La fine di tutti i blog?

E’ stato approvato dal Consiglio dei Ministri il 12 ottobre un disegno di legge che se verrà approvato senza rettifiche renderà di fatto ogni blog e sito personale, anche se non a scopo di lucro, un prodotto editoriale.

Questo significa che se una persona vuole aprire un blog, magari per pubblicare le ricette della nonna, sarà costretto a iscriversi al ROC (Registro degli Operatori di Comunicazione) con il conseguente lunghissimo iter burocratico (con tanto di spese annesse), e a rischio di sanzioni amministrative per i contenuti pubblicati. Non importa se il tuo sito riporta barzellette, è scritto in inglese, risiede su server australiani e fai tutto gratuitamente: sei comunque obbligato all’iscrizione al registro e ad essere identificato in tutto e per tutto come editore di una testata editoriale, con tutto quello che questo comporta.

Innalzando i costi e la burocrazia necessari per la gestione di un sito personale, limiteranno di fatto la libertà di parola su internet della maggior parte degli italiani..

Questo DDL è stato approvato nel più assoluto silenzio stampa, ed è stato portato alla conoscenza di tutti da Valentino Spataro nel suo sito civile.it. Ecco perchè è importante diffondere la conoscenza di questo disegno di legge. Per farlo si può ricorrere al google-bombing, che mira a portare tra i primi risultati sui motori di ricerca le informazioni su questo DDL quando si ricerca la parola chiave “blog”. Aiutare è molto semplice: basta che inserisci da qualche parte nel tuo sito un link come questo: Blog.

Per informazioni:

8 pensieri su “La fine di tutti i blog?

  1. Quanto dici è davvero preoccupante. Da una parte la proverbiale e secolare burocrazia mediterranea (ho vissuto a lungo in Italia, i miei anni più belli, per cui spero mi si perdonerá se critico qualche suo aspetto!), dall’altra l’attuale smania di controllo di tutti e su tutto… Spero comunque che, alla fine, il buon senso, con l’aiuto di tante persone che non si rassegnano a vivere in Walden 2 o nell’orwelliano 1984, avrà la meglio!

  2. Me lo auguro davvero, eldoctorhache! Personalmente credo sarà difficile che questo disegno di legge venga approvato così com’è, ma solo se la gente ne è a conoscenza ed ha l’opportunità di farsi sentire se non è d’accordo.

    Elenmire: il tuo è veramente un commento conciso e ricco di significato, complimenti!🙂

  3. AGGIORNAMENTO:
    Data l’immediata risposta dei blogger e netizen italiani, l’autore del citato decreto ha dichiarato: ” La legge si rivolge al mercato dell’editoria, cioè soltanto agli operatori professionali dell’informazione”.

    Spero in una doverosa riscrittura più precisa del decreto, allora.

  4. AGGIORNAMENTO:

    Riccardo Franco Levi modifica l’articolo 7 con un comma aggiuntivo che però non soddisfa ancora.

    http://punto-informatico.it/p.aspx?i=2099421

    Nel frattempo diventiamo lo zimbello del resto del mondo, per esempio il New York Times esce con un articolo intitolato: “A geriatric assault on Italy’s bloggers”…

    http://www.newsfood.com/Articolo/Italia/20071025-Times-Levi-Prodi-assalto-geriatrico-bloggers-italiani.asp

    C’è anche una video-intervista a Valentino Spataro (chi ha reso pubblico il decreto):

    http://www.masternewmedia.org/it/2007/10/25/editoria_online_ddl_leviprodi_e.htm

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