Velocità di comunicazione

Spesso se il lavoro richiesto per prepararsi a qualcosa è maggiore dello sforzo da impiegare nel farla, la cosa diventa decisamente inconveniente.

Se per scrivere un breve post ci vogliono pochi minuti, ma per pubblicarlo attraverso una connessione lenta e per di più altalenante (collegarsi al sito, fare il login, caricare l’interfaccia di editing, incollare il post già scritto, evidenziare le parti importanti, cercare un’immagine da inserire nell’articolo, inserirla, imprecare a wordpress per farla visualizzare nel modo corretto, visualizzare l’anteprima, correggere e pubblicare) ci vuole minimo mezz’ora, ecco che la cosa diventa piuttosto… pesante.

Se poi mischiamo a questo anche altri millantaimpegni il quadro che ne emerge dipinge il postare degli articoli un’impresa erculea.

Fortunatamente sto sperimentando (a partire da questo stesso post)  nell’utilizzare un client per il blogging che mi permetterà (almeno in teoria), di scrivere post offline per poi pubblicarli con un click una volta connesso senza bisogno di attraversare tutto lo snervante iter sopra descritto.

Il che però vorrà anche dire che non ci saranno immagini ad accompagnare i post. Peccato, visto che servono a fissare meglio i concetti e rendere più gradevole la lettura, ma a volte si devono adottare dei compromessi.

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Musica

Inauguro con questo post una nuova sezione che sta diventando una parte sempre più importante nella mia esistenza. Si tratta di un altro aspetto della comunicazione e della realtà, tanto importante che Schopenhauer la definisce così:

“[…] conoscenza libera e disinteressata delle Idee, essa prende in considerazione le Essenze, non le forme; in particolare, la musica, non avendo contenuto rappresentativo, è immediata e catartica.”

E’ da poco più di un anno che studio seriamente la chitarra, e me ne sto letteralmente innamorando sempre di più. Per molti versi la si può assimilare alle arti marziali: tramite il duro lavoro, la passione e la tenacia si è in grado di arrivare dovunque. E questo è un modo come un altro per dimostrarlo a se stessi e agli altri.

Divergenze

In questo periodo sto studiando gli scritti di Jung e mi sto rendendo conto di molte cose. Una di queste è l’enorme differenza tra i due tipi psicologici: introversione ed estroversione. Questa differenza ha prodotto lungo tutta la storia dell’umanità, scontri di opinione che hanno infiammato le varie epoche. Si tratta di due modi completamente diversi di concepire l’esistenza.

Non c’è un modo giusto ed uno sbagliato di vedere le cose, sono entrambi corretti. Io sono decisamente introverso, ma conoscere le meccaniche che stanno dietro l’introversione, e la comprensione dell’estroversione stanno letteralmente dischiudendomi un mare di possibilità.

E’ come se fin’ora avessi avuto tanti pezzi di un puzzle senza correlazione apparente, e con questo nuovo pezzo fossi riuscito a ricomporre quasi magicamente il quadro.

Sento che in me si sta creando una visione nuova, forse più completa. Una prima conseguenza di questo è l’aggiungere il confronto alla riflessione. Sto scoprendo veramente quanto lo scambio di idee possa essere fruttuoso per due persone che vedono la realtà in modo radicalmente differente. Basti vedere il fitto dialogo epistolare tra Schiller (introverso) e Goethe (estroverso): ognuno dei due ha compreso almeno in parte la disposizione psicologica dell’altro e ha acquisito una visione più completa. Ed è ciò che spero di avere l’opportunità di fare anch’io.

Wiki e conoscenza collettiva.

Ho deciso di cominciare una nuova avventura, che spero possa portare a un miglioramento della mia persona. Ho deciso di cominciare ad esplorare e a contribuire al progetto Wikipedia.

E’ un bene avere delle opinioni personali, ma una cosa di cui intendo beneficiare è la discussione di una determinata materia per arrivare ad un punto di vista neutrale. La considero un po’ come una palestra per il senso critico.

Senza contare che mi interessa anche esplorare i meccanismi sociali che la fanno funzionare. E’ impossibile arrivare ad un punto di vista oggettivo, dato che ognuno ha la sua opinione (volente o nolente), ma ci si può provare confrontando e magari riportando tutte le opinioni in merito per lasciare che sia il lettore a farsene un’opinione.

Non so come andrà a finire, ma la prospettiva di arricchire le mie esperienze è allettante. Forse, ma non vorrei spingermi troppo oltre, il concetto di wiki potrebbe rappresentare l’unione tra lo sviluppo della conoscenza collettiva con la conoscenza individuale (vedi Jung e Schiller).

Innocenza

Oggi ho visto un bambino ed una bambina giocare insieme, l’innocenza di due creature che si vogliono bene. Perchè invece i nostri rapporti sono così difficili? Sono più complicati? No, siamo NOI a essere più complicati. Cosa proveremmo se provassimo a tornare all’innocenza originaria che un tempo ci apparteneva? La vita potrebbe solo migliorare.