazione: di solito un introverso come me si annoia velocemente discutendo “del più e del meno”. Ci piacciono i discorsi profondi, specialmente se riguardano cose che ci interessano da vicino. Se lo approcci con curiosità, pazienza e riesci a toccare gli argomenti che gli stanno a cuore credo sarà molto più semplice arrivare a conoscerlo meglio.

      Auguri!🙂

      • ciao! sono assolutamente d’accordo con la tua constatazione perchè è la descrizione di me. Spesso quando si intavolano discussioni futili dopo un pò non riesco ad ascoltare e mi stanco velocemente…

  30. Grazie per il tuo articolo.
    Ogni volta, in qualsiasi posto io vada… mi sento l’unico ad essere introverso… o forse gli altri lo sono meno di me🙂

  31. Pingback: Il tuo cuore sempre sa….. | delusione per uno stronzo come tanti

  32. Ho letto con attenzione, perchè sono alle prese con un problema e google mi ha portato qui. Per essere certa di aver compreso tutto ho riletto altre due volte scoprendo che ad ogni lettura c’era una sfumatura in più che mi era sfuggita. Allora ti chiedo qual’è secondo te la definizione e differenza tra una persona solare e estroso🙂

  33. Ciao..sono Caterina e di orientamento sono una estroversa innamorata di un introverso. Stavamo creando un rapporto bellissimo di gran rispetto e comprensione senza forzare nessuno dei due ad essere quello che non siamo. A causa di una ex troppo insistente e al fatto che era da troppo poco che lo conoscevo e di conseguenza la mia difficoltà alla lettura dei suoi segnali, ci siamo lasciati. Sono passati 3 mesi di silenzio tra noi, ma a oggi dopo essermi tenuta in disparte, pur sapendo che stava passando un periodo per niente bello con la sua ex, vorrei riprendere un rapporto sano, vorrei rivederlo per chiacchierare del più e del meno. Devo essere sincera un tentativo d’invito l’ho fatto, ma ovviamente mi farà sapere quando è libero. Io non ho sicuramente insistito ma conoscendolo quando trova delle scuse e riinvia, è solo perché non vuole dirmi di no ma non sa come affrontarmi. In quanto estroversa riconosco il nostro essere insistenti e sinceramente voglio evitare questa cosa ( io sono per “non fare quello che non vuoi venga fatto a te”), perciò chiedo consiglio e aiuto a voi introversi; come faccio a riavvicinarmi e ad uscire anche per un passeggiata, facendolo sentire a proprio agio?..o ancora meglio sarei felicissima sentirmi fare un invito da lui, come mi devo comportare perché ciò avvenga?
    Grazie in anticipo per i consigli ne farò tesoro.
    Caterina

  34. bah bah bah bah…
    io conosco il vostro mondo. sono nato da due genitori tendenzialmente introversi.
    mio padre molto di più di mia madre.
    io da piccolo ero estroverso, lo sono ancora. dal mondo dell’introversione ho preso le pause di riflessione, la contemplazione del silenzio, navigare nei pensieri.
    ma la mia verve è estroversa.

    e quando volevo dei consigli, avere la normale e fisiologica pacca sulla spalla, sentirmi dire : “continua così, bravo” quando facevo qualcosa, che fosse un compito in classe, una particolare situazione che ho fronteggiato in qualche ufficio pubblico… non l’ho avuta.
    c’era sempre qualcosa su cui poter migliorare.
    a volte non mi parlavo nemmeno delle mie cose perchè mi sembrava ridicolo e idiota farmi affossare dalla loro “rigidità” e “freddezza” ( da piccolo ho percepito tutto ciò in questo modo)

    oggi con la maturità ho capito che era il loro modo di starmi vicino e manifestarmi interesse per ciò che facevo. un modo che però, un bimbo estroverso non capisce.
    mi sono sentito escluso, non capito, solo. l’entusiasmo e la gioia di condividere erano frustrate.

    sapete, io ce l’ho ancora con voi.
    i miei hanno sempre preteso di essere capiti al volo, e ad oggi proietto questo pensiero sugli introversi che incontro sul mio cammino. persone che devono essere capite. non si sforzano di farsi capire. l’interazione sociale non è tra le loro priorità.

    se non avete piacere ad avere relazioni sociali, cercate di non trovarvi in situazioni in cui ci sono altre persone…. potreste scorgere tra la folla un estroverso dotato della vostra stessa sensibilità, che non cerca altro che includervi nella sua vita.

