Sconfiggere la timidezza

E’ stato un grosso problema per me durante la mia infanzia e adolescenza: ero di carattere introverso e per di più timido, una gran brutta combinazione. So cosa significa camminare per strada a testa bassa, e l’alzare lo sguardo spaurito solo per controllare se gli altri ti stanno guardando, con in testa solo la grande preoccupazione di capire cosa pensano di te. Conosco questa sensazione di sentirsi perennemente sotto esame da parte di tutto e tutti, così come la paura paralizzante che un qualsiasi passo falso comporterebbe un giudizio negativo, che appare come un pericolo molto reale…

Di natura molto riflessivo, ho tentato di analizzare il problema sotto vari punti vista per capire quale fosse la causa e come risolverlo. Ho sperimentato molti approcci fino a formarmi una mia idea (forse un pò inusuale) sull’argomento che mi ha portato a superarlo in larga misura.

I molti consigli che ho ricevuto e letto parlavano tutti di scarsa autostima e sicurezza in sè stessi, ma nessuno mi ha mai detto come fare effettivamente a liberarmi di quella pesante zavorra che inibiva la mia capacità di esprimermi liberamente in mezzo agli altri.

Ho già parlato di come la mente sia un formidabile strumento a tua disposizione, e a seconda di come venga usato può essere alternativamente il tuo più grande alleato o il tuo peggior nemico. Ci sono molti punti di vista con i quali si può osservare un problema: alcuni sono positivi e ti permettono di trovare la soluzione migliore, altri sono molto negativi e non fanno che peggiorarlo.Il

Il ruolo dell’autostima e della sicurezza in sè

Ad esempio, nel nostro caso non sono d’accordo nell’enfatizzare così tanto l’autostima e la sicurezza in sè stessi. L’autostima è un prodotto delle proprie azioni, quindi non ci sono tecniche che tengano se non l’esperienza e l’azione diretta. Inoltre, il fatto che la sicurezza in sè stessi sia un fattore tanto determinante non è altro che un mito: le persone veramente sicure sono molto poche, e anche quelle poche non lo sono in ogni momento. Sono due cose importanti certo, ma non sono il fattore primario che può curare la timidezza.

L’effetto più grave del focalizzarsi su di esse però, è che questo comporta un’ammissione implicita di "essere difettosi". Quando dici a te stesso che non hai abbastanza autostima, non stai facendo altro che dire: non valgo abbastanza! Come può questo aiutarti ad essere più sicuro di te?

Oltre l’autostima

No, il problema non è il valore effettivo della tua persona, è la percezione che hai di esso. La soluzione è essere coscienti di un semplice fatto: tu sei ok ADESSO, non sei una macchina difettosa che ha bisogno di pezzi di ricambio. Dentro di te hai già tutto quello che serve, sei una persona con propri interessi, pensieri, emozioni e un carattere che aspetta solo di essere espresso in ogni cosa che fai.

Il vero problema è il focalizzarsi troppo al proprio interno, al vivere nella propria testa creado paure e blocchi che non hanno nessuna attinenza con la realtà. Le relazioni sociali infatti, per essere vissute in modo sano richiedono di spostare la propria attenzione all’esterno verso l’altro.

Immergiti in situazioni sociali, esci dalla tua testa e focalizzati all’esterno, fai esperienza, impara a conosce le altre persone. Il vero processo per eliminare la timidezza consiste nella quotidiana diminuzione non nell’aumento: nel rimuovere gli ostacoli, i pensieri, che ti impediscono di manifestare liberamente la tua personalità.

Il tuo sentirti sempre giudicato, la tua paura di dire o fare la cosa sbagliata, il tuo sentirti a disagio in mezzo ad altre persone per un generale sentimento di inadeguatezza non sono altro che chiari esempi di seghe mentali.

Non barricarti dietro alla scusa dell’introversione: l’introversione è un orientamento psicologico, ma in realtà ognuno ha in sè la capacità di dirigere la prorpia attenzione all’esterno o all’interno di sè, quello che cambia è solo quello che si tende a fare normalmente. Tu puoi scegliere in ogni momento a cosa prestare attenzione.

In breve: tu sei ok adesso, perciò vivi nel presente!

Un’antica tecnica in aiuto

La tecnica di cui parlo è la meditazione, o come sarebbe più preciso chiamarla "contemplazione". Non è altro che un modo di essere in cui si esercita il controllo sulla propria mente in modo da poter vedere il mondo per come veramente è, non come ci appare filtrato attraverso innumerevoli convinzioni, condizionamenti e punti di vista parziali. In altre parole significa imparare a guardare ciò che ci circonda facendo fuori quei blocchi di cui parlavo prima, che è proprio quello che volevamo!

Non posso dilungarmi troppo sull’argomento, ma posso indicarti un paio di ottimi punti di partenza: "Come smettere di farsi le seghe mentali e godersi la vita" di Giulio C. Giacobbe e "Dovunque tu vada, ci sei già" di Jon Kabat-Zinn. Di solito non dò consigli sui libri, ma questi due sono davvero ottimi (e non prendo soldi da nessuno per dirlo).

Ultime parole

Non pretendo certo di avere la parola definitiva su un argomento tanto vasto come timidezza, nè tantomento di essere riuscito a comunicare tutto ciò che intendevo dire. Anzi, ci sarebbe state tante e tali cose da dire che questo post mi avrebbe preso un sacco di tempo e sarebbe stato piuttosto lungo… ammesso che fossi stato capace di organizzare tutti i miei pensieri in modo comprensibile a tutti.

In ogni caso spero di essere riuscito a farti riflettere e a darti un punto di partenza per raggiungere la libertà di essere te stesso senza la paura dell’opinione degli altri, questa è la cosa più importate!


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