Focus, sovraccarico cognitivo e produttività

L’information-overload è un problema recente, acuito a livelli praticamente insostenibili dai mezzi di comunicazione globali sui quali regna internet. Siamo immersi da una quantità di informazioni superiore alla nostra capacità di processarle e assimilarle. Ma sono davvero necessarie tutte queste informazioni? Dovremmo ritornare forse al medioevo de-alfabetizzandoci?

Teoria del pendolo

Credo che quello che stiamo vivendo sia un periodo di assestamento necessario per trovare l’equilibrio. Questo mi porta alla teoria del pendolo (l’idea non è mia): quando si parla di un fenomeno in cui si possono manifestare due estremi (cioè praticamente qualsiasi cosa secondo il wu-wei), per trovare l’equilibrio tra di essi dobbiamo provarli entrambi. Nel nostro caso, dopo una generale alfabetizzazione, abbiamo sorpassato il giusto mezzo e stiamo dirigendoci per direttissima verso l’estremo dell’iper-informazione.

I danni li cominciamo a vedere oggi, ci sono moltissimi esperti, scrittori e scienziati che si sono accorti del fenomeno (tra quali la leggenda vivente Donald Knuth). E’ stato scritto anche almeno un libro in proposito ("Distracted: The erosion" di Meggie Jackson).

L’altra faccia dello stesso problema: il multitasking
Tutti quelli che si interessano di produttività e time-management conoscono il "virus" del multitasking, ovvero il voler svolgere più attività allo stesso tempo. Questo porta inevitabilmente a performance nel migliore dei casi mediocri in ogni attività coinvolta. Si ha l’illusione di fare più cose ma è solo un abbaglio.

La soluzione migliore, come sostengono i suddetti esperti, è quella di concentrarsi su un solo lavoro alla volta, a cui dedicare la completa ATTENZIONE.

La chiave di volta: il FOCUS
Il fattore chiave coinvolto in questi problemi è lo stesso: il FOCUS. O come viene più comunemente definita, attenzione. La tua attenzione è una risorsa limitata e le risorse mentali che possediamo (memoria, conoscenze, ragionamento) funzionano e vengono attivate in ogni momento verso una direzione specifica determinata dal focus.

Puoi pensarla come un fascio luminoso: a parità di energia maggiore è l’area illuminata minore sarà la luminosità per unità spaziale. Pensa che un fascio luminoso particolarmente concentrato (un laser) può anche essere in grado di forare lastre metalliche… Inoltre sono sicuro che qualcuno di quelli che leggeranno questo post avranno provato almeno una volta a dar fuoco a un foglio di carta concentrando i raggi del sole su di esso con una lente.

Tornando all’attenzione, maggiori sono le cose tra cui dividi l’attenzione, minori saranno le risorse mentali utilizzate per ognuno e di conseguenza minore sarà il risultato di quello che avremmo potuto ottenere focalizzandoci su uno soltanto alla volta. Senza contare che certi compiti richiedono l’entrare in uno stato mentale chiamato "flusso creativo", nel quale ovviamente possiamo entrare solo concentrando la TOTALITA’ della nostra attenzione su un’unica cosa.

Allo stesso modo, quando dividiamo la nostra attenzione tra troppe informazioni, non siamo in grado di allocare le risorse mentali necessarie per capirle appieno e farle fruttare, così ci troviamo a "scorrere" un sacco di roba in modo troppo approssimativo, illudendoci di incrementare la nostra conoscenza. No, la conoscenza richiede attenzione.

A volte il problema, come fa notare Marco Calamari, è che non potendo mettere in campo il lavoro di comprensione e assimilazione necessario finiamo per accettare certe informazioni come vere senza verificarle escludendo tutte le altre che non collimano con la nostra visione della realtà "prefabbricata". L’information-overload può avere come sintomo anche la disattivazione del senso critico… molto male.

La soluzione?
Semplice: fare una cosa alla volta e ridurre il numero di informazioni a cui ci sottoponiamo. Non sono per nulla d’accordo con l’idea dei "tuttologhi" promossa da così tanti giochi a quiz televisivi. Io sono per la qualità sopra la quantità.