  35. davvero interessante questo post, ti ringrazio di aver condiviso le tue conoscenze con noi. sembra quasi l’ABC per gli estroversi per capire chi è diverso da se. io sono una giusta combinazione dei due orientamenti. tuttavia, la mia migliore amica e il mio fidanzato sono due introversi. è stato molto difficile per me accettare che queste due persone, così fondamentali per me, non potessero arrivare a ricambiare comportamenti particolari o un entusiasmo per determinate cose che invece per me risultavano così naturali. ci sono voluti anni e un pò di maturità.
    è stato molto interessante e d’aiuto leggere i commenti precedenti, mi sono rivista in molti di essi. anzi, vorrei approfittare della situazione per chiedere scusa a quelle persone che nella mia vita posso aver ferito per mancanza di comprensione e perchè no, anche di ignoranza. e la legge del contrappasso è quella: amerai e ti circonderai di soli introversi😉. ovviamente scherzo.
    in bocca al lupo per i tuoi studi.
    M.T.

  36. Ciao,
    Sono una persona molto introversa e anche timida. Purtroppo mio marito nn mi accetta come sono. Lui essendo un estroverso cerca sempre de dire che ho qualcosa di sbagliato perche nn mi piace stare in mezzo a mille persone, che nn mi piace ballare ecc. Mi dice che nn sono normale e che sono l’unica persona al mondo cosi.
    Mi da fastidio che ogni volta che gli spiego come mi sento o come sono lui cerca di convincermi a parlare de piu, uscire di piu, bere e divertirmi quando io ripeto e ripeto che quello nn fa per me. Sta diventando davvero troppo pesante nn essere accettata neanche dal mio compagno di vita che mi mette sempre in situazioni di disaggio.
    Purtroppo la cosa che piu gli piace al mondo è uscire e stare con gli altri e invece per me è la cosa che piu mi da fastidio al mondo
    Come potrei farlo capire che questo è un qualcosa che io nn posso cambiare? COme possiamo vivere questo rapporto se siamo caratterialmente cosi diversi?

  37. sono un’estroversa innamorata di un introverso.
    Lui mi ha cercata e “voluta”. è stata un’esperienza bellissima perchè ci siamo “sentiti”/un fortissimo feeling. era felice, sorrideva, parlava, poco ma parlava anche con i fatti con una dolcessa infinita.
    poi, lui vive in un’altra città (a 1 ora da me), dopo circa 10 giorni di messaggini tenerissimi è completaente sparito – da notare che mi ha assolutamente vietato di chiamarlo al telefono perchè lui dopo si sarebbe sentito “ancora più solo” e questo mi ha confermato che c’era veramente del sentimento..
    Alla mia richiesta di chiarimenti lui mi ha detto che fa sempre così perchè per lui è più importante il suo lavoro (e, immagino che il pensiero, anche se è bello dedicato ad una persona, lo “distragga”, e lui non vuole) per cui mi ha detto che non ci saranno più “incontri” tra di noi ma io penso che è perchè ha un forte sentimento e per la spiegazione che ho dato sopra, preferisca rimanere con un bel ricordo.
    Io ho fatto le mie rimostranze ma poi l’ho lasciato in pace per un po’, poi l’ho ricontattato e gli ho anche telefonato : siamo stati 2 ore al telefono (forse ho sbagliato l’ho fatto parlare troppo) ma lui non ha dato segni di stanchezza o di volere terminare la telefonata.
    Ora, dopo ancora del tempo, per una cosa che sta facendo lui nella sua città, gli ho detto che mi sarebbe piaciuto andarlo a trovare/vedere. Non mi ha detto di no, è stato un po’ vago.
    Ci siamo scritti ma forse era passato solo qualche giorno e lui non ha gradito perchè prima di scrivere gli ho telefonato e lui non ha risposto e mi ha detto : non ho volutamente risposto ma non ce l’ho con te, semplicemente oggi è così.
    Ci siamo scambiati ancora un po’ di mails di vari chiarimenti – e ora capisco che se non aveva voglia di parlarmi forse non aveva voglia neppure di scrivermi – e poi tutt’ad un tratto non ha scritto più.
    Ora capisco che ho sbagliato a fargli pressione, che avrei dovuto accettare quello che mi chiedeva : di lasciarlo in pace a caricare le sue pile, perchè per lui anche solo prendere un caffè con una persona lo rende triste e gli sembra inutile……..
    Mi consigliate qualcosa per il futuro ? non lo voglio perdere come amico perchè intellettualmente abbiamo tantissimo in comune !
    Grazie
    GG

