Creatività e inconscio

Avere la mente improvvisamente invasa dalle idee, dopo un periodo di relativa inattività. Così tante da non riuscire ad afferrarne che una piccola parte. Il giorno prima non pensavi a nulla di particolare, e il giorno dopo ti trovi assediato da una miriade di idee elettrizzanti: acquisisci nuovi interessi e rispolveri quelli vecchi. E’ il periodo più fecondo per la sintesi.

In realtà, anche se consciamente non stai lavorando, dentro di te non smetti mai di elaborare. Qual’è l’essenza della creatività? Come fanno i geni a creare nuovi marchingegni, nuovi dipinti, nuove sinfonie? E’ questione di tecnica? Di fantasia? Da quello che so, un vero creativo non si arrovella torturando la propria mente per trovare nuove strade. Egli semplicemente tiene gli occhi aperti, la verità è qui, bisogna solo mettersi in grado di coglierla. Leggi, osserva, ascolta. Il tuo inconscio farà il resto. Al momento giusto l’idea ti attraverserà la mente come un fulmine a ciel sereno.

Se chiedi ad uno scrittore professionista come fa a farsi venire le idee per i suoi romanzi, ti dirà che è inutile mettersi il foglio bianco (o il portatile) davanti e sforzarsi di scrivere. La cosa giusta da fare è uscire, osservare la realtà di tutti i giorni e portarsi sempre dietro un taccuino per annotare le idee che vengono man mano. Prova a farci caso: nell’arco della giornata, quanti pensieri nuovi ti passano per la testa? Probabilmente molti. Il fatto è che normalmente, come sono venuti, se ne vanno come nuvole sospinte dal vento.

Le forzature non servono, ciò che serve è consapevolezza del mondo che ci circonda e fiducia nelle proprie risorse.

2 pensieri su “Creatività e inconscio

  1. Sono completamente d’accordo con te. Ma permettimi di aggiungere un particolare, cui credo profondamente: l’ispirazione, se così vogliamo chiamarla, bisogna aspettarla – a mio giudizio – con un atteggiamento attivo, laborioso. Un eccellente musicista spagnolo, Amadeo Vives, amava appunto dire che l’ispirazione andava attesa lavorando, non con indolenza. È tutto un atteggiamento fatto appunto di quella “consapevolezza”, di quella “fiducia”, di cui parli e anche del “taccuino” come simbolo della disponibilità a carpire il primo volo dell’ispirazione.
    Leggere i tuoi post è sempre un immenso piacere. Grazie!

  2. Grazie a te per i tuoi commenti! Naturalmente, un’attesa dell’ispirazione passiva, raramente porta qualcosa di buono. Sarebbe come sdraiarsi sotto un albero di fichi sperando che prima o poi un colpo di vento te ne faccia cadere uno in bocca. Meglio invece farsi una bella passeggiata; probabilmente, poco lontano c’è un bastone che può essere usato per scuotere i rami.

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