Resa dei conti

Torno qui, a scrivere di me. Torno perchè non si finisce mai di imparare, perchè non c’è limite a quello che si può migliorare. Continuo a capire sempre cose nuove di me, una di queste è che pur essendo di carattere introverso e con una predisposizione all’intelletto, per effetto della compensazione nel mio inconscio si agita un mare si sentimenti e passioni selvagge e incontrollate.
Quel meccanismo che fa tendere tutto all’equilibrio, vale anche per l’interiorità. “Come sopra, così in basso”, dicono gli ermetici.

Il modo di vivere è tendere al continuo miglioramento e la mia netta propensione per il concetto di infinito è dovuta al fatto che la mia attenzione, le mie energie psichiche sono quasi totalmente rivolte all’Io immutabile. Questa mia continua ricerca di stabilità mi ha portato a respingere la mia parte sentimentale nell’inconscio, e a temerla anche, perchè in grado di distruggere ogni logica come un torrente che violentemente straripa allargando i confini del mio essere.

Voglio imparare a valorizzare la mia parte inconscia portandola in superficie in modo controllato, per evitare che questo torrente possa travolgere me e chi mi sta accanto in modo indiscriminato. Voglio imparare che a volte il razio deve saper mettersi da parte e dar via libera all’istinto. Just do it!!!

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Divergenze

In questo periodo sto studiando gli scritti di Jung e mi sto rendendo conto di molte cose. Una di queste è l’enorme differenza tra i due tipi psicologici: introversione ed estroversione. Questa differenza ha prodotto lungo tutta la storia dell’umanità, scontri di opinione che hanno infiammato le varie epoche. Si tratta di due modi completamente diversi di concepire l’esistenza.

Non c’è un modo giusto ed uno sbagliato di vedere le cose, sono entrambi corretti. Io sono decisamente introverso, ma conoscere le meccaniche che stanno dietro l’introversione, e la comprensione dell’estroversione stanno letteralmente dischiudendomi un mare di possibilità.

E’ come se fin’ora avessi avuto tanti pezzi di un puzzle senza correlazione apparente, e con questo nuovo pezzo fossi riuscito a ricomporre quasi magicamente il quadro.

Sento che in me si sta creando una visione nuova, forse più completa. Una prima conseguenza di questo è l’aggiungere il confronto alla riflessione. Sto scoprendo veramente quanto lo scambio di idee possa essere fruttuoso per due persone che vedono la realtà in modo radicalmente differente. Basti vedere il fitto dialogo epistolare tra Schiller (introverso) e Goethe (estroverso): ognuno dei due ha compreso almeno in parte la disposizione psicologica dell’altro e ha acquisito una visione più completa. Ed è ciò che spero di avere l’opportunità di fare anch’io.