  38. Ciao a tutti ho letto solo ora questo post. Io sono un estroversa , lavoro col pubblico (molto stressante peraltro negli ultimi anni ) e vivo sola da 5 anni… Da due frequento un introverso e devo dirvi che è una cosa difficilissima. Lui assorbe me è questa cosa mi provoca angoscia dopo anche un viaggio di 2 ore senza che gli venga una parola. È talmente chiuso che Nn sai mai i suoi pensieri e anche quando cerchi un dialogo questo si chiude dopo 1 minuto. Scusate ma io per ora Nn ho trovato aspetti positivi da questo carattere. Zero espansivo è peggiorata la situazione dopo che ha deciso di andare a vivere solo … Preciso che questa scelta è stata da lui adottata per permettergli di fare quotidianamente il suo hobby in solitudine. A volte ho l impressione che quel hobby gli serva per dimostrare alla società quanto lui è capace … Comunque io sono abbastanza disperata e distrutta quindi accetto volentieri suggerimenti … Gilda

  39. Ciao. Cercando aiuti ed esperienze altrui su come un introverso possa affrontare il primo trasferimento lontano da casa mi sono imbattuta in questo post e devo confessare che mi sono sentita parecchio confortata nel rendermi conto che il mio… orientamento non necessariamente costituisce un handicap.
    Sei riuscito a mettere a parole qualcosa che per molti anni ho cercato di comprendere e cambiare di me stessa soprattutto ora che dovrò affrontare degli eventuali coinquilini (persone estranee che probabilmente mi etichetteranno con gli aggettivi che hai citato anche tu), interazioni sociali a cui con difficoltà riesco già ora a far fronte e soprattutto il primo approccio all’ambiente lavorativo. Il lavoro è forse la cosa che mi dà più pensieri: in tutti gli annunci che ho letto il profilo del dipendente che cercano sembra combaciare perfettamente con la personalità estroversa.
    Per le donne, poi, è ancora più difficile evitare di essere fraintese, farsi strada, non sembrare fredde e insensibili. C’è una sorta di codice non scritto secondo il quale una donna debba necessariamente essere chiacchierona e più incline a dimostrare le proprie emozioni.
    Per tutte queste ragioni ormai ho perso il conto di quante persone con cui avrei potuto stringere una vera amicizia hanno rinunciato a me non avendo (forse giustamente) la pazienza di capire che la mia non era indifferenza nei loro riguardi.
    Comunque sono stata contenta di leggere che invece tante altre persone si stanno impegnando nel capire il proprio partner introverso.
    Buona vita a tutti

