Questa è la traduzione dei passi principali di un articolo di Jonathan Rauch sul “The Atlantic” intitolato Caring for your introvert, in cui un introverso spiega agli estroversi cos’è l’introversione e come averci a che fare. Troppo spesso noi introversi siamo fraintesi e trattati ingiustamente come disadattati. Consiglio anche di dare un’occhiata ad un mio precendente post dedicato agli introversi su come essere felici.
Gli introversi possono anche essere in molti, ma sono anche tra i più fraintesi e bistrattati in America, e forse nel mondo.
Oh, per anni l’ho negato. Dopotutto io ho buone abilità sociali. Non sono nè asociale nè misantropo. Di solito. Non sono per nulla timido. Amo avere lunghe conversazioni che esplorano pensieri intimi e appassionati interessi, ma almeno io mi sono accettato e dichiarato per come sono ai miei amici e colleghi. Facendo così, mi sono trovato liberato da tanti dannosi fraintendimenti e stereotipi. Ora sono qui per dirti cosa devi sapere per comportarti con sensibilità e supportare un membro della tua famiglia, un amico o un collega introverso. Ricorda: qualcuno che conosci, rispetti e con cui interagisci ogni giorno è introverso, e probabilmente lo stai trattando male.
Cos’è l’introversione?
[...] Gli introversi non sono necessariamente timidi. Le persone timide sono ansiose e spaventate o auto-lesioniste in ambiti sociali; gli introversi generalmente no. Gli introversi non sono misantropi, anche se alcuni di noi leggono Sartre e dicono “l’inferno sono le altre persone a colazione.” Piuttosto, gli introversi sono persone che trovano le altre persone stancanti.
Gli estroversi sono energizzati dalle altre persone, e appassiscono o si deprimono quando sono sole. Spesso sembrano annoiati da sè stessi, in entrambi i sensi. Lascia un estroverso per due minuti da solo e prenderà in mano il suo cellulare. In contrasto, dopo un ora o due di essere socialmente “attivi”, noi introversi abbiamo bisogno di “spegnerci” e ricaricare le pile. La mia formula è grossomodo due ore da solo per ogni ora di socializzazione. Questo non è essere asociali. Non è un segno di depressione. Non richiede cure. Per gli introversi, stare da soli coi propri pensieri è riposante come dormire, nutriente come il mangiare. Il nostro motto è: “Io sono ok, tu sei ok. In piccole dosi.”
Quante persone sono introverse?
Ho condotto un’esaustiva ricerca su questa questione, nella forma di una rapida ricerca su Google. La risposta: circa il 25%. Oppure: appena meno della metà. Oppure (il mio favorito) “la minoranza nella popolazione normale, ma la maggioranza nella popolazione dotata.”
Gli introversi sono fraintesi?
Enormemente. [...] Gli estroversi sono facili da capire per gli introversi, perchè gli estroversi spendono così tanto del loro tempo comunicando chi sono in loquaci (e spesso inevitabili) interazioni con le altre persone. [...] La la strada non è a doppio senso: gli estroversi capiscono poco o nulla dell’introversione. Essi assumono che la compagnia, specialmente la loro, sia sempre la benvenuta. Non possono immaginare il perchè qualcuno avrebbe bisogno di stare da solo; invece, si offendono quando gli viene suggerito.
Gli introversi sono oppressi?
Gli estroversi quindi dominano la vita pubblica. Ed è un peccato. Se noi introversi mandassimo avanti il mondo, senza dubbio sarebbe un posto più calmo, sano e pacifico. Come si suppone che Coolidge abbia detto: “non lo sai che 4/5 di tutti i nostri problemi scomparirebbero se solo ci sedessimo e ci ragionassimo?”
Con il loro insaziabile appetito per la conversazione e l’attenzione, gli estroversi dominano la vita sociale, in questo modo tendono a fissare delle aspettative. Nella nostra società estrovertistica essere aperti è considerato normale e quindi desiderabile, un marchio di felicità, sicurezza, leadership. Gli estroversi sono visti come generosi, vibranti, caldi, empatici. [...] Gli introversi sono descritti con parole come: difesivo, solitario, riservato, taciturno. Parole nient’affatto generose, parole che suggeriscono una parsimonia emozionale e una personalità minore. Sospetto siano le introverse donne a soffrire di più per queste incomprensioni.
