Internet è la nuova TV

Una cosa di cui mi sono accorto, una trappola in cui molti cascano (lo so perchè ci sono caduto dentro anche io, e con entrambi i piedi) è quella di entrare nel ruolo esclusivo di consumatori.

Mi spiego meglio: ricordi quando eri bambino? Probabilmente, come me e molti altri, i tuoi genitori ti avranno rotto parecchio le scatole perchè passavi le giornate davanti alla TV a guardare passivamente i programmi. “Esci un pò all’aria aperta” ti dicevano. E avevano ragione naturalmente. Ma ora abbiamo internet! Non si tratta solo più di consumare, ma puoi tu stesso produrre qualcosa e condividerlo con tutto il mondo! Non è più un mezzo di comunicazione read-only come la televisione, è read-write!

Più o meno… sicuramente in linea di principio tutto questo è vero, ma lo schema che vedo praticamente sempre è questo: persone che essenzialmente passano il proprio tempo a “navigare”, al massimo scrivendo qualche commento su facebook o qualche tweet. La stragrande maggioranza di utenti di internet sono dei consumatori che passano il loro tempo online a “scorrere” articoli e guardare foto o video. Internet è diventata la nuova televisione.

Quando mi sono reso conto di questo, sono stato un pò colto dal panico e dall’amarezza ripensando a quanto tempo io e tanti altri buttiamo via senza ricavarne praticamente nulla. Evadere di tanto in tanto è necessario e va bene, ma la soddisfazione vera e propria, la realizzazione e l’arricchimento di sè stessi (e degli altri) deriva dal creare, non dal consumare ciecamente e passivamente.

Forse è il caso che limiti un pò la tua navigazione e cominci a dedicare del tempo a esprimerti. Altrimenti rischi di cominciare a convincerti che non hai nulla da dare e, tragicamente, cominceresti a ragionare con la testa di qualcun altro invece che con la tua. Se ti limiti a leggere e non vivi e sperimenti ciò che hai in mente, rischi di sconnetterti gradualmente dalla realtà. Tieni i piedi per terra, fidati di te e delle tue capacità e CREA. Sei vivo anche per questo.

PS: Se sei una persona che passa molto tempo online, prova a pensare a come sarebbe se limitassi un pò questo tempo e ne dedicassi una parte a esprimerti e creare qualcosa… Naturalmente, questo blog sarebbe comunque una buona lettura 😀

La mia personale idea sulle scuse e i giudizi

Questo è un “guest-post” scritto da Giorgia, che ha qualcosa di importate da dire ed ha trovato in questo piccolo angolo di cyberspazio un posto in cui poterlo fare. Le do un caloroso benvenuto e speriamo che questo articolo possa farci riflettere e, perchè no, ispirarci ad agire e dare il meglio senza metterci da soli i bastoni tra le ruote.


Facciamo il doppio della fatica, in genere: una per costruirci una scusa credibile per non fare le cose, e l’altra perchè, se davvero vogliamo, ad un certo punto ci tocca abbatterla. E facciamo un’altra doppia fatica: una per fare le cose, una per valutarle e bocciarle.

E spesso la scusa è nata o perchè non vogliamo che gli altri ci vedano sbagliare o dire una scemenza, o che vedano che non diventiamo quello che da piccoli promettevamo di essere, o che non ci vedano diventare quello che loro vogliono, o perchè non vogliamo ammettere a noi stessi che anche noi possiamo avere delle difficoltà ed essere stanchi. Ebbene, abbiamo il diritto di essere stanchi, ma non quello di essere vigliacchi. E abbiamo il diritto di non dare retta a quello che gli altri vogliono farci fare, a meno che non ci stiano avvertendo che una macchina ci sta per investire o che c’è un verme nell’insalata.

Se hai una buona scusa, non usarla. Non giustificarti con gli altri perchè fai fatica, o hai avuto un fallimento. Non trovare scuse nè con te nè con gli altri.
Pasteur era paralitico, Beethoven era sordo e Tatcherary scriveva satire anche se l’adorata moglie era diventata pazza. Non si sono messi i bastoni fra le ruote da soli, perchè erano troppo impegnati a lavorare.

