Lettura Produttiva: Atto II

Integro il post precedente con alcune ottime idee di Brad Bollenbach dal suo 30 sleeps.

Come ho già detto, l’atteggiamento è importante quando si legge un libro da cui ti aspetti di acquisire nuove capacità e soluzioni: non basta leggere, bisogna assimilare e applicare. Brad suggerisce un’analogia con i computer: in un computer, prima si immettono dei dati (ad esempio digitandoli con la tastiera, la macchina procederà poi ad elaborarli e fornire degli altri dati in output come risultato. Il processo di apprendimento non è dissimile: oltre ad acquisire nuovi dati attraverso la lettura, dobbiamo elaborarli (assimilarli) e tradurli in output (azioni). Perchè in ultima analisi il valore di un’informazione si misura in base a quanto è utile in pratica, un concetto senza nessuna applicazione pratica non è altro che una sega mentale. L’obbiettivo è quello di estrarre il maggior valore possibile da quello che leggi.

Slow-Reading (Input)
Di conseguenza non devi misurare la tua produttività come lettore in base al numero di libri che hai letto, ma in base a quanto valore ne hai tratto, quanto quello che leggi ha cambiato e migliorato la tua vita. Lascia perdere lo speed-reading e coltiva lo slow-reading.

Il modo migliore per trarne valore è quello di CONCENTRARSI su un solo libro alla volta e usarlo per espandere i tuoi orizzonti mentali. Leggi lentamente e con attenzione. Portalo dovunque vai, leggilo, respiralo, vivilo. Immergiti totalmente nell’argomento e portalo nella tua vita di tutti i giorni.

Sii curioso, poniti molte domande su quello che stai leggendo: qual’è il problema che intendo risolvere? Qual’è la soluzione che propone l’autore? Quali sono i suoi vantaggi? E gli svantaggi?

Estrarre le idee principali (Elaborazione)
Una volta letto e assimilato i concetti, estrai le idee principali (prova con tre, ma puoi naturalmente variare il numero in base alle esigenze). Puoi scriverli in forma di punti, o anche in modo più prosaico, l’importante è usare le proprie parole. A questo punto stai elaborando una visione d’insieme di quello che hai letto, il che naturalmente è molto importante.

Potresti raccogliere queste "visioni d’insieme" in modo da poterle guardare anche dopo mesi e ricordarti a grandi linee il contenuto del libro. Potresti scriverle su carta e raccoglierle tutte insieme, oppure scrivere su pc e raccogliere tutto in un piccolo database.

Questa è lettura attiva.

Agisci (Output)
L’obbiettivo finale: l’azione informata. Agisci immediatamente in base a quello che leggi, fai gli esercizi se ce ne sono, metti in pratica subito.

Compila liste di cose da fare mentre leggi e sfruttale subito. Sperimenta.

Se i risultati non sono ottimi è normale: ritenta e rileggi, ripensa a quello che hai imparato.


Commenti

Rod (19/07/2008)

Ciao!

In effetti, dopo aver letto l’altro post sulla "Lettura Produttiva" avevo visto l’articolo su 30sleeps e m’ero detto "che coincidenza, lo stesso argomento!"
Comunque, se non ricordo male, ne avevi già parlato in un precedente post.

Concordo con il post e mi ricorda un po’ il sistema da usare per lo studio (estrazione idee, farsi domande…); comunque non sottovaluterei la lettura rapida, non mi viene ancora così automatica, ma inizia a venirmi un po’ più naturale. Ad esempio l’ho usata per buona parte delle 7 regole di Covey e non ho notato differenze nella comprensione rispetto una lettura normale. Da notare che con "lettura" (rapida o meno) intendo la semplice azione di leggere un testo, separandola dai quesiti e dai pensieri che poi ci si pongono sul testo letto.

Potrebbe essere una cosa naturale, conoscevo una persona che leggeva velocemente d’istinto e senza problemi di comprensione. Semmai, quando si legge rapidamente, istintivamente si tende ad arrivare il prima possibile alla fine del libro, come se lettura rapida significhi leggere tutto e subito. Uno può leggere lento o breve a seconda di come si sente, ma dovrebbe fermarsi di tanto in tanto per farsi le domande, gli esercizi e i ragionamenti di cui parlavi, riguardo a quanto letto fino a quel punto.

L’assimilazione e l’elaborazione possono avvenire, magari non entrambe, sia velocemente che lentamente, dipende da se stessi e dall’argomento e forse l’allenamento e le conoscienze passate aiutano.

Mi pare che capiti qualcosa del genere nello studio: una persona può capire un concetto all’istante, mentre ad un’altra può servire più tempo, forse perchè una è più "portata" per l’argomento trattato oppure perchè è "più in sintonia" con il modo di spiegare dell’insegnante; con altri argomenti le due persone potrebbero invertirsi.

Ciao! (E ovviamente mi son dilungato… sorry )

Manuel (24/07/2008)

Ciao Rod!

Commento interessante. Si, probabilmente è possibile allenarsi per aumentare la velocità di lettura/comprensione (io stesso sono abbastanza lento, anche se ho un amico che è una scheggia) e sicuramente ne vale la pena.

Ma penso il problema sia più l’*atteggiamento* che si può avere: se il tuo obbiettivo è leggere il più possibile invece che comprendere il più possibile allora credo sia un tipo di focus errato.

Ciao!

Un pensiero su “Lettura Produttiva: Atto II

  1. Pingback: Readability: di nuovo il piacere di leggere | La Via SenzaNome

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