Gli introversi sono arroganti?
Difficilmente. Suppongo sia un fraintendimento comune che ha a che fare con l’essere più intelligente, riflessivo, indipendente, raffinato e sensibile di un estroverso. Inoltre, è probabilmente dovuto alla nostra mancanza di volontà di “chiacchierare”, una mancanza che frequentemente gli estroversi scambiano per disdegno. Noi tendiamo a pensare invece che a parlare, dove invece gli estroversi tendono a pensare parlando, il che è il motivo per cui i loro meeting non durano mai meno di sei ore.
Come posso far sapere ad un introverso nella mia vita che lo supporto e rispetto la sua scelta?
Primo, riconosci che non è una scelta. Non è uno stile di vita. E’ un’orientamento.
Secondo, quando vedi un introverso perso nei propri pensieri, non chiedergli “Cosa c’è che non va?” oppure “Va tutto bene?”
Terzo, non dire niente.
Devo stampare questo post e attaccarmelo sulla schiena, in particolar modo le ultime righe!
Molto interessanti gli argomenti di cui tratti, sono mesi che leggo senza mai commentare, ma quelle ultime righe appunto (Secondo, quando vedi un introverso perso nei propri pensieri, non chiedergli “Cosa c’è che non va?” oppure “Va tutto bene?”
Terzo, non dire niente.) mi hanno strappato un sorriso a 50 denti!
Riguardo le donne… Vero si soffre di più. E’ innegabile che nella società odierna devono faticare il doppio dei maschietti per avere lo stesso successo, se poi sono anche introverse è finita, e vengono pure classificate come “acide”!
E a volte tocca fingere di essere estroverse. A me è capitato, ho finto per 3-4 anni un’eccessivo trasporto verso gli altri. Ho compreso tante cose, ma è stato davvero stancante. E non ne vale la pena, ho una marea di amici che si chiedono il perché pur essendo io così (cito) simpatica, socievole, disponibile, dolce etc etc all’università e in attività varie, poi quando si tratta del tempo libero mi “concedo” pochissimo.
La cosa triste che ti invidio è che io non sono riuscita mai a spiegare a nessuno la teoria della “pila” senza essere presa per asociale.
Grazie Elenmire, felice di aver contribuito a farti sorridere
per quanto riguarda la teoria della “pila”, non è necessario che la comprendano veramente, quello che conta è che la accettino. Gli amici veri lo fanno volentieri.
terzo ..non dire niente…..e in rapporto di coppia come si dovrebbe stare insieme dopo un litigio??????…l’introverso non parla ed è difficile capirlo…..???????
Attenzione, l’introverso ha meno bisogno di stare in compagnia di un estroverso ed è più propenso all’introspezione, ma è anche vero che il dialogo è un ingrediente fondamentale di un rapporto di coppia. Non conosco la vostra situazione, ma secondo la mia umile opinione unendo il rispetto con la comprensione, la calma e il dialogo si possono superare molti ostacoli.
Auguri di cuore giulia!
ciao ,di orientamento sono introverso, e posso dire dire che gli introversi cambiano da persona a persona, ce ne sono molti in giro che conosco succubi del loro personaggio, per carita ognuno di noi ha una maschera ma la mascera che indossa l’introverso e diversa dagli estroversi, generalmente veniamo fraintesi, passiamo da confusi o nn convinti di cio che facciao, io di persona lo vedo ogni giorno, gli estroversi publicano le loro idee si fanno avanti si gettano disinvolti, personalmente pochi riflettono su cio che fanno, se nn riflettono loro figuriamoci chi li segue, hanno per forza bisogno di fare i vissuti, a mio avviso sembra sono quel che fanno, e facile x me giudicare, viviamo in un era in declino, tutti hanno paura tutti cercano una speranza tutti si sentono soli anche in mezzo agli amici, personalmente trovare una persona introversa felice è assai difficile, noi nn siamo ne i depressi ne gli anziosi, siamo solo piu realisti di molti, nn promettiamo nulla , chiediamo solo di essere lasciati in pace…….
non voglio una ragazza convinta di se, nn voglio far finta di essere convinto
A.Dezi
…senza parole….complimenti….