Commenti

Rod (26/07/2008)

Ciao! come sempre un bel post su cui riflettere

Su sta cosa del multitasking, no-multitasking, fare una cosa per volta… ho sempre un piccolo dubbio spero non stupido: ma quando si parla di multitasking o di fare più cose assieme, s’intende farle nello stesso momento tipo svolgere un progetto mentre si guarda la televisione? Oppure il multitasking comprende anche chi nell’arco della giornata svolge più attività in momenti diversi? (E nel secondo caso non bisogna esagerare)

Io credo s’intenda il primo caso, ma certe volte mi pare sia usato anche per il secondo.

Esisterebbe pure un terzo caso a cui ho sentito abbinare il termine multitasking: fare varie brevi cose una dietro l’altra che sembra quasi di farle assieme, non so se mi spiego.

Infine, avevi sentito la teoria secondo cui le donne sono molto più portate al multitasking? Specie se mamme

Ciao!

Manuel (27/07/2008)

Ciao Rod! Ti ringrazio

Multitasking vuol dire dividere la propria attenzione fra più attività, che possono essere o meno in contemporanea.

Lo svolgere un progetto mentre si guarda la tv è un esempio di multitasking in cui si fanno due cose assimeme, un altro è quando svolgi un progetto e ad un certo punto ti metti a controllare le email, o ricevi una telefonata o altro.

Il secondo caso è una forma di multitasking in cui spezziamo la concentrazione che abbiamo per saltare da un compito all’altro. Per esempio compiliamo un documento, interropiamo e passiamo a leggere un paper per poi interrompere la lettura per tornare al documento (che non ha nulla a che vedere col paper). Lo stato mentale produttivo chiamato flusso creativo richiede un certo tempo per essere "ingranato", e le distrazioni non fanno che impedire l’entrare in questo stato.

Se invece, i compiti sono brevi e li si porta a termine completamente prima di passare al successivo non lo definirei multitasking perchè la concentrazione in questo caso passa naturalmente dall’uno all’altro.

Sul fatto che le donne siano più portate a questo fenomeno lo sapevo. So anche di qualche esperimento fatto in proposito: le donne se la cavano bene con attività che richiedono rapidi cambiamenti di focus, mentre gli uomini con attività che richiedono forte concentrazione (il tutto naturalmente in genere, dovuto ad alcune differenze naurologiche, poi è chiaro che ci siano eccezzioni).

Ciao!

ishin (27/07/2008)

…mi sa che sono affetta dalla sidrome di multitasking, anche io sono per il lavoro di qualità. M a che ne dici di un’attività principale e poi espandere le proprie conoscenze anche in altri settori, c redo che questo porti alla flessibilità. Non mi piace l’idea di conoscere solo un settore specifico. Io sono un ‘amante della conoscenza e per me interessarsi solo di una cosa sarebbe come sprecare una vita!

Manuel (27/07/2008)

Ishin, sono perfettamente d’accordo con te! Quello che intendi tu l’avevo già sintetizzato in un precedente post:

http://viasenzanome.com/archives/66-Miglioramento-Crescita-verticale-e-laterale.html

Quello di cui parlo, è che il modo corretto di procedere è quello di concentrarsi su una sola cosa in ogni istante, dedicarle tutte le proprie facoltà mentali e non ad un solo problema alla volta. Poi ovviamente è un’ottima cosa avere più interessi diversi per crescere "orizzontalmente"

Rod (28/07/2008)

Grazie della risposta, è come immaginavo.

Non dovrebbe essere considerato multitasking quando uno si programma più attività nella giornata, ne fa una poi passa alla seconda, poi alla terza, ma senza tornare alla prima o saltare avanti e indietro tra una ed un’altra nello stesso giorno. Che poi questo è anche il suggerimento di vari articoli e testi sull’organizzazione.

Purtroppo spesso il multitasking non dipende dal singolo: io ad esempio lavoro come programmatore e non è facile evitare il multitasking in un open-space in cui bisogna fare anche da assistenza tecnica (anche le distrazioni esterne sono task anche se non volute )

Ciao!

Rod

Manuel (04/08/2008)

Precisamente!

Sul fatto che nell’ambiente IT purtroppo sia pratica comune ne ero a conoscenza e tu hai confermato questo fatto. Qui ho la sensazione che ci sia una scelta da fare: o la produttività o un tuttofare.

La programmazione è un’attività che richiede molta concentrazione, e le distrazioni certamente non fanno bene…

Un pensiero su “Focus, sovraccarico cognitivo e produttività

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