Amare l'imperfezione

Quale integerrimo perfezionista, la possibilità di amare l’imperfezione era chiaramente inconcepibile. Tuttavia molto spesso mi sentivo frustrato, mi perdevo in particolari di poco conto e riuscivo a concludere ben poco laddove altri riuscivano a cavarsela senza troppi problemi. Riflettendoci ho capito ad un certo punto che il problema era la mia inflessibilità.

La mia tendenza è sempre stata l’inseguimento della "big picture", della visione d’insieme. Infatti in ogni momento quello che mi ritrovo a fare è cercare di generalizzare ogni mio pensiero per estrarne dei modelli e delle leggi "universali". Questo naturalmente a volte mi genera confusione perchè non è affatto facile raggiungere questa visione d’insieme, soprattutto all’inizio quando si hanno pochi elementi su cui lavorare. E da qui la frustrazione del non riuscire a capire, dell’avere per le mani tanti pezzi di un puzzle senza sapere come metterli insieme.

La frustrazione a lungo andare mi ha spinto a interrogarmi su questo mio modo di pensare, e allora mi sono accorto che per un buon 90% del tempo occorre lavorare con modelli e visioni incomplete del mondo. Se volevo migliorare la situazione dovevo imparare a muovermi nell’imperfezione, in altre parole ad accettarla.

E questa consapevolezza è stata una liberazione.


Commenti

Rod (21/04/2008)

Ciao!

E’ passato un po’ dall’ultimo commento, ma continuo a seguirti!

Interessante post che mi ricorda una mia situazione…

Abbastanza tempo fa, mi dicevo che la perfezione era il peggior difetto, ma che comunque era una buona meta verso cui orientarsi: tenere quindi la perfezione come riferimento senza mai raggiungerla. Intendevo una perfezione nel senso più elevato, che comprendesse ogni aspetto dell’essere (essere perfetto) e della vita.

Poi, pian piano, ho cominciato a cambiare il mio pensiero: una cosa può essere perfetta ed imperfetta allo stesso tempo, in base all’osservatore o alle necessità delle circostanze; a volte utilizziamo il termine "perfetto" per qualcosa non perchè lo sia effettivamente, ma perchè ci soddisfa molto.

Se non sbaglio, in ambito evolutivo l’imperfezione può essere vista come soluzione che porta al cambiamento e alla sopravvivenza, quando la precedente perfezione porta a staticità e morte.

Il discorso perfezione/imperfezione può essere molto lungo e si rischia di finire nelle seghe mentali (come si mettono i link a un altro post? ); entrambe sono importanti, necessarie e utili; comunque mi sembrano due concetti così dinamici e legati tra loro, che forse vengono indicati con termini troppo distintivi e statici… come dire "imperfetti"

E per non scrivere un intero post, saluto e rinnovo i complimenti al blog!

Ciao!

Rod

Manuel (22/04/2008)

Ciao Rod, grazie per i complimenti

E’ vero, perfezione e imperfezione sono due facce di una stessa medaglia. Yin e Yang. Comunque ora che ho identificato il problema delle seghe mentali ci sto attento.

Per quanto riguarda i link fino a che non trovo un modo migliore per inserirli bisogna fare copia e incolla dalla barra dell’indirizzo e metterli come testo normale. Ho anche notato che link particolarmente lunghi vengono tagliati… vedrò se riesco a sistemare la cosa!

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