Beh, grazie Simona
Ciao A.Dezi,
e’ un argomento complesso e anche dopo che ho pubblicato questo post ho continuato a maturare la mia visione personale. E’ questione appunto di orientamento, di modi di vedere il mondo e quindi di modi di vivere la vita.
Per me la priorità è quella di essere felice. Alla fine non mi interessano più di tanto le etichette, quello che mi chiedo ogni giorno è: sono felice? Perchè? Cosa posso fare per avvicinarmici?
Secondo me (senza offesa ovviamente) la tua è una razionalizzazione a posteriori in cui cerchi delle giustificazioni logiche per come sei attualmente. Per come la vedo io, si può sempre fare qualcosa per migliorare la situazione. Se non sei contento di come vanno le cose, cerca un modo per cambiarle (o meglio cambiare tu).
L’introversione è un’orientamento, ma nulla ti impedisce di sviluppare la tua persona in modo tale da rendere questa distinzione intro/estro-versi insignificante.
Ciao!
So di essere estroversa e mi riconosco pienamente nella descrizione data degli estroversi. Nessun’estroverso può negarlo.
Mi sto interessando al mondo degli introversi perché ho finalmente capito o accettato che il mio ragazzo lo é. Devo ammettere che si tratta di un mondo talmente diverso dal mio che non mi sono mai soffermata a cercare di capire chi sono gli introversi, come vivono la vita e quali disagi essi hanno. Solo ora me ne rendo conto e solo ora ripenso a quante volte ho detto o fatto azioni negative nei confronti di persone che io avevo classificato come taciturne, poco solari od entusiaste. Solo leggendo il tuo articolo ho capito o meglio, ho aperto gli occhi! La cosa che in questi ultimi giorni mi ha aiutata ad aiutare il mio ragazzo é stata proprio quella di stare (per una volta) zitta e lasciarlo navigare nei suoi pensieri. È vero, non c’é cosa peggiore che chiedere in continuazione ad un introverso “cosa c’é che non va?”
Quindi grazie per avermi aiutata a capire ma non esagerare su certe cose. Saremo anche estroversi ma non siamo ignoranti e nemmeno insensibili o menefreghisti, semplicemente non conosciamo l’introversione, non abbiate paura a spiegarla ai vostri amici.
Ciao Ciao
Sono felice di esserti stato di aiuto, anzi, di esserVI stato di aiuto.
Introversione ed estroversione sono due orientamenti psicologici ma lungi da me il proclamarne uno superiore all’altro. Ognuno ha i suoi punti di forza e i suoi punti deboli, non è certo mia intenzione denigrare gli estroversi tutt’altro.
Quello che serve è comprensione reciproca.
Grazie Barbara per il tuo commento!
io sono molto introverso e leggendo questo articolo ho capito due cose:
1)che ci sono tanti altri/e introversi/se
2)che l’introversione ha pure dei lati positivi,infatti io prima di fare qualcosa rifletto quasi sempre(a volte no)
pure per poco ma in questo modo le mie azioni sono sempre calme e non fatte cosi a casaccio.
nell’essere introversi non c’è niente di male.
