La mia personale idea sulle scuse e i giudizi

Questo è un “guest-post” scritto da Giorgia, che ha qualcosa di importate da dire ed ha trovato in questo piccolo angolo di cyberspazio un posto in cui poterlo fare. Le do un caloroso benvenuto e speriamo che questo articolo possa farci riflettere e, perchè no, ispirarci ad agire e dare il meglio senza metterci da soli i bastoni tra le ruote.


Facciamo il doppio della fatica, in genere: una per costruirci una scusa credibile per non fare le cose, e l’altra perchè, se davvero vogliamo, ad un certo punto ci tocca abbatterla. E facciamo un’altra doppia fatica: una per fare le cose, una per valutarle e bocciarle.

E spesso la scusa è nata o perchè non vogliamo che gli altri ci vedano sbagliare o dire una scemenza, o che vedano che non diventiamo quello che da piccoli promettevamo di essere, o che non ci vedano diventare quello che loro vogliono, o perchè non vogliamo ammettere a noi stessi che anche noi possiamo avere delle difficoltà ed essere stanchi. Ebbene, abbiamo il diritto di essere stanchi, ma non quello di essere vigliacchi. E abbiamo il diritto di non dare retta a quello che gli altri vogliono farci fare, a meno che non ci stiano avvertendo che una macchina ci sta per investire o che c’è un verme nell’insalata.

Se hai una buona scusa, non usarla. Non giustificarti con gli altri perchè fai fatica, o hai avuto un fallimento. Non trovare scuse nè con te nè con gli altri.
Pasteur era paralitico, Beethoven era sordo e Tatcherary scriveva satire anche se l’adorata moglie era diventata pazza. Non si sono messi i bastoni fra le ruote da soli, perchè erano troppo impegnati a lavorare.

Metterci i bastoni fra le ruote è il lavoro degli altri, quindi lasciamoglielo fare. Bocciarci all’esame è compito del professore, non nostro, quindi all’esame ci devi andare. Il tuo compito non è darti il voto, ma studiare. Bocciare un manoscritto è compito di una casa editrice, non nostro. Lasciamoglielo fare. Rifiutare un progetto è compito del nostro capo, il tuo compito è proporlo. Se ci mettiamo a pensare così, il nostro carico di lavoro diminuisce, perchè smettiamo di fare anche il lavoro dei nostri giudici.
Questo non significa buttarci a produrre una quantità industriale di lavoro febbrile e a vanvera, o che dobbiamo ottusamente sostenere le nostre ragioni sempre e comunque, ma che una volta che ci siamo dati un obiettivo di qualità arriviamoci e basta.
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Accetta il peggio e sii libero

Come ho già scritto in passato, con tutta probabilità sei in qualche misura vittima delle tue paure. Certo, la paura è un’emozione necessaria a volte, ma in molti casi non fa altro che frenarti impedendoti di esprimere tutto il tuo potenziale.

Se sei timido, taciturno e non riesci a relazionarti come vorresti con gli altri, allora probabilmente sei frenato dalle tue paure: paura del giudizio degli altri, paura di scoprire di essere imperfetto, etc. etc. Non sei tu ad essere “difettoso”.

Ragionandoci un pò si può arrivare a capire che queste paure sono limitanti e infondate, ma raramente questo basta a superarle. Oltre alla mera comprensione serve anche fare esperienza e sperimentare questa nuova consapevolezza. Indubbiamente è tutt’altro che facile e non è una cosa che può accadere dall’oggi al domani. Come fare?

Quando ti trovi in una situazione in cui puoi esprimerti, prova a pensare a quale potrebbe essere la conseguenza peggiore che ti può accadere se lo fai. Immaginala pure nei suoi particolari, non giudicare osserva e basta. Ora accetta le conseguenze e fallo a testa bassa. Ci vuole coraggio, ma dopo le prime volte diverrà lentamente più facile perchè dimostrerai a te stesso ad un livello profondo che quelle tue paure sono per lo più irrazionali e i vantaggi che ne derivi superandole ti aiuteranno molto nel compiuto.

Così diverrai veramente libero. Libero di essere te stesso, di esprimerti senza reticenze. Di camminare a testa alta e dire “Io sono qua“. Accetta il peggio e goditi la libertà di ESSERE.

Rabbia

Non cercare di dimenticare il dolore e le ferite che hai subito fino ad oggi. Non cercare di sublimare la rabbia e lasciartela alle spalle, USALA per cambiare la tua vita. Il passato è passato, e il futuro viene deciso da quello che fai e pensi ora.

Ho deciso di arrabbiarmi di più e meglio. Finora sono stato l’incarnazione della pazienza, ma la repressione della rabbia (così come ogni genere di repressione), porta a lungo andare a problemi di vario genere. L’ira è un sentimentimento negativo, ma se viene usato può diventare uno strumento di cambiamento.

Dimostrare

Dimostrare il proprio affetto. Non vuote parole, azione. Una dimostrazione d’amore vale più di mille parole.

Non serve a nulla avere buoni propositi e parlarne, serve AGIREEEE!!! Se non agisci non puoi pretendere nulla, se vuoi far capire a quella persona che ci tieni a lei devo farglielo capire non con con le parole, che sono facili da dire e falsificare, ma con le azioni che invece parlano forte e chiaro.