Essere controversi: essere amati

Non potrai mai piacere a tutti. Il massimo possibile è essere anonimo ed essere ignorato da tutti. Poniti come piccolo traguardo quello di essere controverso. Esprimiti liberamente, senza paura, portando allo scoperto quello che sei. Ci saranno delle persone a cui non andrai a genio certo, ma allo stesso modo scoprirai che ce ne sono altre che ti adorano per ciò che sei.

Sei una persona, non un pupazzo! Definisci, sii consapevole dei tuoi valori, confini personali e regole di condotta. Rispettale e falle rispettare. La gente a volte non sarà d’accordo, ma in genere si tende a portare più rispetto a chi ha il coraggio di sostenere ciò in cui crede piuttosto che a un “invertebrato” che annuisce sempre (per paura o per calcolo).

Se hai il coraggio di mostrarti al mondo, tenderai naturalmente a gravitare attorno a persone simili con cui ti trovi bene. Il che, penso, sia già un motivo sufficiente: poter avere relazioni significative senza doverti reprimere e adattare annullandoti lungo la strada.

Inoltre, cercare di cambiare un’altra persona è una perdita di tempo. Puoi solo darle una mano se è lei a chiedertelo o comunque ha intenzione di migliorarsi. Il più delle volte non è così. Passa oltre, e cerca la compagnia di altre più meritevoli o comunque diverse. Non devi soffrire per forza, tu puoi scegliere.

Ma non avere paura o rimproverarti: cadere si può, e si deve se si vuole crescere. L’importante è rialzarsi più forti e migliori di prima.

Una carrellata di concetti diversi, buttati giù di getto. Ma importanti penso.

Verità

La verità è tutta intorno a te. E’ nell’aria che respiri, nel cibo che mangi, nelle persone che incontri. Sta nel sole che ti illumina il cammino, nella pioggia che ti bagna la pelle. Sta nell’amore dei tuoi genitori, nel cuore straziato che ti ha lasciato una persona amata anni fa, nel sorriso dei tuoi figli. Sta anche nell’auto che ha travolto tuo zio ed in quella che ti ha accompagnato all’altare da tua moglie o marito. La verità è dovunque, ti circonda in ogni momento della tua vita. La domanda è: tu sei pronto per vederla?

La maggior parte delle persone vive la maggior parte del tempo in un’allucinazione, una “realtà” filtrata dalle proprie convinzioni, paure e aspirazioni. Solo di tanto in tanto, magicamente, per qualche evento particolare che ci accade, riusciamo a dare una sbirciata oltre il velo e a cogliere un frammento di questa verità.

Probabilmente è anche una forma di auto-protezione che mettiamo inconsciamente in atto per proteggere il castello di carte delle nostre “certezze” così faticosamente costruito. A volte, vedere e accogliere la realtà significa ammettere degli sbagli e riconoscere dei difetti in noi, e questo manco a dirlo non è facile. Ma questa protezione, che prezzo ha? Quello di non farci vedere le cose per quello che sono e di farci compiere degli sbagli che avremmo potuto evitare facilmente se solo avessimo avuto il coraggio e la volotà di ammettere la verità con noi stessi.

A volte, la testa deve vincere sul cuore.

Lo facciamo tutti, non dovresti sentirti in colpa per questo. Solo ricorda, di tanto in tanto, di tirare fuori la testa dalla sabbia e guardarti attorno con umiltà e coraggio.

I veri illuminati sono quelli che hanno affrontato la realtà, hanno scostato il velo e ora camminano a testa alta, guardando la Realtà negli occhi.

Internet è la nuova TV

Una cosa di cui mi sono accorto, una trappola in cui molti cascano (lo so perchè ci sono caduto dentro anche io, e con entrambi i piedi) è quella di entrare nel ruolo esclusivo di consumatori.

Mi spiego meglio: ricordi quando eri bambino? Probabilmente, come me e molti altri, i tuoi genitori ti avranno rotto parecchio le scatole perchè passavi le giornate davanti alla TV a guardare passivamente i programmi. “Esci un pò all’aria aperta” ti dicevano. E avevano ragione naturalmente. Ma ora abbiamo internet! Non si tratta solo più di consumare, ma puoi tu stesso produrre qualcosa e condividerlo con tutto il mondo! Non è più un mezzo di comunicazione read-only come la televisione, è read-write!

