E' giusto punire tuo figlio?

Quando ho cominciato ad interessarmi seriamente alla psicologia, ho imparato quanto un bambino sia vulnerabile nei suoi primi anni di vita: è come una lavagna vuota che assorbe tutto quello che gli capita a tiro, che assimila ogni cosa che gli viene fatta e mostrata. I genitori naturalmente hanno un enorme potere suoi propri figlio, ma spesso purtroppo (a causa dell’ignoranza il più delle volte) finiscono per abusare di questa autorità.

Chi ha anche solo una superficiale infarinatura di psicologia (come me) sa che molti problemi che un adulto può avere risalgolo alla propria infanzia, non parlo necessariamente di psicopatologie quanto di scarsa autostima, problemi di ansia e simili. Se (beato te!) hai avuto un’infanzia felice con dei genitori amorevoli che hanno nutrito la fiducia in tè stesso, con tutta probabilità sarai (o sei già) un genitore esemplare; ma se appartieni alla maggioranza, allora è necessario che corra ai ripari per fare in modo che tu possa essere un ottimo padre o un’ottima madre per i tuoi figli. Anche se sei un’adolescente e non hai ancora figli.

Ma bando agli indugi e passo la parola agli esperti:


Commenti

Fanciullino (07/01/2008)

E’ già molto. Con questa infarinatura, dovrebbe venire a chiunque un pizzicore al naso, e far venire la voglia di approfondire.

Anche se ritengo distante il momento in cui avrò figli, ad ogni azione dei miei genitori con me, e ad ogni mia azione verso le sorelline o i bambini in generale, osservo sempre se l’efficacia della punizione o anche del comportamento tenuto sia positiva o meno. Spesso è negativa. Nessuno ci insegna a essere bravi genitori, dobbiamo rendercene conto da soli, mettendo in dubbio i metodi degli altri e anche i nostri. Forse non saremo dei genitori perfetti, ma possiamo insegnare ai nostri figli ad essere migliori di noi, che a loro volta faranno coi loro. Giungeremmo così ad un livello sociale ben diverso.
Questo vale in ogni campo sociale, non solo in famiglia.
.
Grazie dello spunto, Manuel.

Manuel (08/01/2008)

Grazie a te per contribuire alla discussione.

Quello del bravo genitore è un ruolo molto importante, che si basa si molte cose tra cui il proprio atteggiamento e la propria mentalità. Il cominciare a preoccuparsi di questo quando si sta per diventarlo è, nella maggior parte dei casi, troppo tardi.

Molto meglio cominciare presto con un’approccio "olistico", in cui migliorando sè stessi si migliora anche indirettamente la vita dei propri figli o di chiunque ci sta attorno.

Per quanto mi riguarda ho intenzione di fare questo favore a me stesso e a tutti quelli che mi conoscono

sad (25/08/2008)

ho 20 anni e mi ritrovo punita da mio padre,costretta a stare in casa per non so quanto solo perchè sabato sono tornata a casa alle 2 e ieri a mezzanotte e mezzo…la mia vita è un incubo!

Manuel (26/08/2008)

Ciao sad,

ti capisco. Pur essendo un maschio, ho subito anch’io una reazione da parte di mia madre paragonabile a quella di tuo padre quando avevo la tua età (cioè neanche tanto tempo fa).

Purtroppo si tratta del difficile processo di "emancipazione" in cui bisogna convincere i propri genitori di non essere più dei bambini e di poter badare a sè stessi.

E’ difficile, soprattutto per le ragazze. In tuo padre probabilmente c’è un groviglio di sentimenti che comprendono il voler proteggerti, la paura di perderti, la paura che possa fare stupidaggini, di essere raggirata, ecc.

Conosco ragazze che hanno genitori "illuminati", che hanno fiducia in loro e loro di conseguenza ricambiano con un comportamento corretto. Non hanno problemi di orario… Ma sono la minoranza.

E’ una fase difficile, ma sono certo che puoi tranquillamente superarla. In un modo o nell’altro devi far capire a tuo padre che sei una ragazza responsabile. Prova a parlare con lui in modo pacato e tranquillo, chiedigli quali sono le sue preoccupazioni e cerca di tranquillizzarlo. Ringrazialo per la sua premura. Mostrati disposta ad ascoltare quello che ha da dire, e se come penso alcune delle sue preoccupazioni sono puramente emotive allora tranquillizzalo.

Il mostrarti aperta alle sue preoccupazioni e l’agire in modo tranquillo è già di per sè una dimostrazione di maturità.

Magari potete concordare insieme un orario in cui tornare. All’inizio rispettalo, poi puoi cominciare a "sforare" di qualche minuto e un pò alla volta probabilmente le cose si aggiusteranno da sole.

Spero di esserti stato di aiuto! In ogni caso ricordati che la cosa non è così grave come sembra la soluzione è dietro l’angolo

Ciao!

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