ciao
Accidenti, sto imparando a capire bene una persona introversa proprio in questi mesi, ed è la persona che amo di più al mondo. Tante volte ho sbagliato a chiedergli in modo insistente “Che cosa c’è che non va?” mentre per quella persona andava tutto bene, e a volte dal mio chiaccherare, vedendolo sempre silenzioso, quasi assorto nei suoi pensieri, sembrava che non mi ascoltasse o non gli interessasse quello che gli stavo dicendo. E talvolta mi chiudevo nel silenzio, in difficoltà perché molte volte dava per scontato che arrivassi a capire che lui è fatto così e che a lui non piace parlare o magari dire certe cose a voce, ma spiegandole a gesti. E magicamente si preoccupava quando mi mettevo in silenzio a cercare di arrivare alla sua mente. E’ più facile capire il consimile, ma il diverso spesso lo si bolla come qualcosa di male. E tutto questo non l’ho mai fatto e lo reputo veramente sbagliato. Non ho mai fatto una colpa al mio ragazzo di essere introverso, ma ho sempre cercato di venire incontro alle sue esigenze … standomene zitta e buona e lasciandolo fare. A me piace comunicare con lui, ma mi rendo anche conto che non posso tirargli fuori le parole con le pinze! E’ qualcosa di faticoso, e ora sto imparando ad accettare che parlerà quando ha voglia, quando se la sente, e che non per questo quando è immerso nel suo mondo non vuol dire che non gli interesso più o (peggio) è arrabbiato con me. Quante volte mi sono fatta dei film inutili, cercando di capire che cosa avessi fatto di male, ripercorrendo quanto detto. E’ meglio lasciare i giusti spazi che spettano al proprio compagno introverso, perché poi, dopo mi dimostra veramente quanto ci tiene a me, anche per questa mia volontà di capirlo al meglio e non farlo sentire a disagio, che già in passato altre persone l’hanno fatto sentire a disagio abbastanza per il suo carattere. Io lo amo così com’è e farò quanto mi è possibile per renderlo felice, anche se sono estroversa e mi piace scrivergli o dirgli tante cose.
Rilassati Alexis, evita di farti film mentali inutili e accettalo. Io sono come lui per quanto riguarda questo aspetto del carattere quindi posso dirti questo: lui è fortunato ad averti, perchè non è da tutti cercare di capire e venire incontro alla persona amata.
E dato che siamo simili
ti posso dire anche: non farti problemi a parlare con lui, scrivergli e dirgli tante cose. A lui non fa altro che piacere! E’ introverso, si trova a suo agio da solo (e ogni tanto ha bisogno di un poco di tempo per sè) ma adora stare in tua compagnia, sentirti parlare e condividere il suo tempo con te. Lui ti ascolta sempre, te lo garantisco ed è contento che tu sia al suo fianco. Non interpretare il suo silenzio come un sentirsi a disagio o avere problemi, ti abituerai.
Perciò, come recita il clichè: sii te stessa, non preoccuparti troppo e goditi il tempo che passate insieme. Apriti pure, fidati, stai tranquilla e parla con lui. E tutto andrà a gonfie vele.
Tanti auguri Alexis!
Guarda, ti posso dire che i film li ho abbandonati da qualche settimana, e sto molto meglio. Ora, per lo spazio per sé, l’ho appena lasciato un’oretta in santa pace a combinare le sue cose … E, accogliendolo con un sorriso, era molto contento di questo, l’ha notato … e me l’ha pure detto. Wow! O__O A rilassarsi si ottengono tante cose, e di certo non cambierò la mia natura “chiacchierina” nei suoi confronti, anche perché se mi cerca sempre, vuol dire che gli piaccio così
Grazie di cuore, terrò molto a mente questo post ed i tuoi consigli, e continuerò a venirgli incontro
Hai visto?
Esattamente, a lui piaci come sei ci scommetto. Tanti auguri a tutti e due
Partendo dal presupposto che le diversità, tra le persone, costituiscono interesse e ricchezza. E che è d’obbligo rispettare l’essere di ognuno.
Dico, da estroverso, che io non sono tutto il tempo estroverso, che penso ad alta voce, che chiacchero a tutti i costi. Ho momenti di estroversione, altri di necessaria riflessione, sto più in silenzio, ricarico le pile della mente.
Pensando alle caratteristiche degli introversi e leggendo i vostri post, noto tanta delizia nel cogliere quelle piccole perle che loro concedono, il piacere di sforzarsi per capirli e per compiacerli, lo stupore davanti a piccoli loro gesti.
Non dico che questo non possa provocare piacere, ma vuoi mettere la solarità di una persona estroversa? Parlo di un’estroversione equilibrata, non dell’essere logorroico o “posseduto” da qualche estranea entità. Un’estroversione che ti fa capire facilmente l’altro, che ti permette di comunicare bene (e attenzione, anche l’estroverso può parlare con piccoli gesti ed il linguaggio del corpo), che ti dice la cosa giusta, ti da la carica. Un’estroversione misurata che ti permette di dialogare e scambiare idee, imparare. No, mi dispiace: l’introversione, se profonda, non la trovo interessante ne’ utile alla comunicazione tra individui.