Più o meno… sicuramente in linea di principio tutto questo è vero, ma lo schema che vedo praticamente sempre è questo: persone che essenzialmente passano il proprio tempo a “navigare”, al massimo scrivendo qualche commento su facebook o qualche tweet. La stragrande maggioranza di utenti di internet sono dei consumatori che passano il loro tempo online a “scorrere” articoli e guardare foto o video. Internet è diventata la nuova televisione.

Quando mi sono reso conto di questo, sono stato un pò colto dal panico e dall’amarezza ripensando a quanto tempo io e tanti altri buttiamo via senza ricavarne praticamente nulla. Evadere di tanto in tanto è necessario e va bene, ma la soddisfazione vera e propria, la realizzazione e l’arricchimento di sè stessi (e degli altri) deriva dal creare, non dal consumare ciecamente e passivamente.

Forse è il caso che limiti un pò la tua navigazione e cominci a dedicare del tempo a esprimerti. Altrimenti rischi di cominciare a convincerti che non hai nulla da dare e, tragicamente, cominceresti a ragionare con la testa di qualcun altro invece che con la tua. Se ti limiti a leggere e non vivi e sperimenti ciò che hai in mente, rischi di sconnetterti gradualmente dalla realtà. Tieni i piedi per terra, fidati di te e delle tue capacità e CREA. Sei vivo anche per questo.

PS: Se sei una persona che passa molto tempo online, prova a pensare a come sarebbe se limitassi un pò questo tempo e ne dedicassi una parte a esprimerti e creare qualcosa… Naturalmente, questo blog sarebbe comunque una buona lettura 😀

La mia personale idea sulle scuse e i giudizi

Questo è un “guest-post” scritto da Giorgia, che ha qualcosa di importate da dire ed ha trovato in questo piccolo angolo di cyberspazio un posto in cui poterlo fare. Le do un caloroso benvenuto e speriamo che questo articolo possa farci riflettere e, perchè no, ispirarci ad agire e dare il meglio senza metterci da soli i bastoni tra le ruote.


Facciamo il doppio della fatica, in genere: una per costruirci una scusa credibile per non fare le cose, e l’altra perchè, se davvero vogliamo, ad un certo punto ci tocca abbatterla. E facciamo un’altra doppia fatica: una per fare le cose, una per valutarle e bocciarle.

E spesso la scusa è nata o perchè non vogliamo che gli altri ci vedano sbagliare o dire una scemenza, o che vedano che non diventiamo quello che da piccoli promettevamo di essere, o che non ci vedano diventare quello che loro vogliono, o perchè non vogliamo ammettere a noi stessi che anche noi possiamo avere delle difficoltà ed essere stanchi. Ebbene, abbiamo il diritto di essere stanchi, ma non quello di essere vigliacchi. E abbiamo il diritto di non dare retta a quello che gli altri vogliono farci fare, a meno che non ci stiano avvertendo che una macchina ci sta per investire o che c’è un verme nell’insalata.

Se hai una buona scusa, non usarla. Non giustificarti con gli altri perchè fai fatica, o hai avuto un fallimento. Non trovare scuse nè con te nè con gli altri.
Pasteur era paralitico, Beethoven era sordo e Tatcherary scriveva satire anche se l’adorata moglie era diventata pazza. Non si sono messi i bastoni fra le ruote da soli, perchè erano troppo impegnati a lavorare.

Metterci i bastoni fra le ruote è il lavoro degli altri, quindi lasciamoglielo fare. Bocciarci all’esame è compito del professore, non nostro, quindi all’esame ci devi andare. Il tuo compito non è darti il voto, ma studiare. Bocciare un manoscritto è compito di una casa editrice, non nostro. Lasciamoglielo fare. Rifiutare un progetto è compito del nostro capo, il tuo compito è proporlo. Se ci mettiamo a pensare così, il nostro carico di lavoro diminuisce, perchè smettiamo di fare anche il lavoro dei nostri giudici.
Questo non significa buttarci a produrre una quantità industriale di lavoro febbrile e a vanvera, o che dobbiamo ottusamente sostenere le nostre ragioni sempre e comunque, ma che una volta che ci siamo dati un obiettivo di qualità arriviamoci e basta.

Salpa dal porto sicuro ed esplora!

“Twenty years from now you will be more disappointed by the things that you didn’t do than by the ones you did do. So throw off the bowlines. Sail away from the safe harbor. Catch the trade winds in your sails. Explore. Dream. Discover.” – Mark Twain

Vent’anni da adesso sarai deluso più dalle cose che non hai fatto piuttosto che da quelle che hai fatto. Quindi leva l’ancora. Salpa dal porto sicuro. Cattura il vento nelle tue vele. Esplora. Sogna. Scopri.