Metterci i bastoni fra le ruote è il lavoro degli altri, quindi lasciamoglielo fare. Bocciarci all’esame è compito del professore, non nostro, quindi all’esame ci devi andare. Il tuo compito non è darti il voto, ma studiare. Bocciare un manoscritto è compito di una casa editrice, non nostro. Lasciamoglielo fare. Rifiutare un progetto è compito del nostro capo, il tuo compito è proporlo. Se ci mettiamo a pensare così, il nostro carico di lavoro diminuisce, perchè smettiamo di fare anche il lavoro dei nostri giudici.
Questo non significa buttarci a produrre una quantità industriale di lavoro febbrile e a vanvera, o che dobbiamo ottusamente sostenere le nostre ragioni sempre e comunque, ma che una volta che ci siamo dati un obiettivo di qualità arriviamoci e basta.

Salpa dal porto sicuro ed esplora!

“Twenty years from now you will be more disappointed by the things that you didn’t do than by the ones you did do. So throw off the bowlines. Sail away from the safe harbor. Catch the trade winds in your sails. Explore. Dream. Discover.” – Mark Twain

Vent’anni da adesso sarai deluso più dalle cose che non hai fatto piuttosto che da quelle che hai fatto. Quindi leva l’ancora. Salpa dal porto sicuro. Cattura il vento nelle tue vele. Esplora. Sogna. Scopri.

Stimola l’ispirazione

Moleskine

Foto di to01

L’ispirazione non può essere creata, solo incoraggiata.

Se sei un pensatore (o una pensatrice) che esplora attivamente la vita e tutti gli insegnamenti che offre, e se vuoi veramente imparare qualcosa invece di lasciarti scivolare addosso tutte le gemme che incotri lungo il cammino come fa la maggior parte della gente, allora portati sempre dietro un pezzo di carta ed una penna per catturare in modo libero i tuoi pensieri.

Tieni con te questi strumenti e vivi consapevolmente la tua vita giorno dopo giorno. Quando noti qualcosa, quando sbagli o quando ti viene in mente una buona idea, scrivila.

Vedrai che come si dice “l’appetito vien mangiando” e in breve tempo le idee cominceranno a scorrere sempre più copiose fino a che riempirai taccuini su taccuini 🙂

Scrivere i propri pensieri e ragionamenti è catartico, aiuta ad elaborarli e chiarirli, ti consente di apprendere e analizzare meglio ciò che ti accade. Inoltre, fa sempre bene ogni tanto ricordare ciò che si è già realizzato in passato.

Riordinare con il “metodo della lavagna bianca”

Il caos, il disordine, la scrivania piena zeppa di cose per lo più inutili in realtà il più delle volte distraggono, stressano e diminuiscono la tua produttività. Anche se non te ne rendi conto.

Semplificare e riordinare togliendo il superfluo e lasciando l’essenziale non è sempre facile. Ben presto si presentano i dubbi classici: “posso veramente fare a meno di questo?”, “e se poi me ne pento?”, “forse un giorno mi servirà ancora”. Affrontare questi dubbi alla lunga stanca e potresti scoprire di avere ancora un gran disordine.

Un metodo alternativo è quello di procedere al contrario: togliere tutto di mezzo e tirare fuori solo ed esclusivamente ciò che serve veramente, quando serve. Dopo qualche settimana o mese si può eliminare ciò che è rimasto riposto perchè con tutta probabilità non servirà più.

Effetto collaterale è che con questo atteggiamento (partire da zero e aggiungere solo ciò che è empiricamente necessario) si evita anche di accumulare ulteriore caos in futuro e di spendere soldi inutilmente.

Metodo che già utilizzavo in parte da tempo, ma grazie a Jeffrey Tang per il post.

Coraggio, osa!

“Life is either a daring adventure or nothing. Security does not exist in nature, nor do the children of men as a whole experience it. Avoiding danger is no safer in the long run than exposure.” -Helen Keller

La vita o è un’audace avventura oppure non è nulla. La sicurezza non esiste in natura, e nemmeno i figli degli uomini ne fanno mai veramente esperienza. Evitare il pericolo nel lungo termine non è più sicuro dell’esposizione. (Libera traduzione)