Per me costituisce quasi sempre inutile spreco delle mie energie.
Qui è necessario fare qualche precisazione. Ricordiamoci che l’introversione/estroversione è un’orientamento psicologico (uno di tanti teorizzati dagli psicologi, vedi uno dei modelli più recente), e non dobbiamo cadere preda di errori cognitivi come la stereotipizzazione e il pensiero bianco/nero.
L’introversione/estroversione non sono due stati, bensì due estremi di uno spettro. Quindi uno può essere poco o molto introverso.
Inoltre, il fatto che io sia introverso è una mia “preferenza”, un’impostazione, un modo di essere, ma nulla mi vieta di essere estroverso e socievole quando voglio. Se vogliamo questo orientamento psicologico è il punto di partenza e ciò che uno può chiamare “casa”, ma siamo esseri intelligenti e capaci in qualche misura di scegliere il modo in cui ci comportiamo e il destino a cui andiamo incontro.
Un introverso può benissimo essere socievole e imparare ad esserlo più spesso (tra l’altro ormai si sa che l’interazione con gli altri è una componente fondamentale della felicità), così come un estroverso può imparare ad essere più riflessivo e ad esercitare l’introspezione (che non è un’orientamento ma un’azione).
In linea generale sono d’accordo con quanto hai detto. Sono diffidente riguardo gli estremi (sia da una parte che dall’altra) e penso che qualunque orientamento uno abbia possa ottenere grandi benefici nel cercare di comprendere l’altro. Credo che nessuno dei due sia più giusto o positivo dell’altro, credo invece che se uno (indipendentemente dal punto di partenza) è in grado sia di interagire profiquamente con gli altri e trarne piacere, sia di riflettere ed esercitare l’introspezione, allora ecco una persona con grandi potenzialità.
Sono molto contento per quello che hai scritto.
Sento che hai capito a fondo il mio pensiero.
Condivido la tua risposta, i migliori saluti.
Le vostre parole mi stanno dando molti spunti di riflessione…
Da un anno e mezzo ho una bella storia con un ragazzo a mio parere piuttosto introverso. Pur riuscendo ad essere piacevole e brillante in compagnia, ama molto stare per conto suo, parla poco e soprattutto non esprime mai quello che prova a parole.
A volte mi disorienta, lo ammetto: esattamente come già descritto, partono i viaggi mentali del tipo “cosa ho fatto”, “che ha oggi”, “non gli interessa parlare con me”, “non ha molta voglia di sentirmi”. Anche se poi viene tutto compensato con slanci di affetto e dimostrazioni di attenzione davvero tenere.
Mi chiedo spesso come fare. Nel senso… come fare per farlo felice. Vorrei riuscire a capirlo veramente, e vorrei che lo sentisse pure lui. A volte sbaglio! Non sono mai troppo pesante (c’è molta ironia e complicità tra noi), però le cose tipo “hai il muso?”, oppure “sei scorbutico!” mi escono…
Mi chiedo poi… A me viene spontaneo urlare ai quattro venti il bene che gli voglio, e dire a tutti di noi… A lui no. E’ normale questa cosa? Per una persona introversa, intendo… E’ normale che non senta il bisogno di esternare tutto?
Grazie! ^^
Ciao Melody, scusa il ritardo (soggetto per un post a sè).
Allora, quale introverso posso dire di capire lui. Ed in quanto studioso della cosa e assiduo sperimentatore posso dire di afferrare anche il tuo punto di vista.
Come fare per renderlo felice? I suoi slanci di affetto nei tuoi confronti mi fanno intuire che probabilmente lo è già. Abbi pazienza, e ricordati che se non parla quanto vorresti molto probabilmente non è perchè ce l’ha con te.
Per quanto riguarda le tue domande: dipende. Probabilmente non ne ha bisogno così spesso. Non so da quanto state insieme, ma posso dirti con sicurezza che gli introversi molto spesso possono essere i più teneri e passionali
Dagli tempo, stagli vicino e lasciagli un pò di spazio di tanto in tanto dimostrandogli che lo capisci e rispetti, ed al tempo stesso facendogli capire che se ha bisogno sei sempre al suo fianco.
