[Story] Riscoprire le proprie passioni

Succede spesso che impariamo fin da bambini a nascondere le nostre vere passioni e talenti, in favore di ciò che è “socialmente accettabile”. Potremmo essere stati contagiati dalle aspettative dei nostri genitori, o indotti erroneamente a credere da chi ci sta intorno e dagli stereotipi della società, che la nostra passione sia inutile, deprecabile o peggio pericolosa.

Il complesso delle tue passioni e talenti determina quella che potrei chiamare “vocazione”. E’ come una voce
che quando eri piccolo ti parlava forte e chiaro, ma crescendo si affievolisce sempre di più. In alcuni viene soppressa così fortemente, che diventa estremamente difficile riportarla in superficie, mentre in altri si è conservata intatta e cristallina.

Troppo spesso ci sentiamo inprigionati da lavori totalmente
insoddisfacenti, e di tanto in tanto molti sentono il desiderio di rientrare dopo tanto tempo in contatto con sè stessi. Molti si sentono come se stessero vivendo la vita di qualcun’altro. E questo perchè abbiamo rinunciato a essere noi stessi, e inseguiamo sogni che non sono i nostri.

Come ritrovare sè stessi? E’ un concetto molto ampio, ma interpretato magistralmente da Robbin Williams in “L’attimo fuggente”: “Figlioli, dovete combattere per trovare la vostra voce! Più tardi cominciate a farlo, e più grosso è il rischio di non trovarla affatto!”

Se vuoi approfondire, consiglio questa serie di post di Michelle Martin. Potrei anche pubblicare qui le traduzioni… Menziono anche il libro di Naomi Stephan.


Commenti

ISHIN (08/12/2007)

Leggi il mio ultimo post nel mio blog, lo trovi su tiscali blog..si chiama ishin.Parliamo della stessa cosa…il post si chiama "prendere contatto con se stessi"

Manuel (09/12/2007)

Lo leggerei volentieri, ma ho qualche difficiltà a trovare il tuo blog. Un link sarebbe utile…

ishin (10/12/2007)

un link?.scusate l’ignoranza ma non so cosa sia esattamente..provate con ishindenshin..

ishin (10/12/2007)

forse ti riferisci a questo http://ishindenshin.blog.tiscali.it//#

Manuel (10/12/2007)

Esattamente, proprio quello mi serviva

Bel post! Fa sempre piacere vedere qualcuno incamminato sul sentiero della consapevolezza, e se lungo la strada riesce anche a parlare con qualcuno del proprio viaggio ancora meglio!

ishin (11/12/2007)

…solitamente sono strade solitarie, nel senso che è veramente difficile parlare con qualcuno del tuo viaggio, forse un pò più semplice in rete per la grande quantità di gente con la quale riesci ad entrare i contatto….molti dei tuoi post, come l’ultimo, sono molto interessanti, scrivi cose che da un punto di vista psicologico hanno un certo spessore, ma dovi trovi tutta questa roba?

Manuel (11/12/2007)

Strade solitarie perchè la consapevolezza non può essere insegnata nè imparata, si può solo sperimentare. Ecco perchè per esempio Lao Tzu nel Tao Te Ching dice: "il Tao che può essere nominato, non è il vero Tao", e per lo stesso motivo in tutte le tradizioni "spirituali" si fa largo uso di simboli.

Per i post, ti ringrazio molto sono uno che legge molto e passa gran parte del suo tempo a riflettere e osservare. Quindi le fonti sono molto varie, e in mezzo ci sono anche i miei neuroni

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