  40. Guia sono introverso per scelta ero estroverso fino alle elementari e dalle medie visto che non riuscivo ad avere amici coetanei ho cercato altrove e ad avere amici piu grandi della mia etá sia dove loro che io trovavamo un punto dove parlare e conversare.
    Comunque sia io introverso per scelta noi siamo sensibili fino ad un certo punto o perlomeno io siamo molto obbiettivi e le manzioni sociali le gestiamo nel medio corto termine in modo da lasciare il lavoro agli altri e senza metterci troppo la faccia ma sacrificando e facendo conoscere parte del nostro carattere anche se incompreso.
    Bullismo non voglio dire però il bullismo di oggi potrei classificarlo come razzismo sul non conoscere come quando hai tempi della nascita degli stati uniti fino a kennedy e oltre, le persone di colore venivano discriminate e rese inferiori hai bianchi(SBAGLIATO). Gli introversi sono superiori nel medio corto termine al livello di intelligenza non perchè siamo dopotutto intelligenti ma abbiamo un leggero istinto e sappiamo leggere tra le righe. Purtroppo gli estroversi alcuni ci guardano e cercano di capire come siamo fatti solitamente ti guardano con fastidio e voglia di ferirti perchè sei colpevole di qualcosa.
    Posso dirlo perchè ho un piccolo gruppo di persone estroverse e quando ti fanno le domande gli rispondo con una risposta gia prevenuta e si zittiscono. La cosa che é interessante è se li giudichi per il loro comportamento ti rispondono con qualcosa tipo le minacce o avvertimenti ma non di piu perchè sanno che ho ragione e non le vogliono sentire perchè si sentono perfetti ma la cosa bella é che hanno tutto ma non tengono a nulla e fanno terra bruciata mentre gli introversi guardano e se la ridono.

    Ti dico 10 qualita e 10 difetti degli introversi
    Parto dai difetti
    1) non ci interessiamo
    2) ci isoliamo per 2 motivi che per me sono i piu sinceri ma li categorizzo come difetti
    3)Al primo sguardo anche se sei bella o simpatico non ci interessiamo minimamente di avere delle ragazze e se loro si interessano ha te ti dicono che hai sbagliato persona e ce ne una migliore. per fare un test se lo ami veramente o no e questo puo portare all’estroverso a non parlare e soffocare i propri sentimenti.
    4) non seguiamo mode(pregio/difetto)
    5) facciamo sport per divertimento e non per essere fighi fisicamente .(pregio/difetto)
    6) schivi
    7) se sappiamo il carattere di una persona da quel momento sei fregato i motivi meglio che non li dico
    8) anche se ci sentiamo presi in giro o umiliati a noi non ce ne frega ma x gli estroversi è una vittoria inutile.
    9) se il mondo fosse per gli introversi sarebbe una noia per me che gia lo sono
    10) siamo talmente con cervello che ci dimentichiamo con chi abbiamo davanti.(difetto sul senso di superioritá)
    Pregi
    1) Ci piacciono le sfide
    2) facciamo le cose che ci interessano
    3) bravi a essere attori
    4) quando conosciamo una ragazza la si vuole fuori dagli schemi
    5) vogliamo un rapporto vero.(UTOPIA)
    6) siamo buoni ma non stupidi
    7) se ci danno del lavoro da fare lo facciamo e stiamo zitti.
    8) se ci sn delle ingiustizie siamo i primi a prenderne atto
    9) se siamo apatici per noi è un inulto
    10) per essere amici con noi dovete mettervi nei nostri panni non che prima insulti e fai rovinare la reputazione all’introverso e poi gli vuoi diventare amico.
    11) siamo persone ler bene e di famiglia
    12) non ci piace essere raggirati perche lo scopriamo subito
    13) ci piace stare molto in famiglia dlve ti capiscono di piu

  41. Parlo da estroversa (non al 100% ovviamente): grazie per il contributo, è bello tutto ciò che è fatto perché due o più persone possano venirsi incontro🙂 Mi sono innamorata follemente di un introverso ed è dura ahah. Non posso capirlo e non voglio ferirlo… Non so essere che me stessa😦 Il mio gruppetto di amiche più care è composto prevalentemente di ragazze introverse ed è meraviglioso. La cosa stupenda però… è che nonostante voi parliate di maltrattamento a sfondo culturale, tutte le persone introverse che conosco sanno di esserlo, ne vanno fiere (sono fiere di sè stesse…punto) e nemmeno si lasciano sfiorare dai giudizi altrui, ahahah! Quindi io le invidio nonché ammiro molto :’D Come amo l’esternazione e la condivisione senza tregua di noi estroversi :’D Che bei mondi…:)))

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