Il metodo Montessori

Che cos’hanno in comune Larry Page e Sergey Brin (i fondatori di Google) con Jeff Bezos (il creatore di Amazon) e Jimmy Wales (che ha inventato Wikipedia)? Hanno tutti quanti frequentato scuole montessoriane.

Maria Montessori, definita nel 1913 dal Times "la donna più interessante d’Europa" è stata una persona straordinaria che ha sfidato l’ortodossia del suo tempo proponendo un metodo educativo radicalmente diverso da quelli tradizionali, rifacendosi alla pedagogia scientifica. A partire dalle sue ricerche e dal suo lavoro sono state aperte scuole in tutto il mondo che insegnano secondo il suo metodo (ce ne sono alcune anche in Italia, oltre che a convegni e conferenze sul tema).

Centrale per la Montessori è la libertà individuale dell’allievo, che viene incoraggiato a manifestare tutta la creatività di cui è capace e di scegliere le attività che più lo interessano. Da questa libertà individuale deve poi scaturire la disciplina che gli permetterà di regolarsi da solo quando dovrà seguire tutte le regole che la vita impone.

Pensiero che appartiene alla corrente dell’educazione progressista ("un sistema di insegnamento basato sui bisogni e sulle potenzialità del bambino piuttosto che sulle norme religiose e sulle convenzioni della società", come definito da e-Vocabolario), che nel frattempo si stava diffondendo in tutto il mondo (ad esempio la scuola di Summerhill di A. Neill, e quella aperta dal famoso filosofo e matematico Bertrand Russel) raccogliendo successi estremamente positivi, specialmente in quei casi di bambini ritenuti "difficili" dalle scuole tradizionali.


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