Non so se sono stato sufficientemente chiaro, purtroppo sto poco bene. Spero di essere riuscito a rendere ciò che volevo dire in modo intelliggibile.
Sono anni che mi faccio un sacco di problemi, soprattutto da un anno e mezzo a questa parte, da quando sto con il mio ragazzo che è un timido/estroverso, sembra un paradosso ma è così! In realtà è timido perchè non gli piace stare al centro dell’attenzione, umile, ma se non esce una sera va in paranoia! Deve essere sempre circondato da persone, non sa stare solo. Io sono esattamente il suo contrario, non sono poi così timida, ma tendezialmente piuttosto introversa, amo il rapporto con il singolo individuo, il gruppo mi stanca molto, mi sono trovata tantissimo nella “teoria della pila” il fatto è che dopo un po mi auto-escludo mentalmente dal gruppo, mi sono chiesta più di una volta ma: “ma cos’ho che non va? Perchè mi sento in questo modo?” dopo un anno di tentativi e di finta estroversione sono molto stanca in alcuni periodi l’ansia si attanagliava di me perchè il pensiero dominante era “devo uscire, devo uscire, devo uscire, su simo ti devi sforzare di essere un po più sociale” Ma la realtà era che lo sforzarmi in questo modo in provocava solo inutile ansia e stress. Il fatto è che non è facile, quando tutta la società considera questo tuo orientamento sbagliato o a volte addirittura una malattia.
L’introversione è una cosa, la timidezza un’altra. Come hai avuto modo di sperimentare, esistono estroversi timidi ed introversi non timidi.
La timidezza è in genere una sorta di “blocco” nell’esprimersi in pubblico che deriva da una serie di paure (paura del giudizio altrui, di fare brutta figura, di non avere nulla di utile da dire, etc). In questo senso può essere effettivamente un handicap in molti casi.
L’introversione d’altro canto è un orientamente psicologico che indica quanto una persona è orientata all’introspezione (detta in soldoni).
Da parte mia, causa anche di vari fattori personali, mi sono sforzato di diventare più socievole. Durante questo periodo ho imparato moltissimo sugli altri e su me stesso. Ho imparato a spingermi di più e ad ascoltare me stesso, capendo quando un “non ho voglia di uscire oggi” è dettato dal bisogno di riposo e quando invece da ansie che poco hanno a che vedere con l’essere introverso.
Per questo mio modo di essere, i miei amici lo sanno e lo rispettano. Ho adottato un’attitudine del tipo “io sono così, prendere o lasciare”. Quando superi le prime inerzie e ti fai conoscere per quello che sei, le persone che ti vogliono bene ti accettano senza problemi.
Il problema può nascere con persone che non ti conoscono e che sono troppo “chiuse” mentalmente per capire che genere di persona sei. A quel punto è una tua scelta se farglielo vedere oppure lasciare che coltivino questa idea sbagliata.
sono in una problematica molto difficle…amo un inroverso…ci vediamo ogni 15gg. e quando vado da lui..prima era piu’ espansivo nel fatto che si mostrava in un certo modo e poi a distanza di mesi non lo e’ piu’….si chiude in se stesso…se abbiamo una discursione non mi chiama x gg….e se io ho ragione o no…cerco di essere la prima a dialogare e far finta che nulla e successo…ma quando sono con lui si barica dentro di se…se ha dei problemi ne parla con me appertamente e dovo avermelo detto non lo senti piu’ per ore…io ormai so che e’ cosi lo lascio in pace mi dedico ad altro anche se passiamo escluso la notte 8 ore totali insime e vorrei che almeno per quel giorno che sono con lui dopo 15gg…stia con me …sono io che lo stimolo a molte cose se no si sdrai sul diveno e io faccio parte della tapezzeria…e vero che ha avuto esperenze in passato negative come me…ma il passato e’ passato e bisogna guardare avanti nel migliore dei modi…mentre lui e sempre attaccato al passato…e a volte e difficle capirlo…forse perche’ io sono ottimista nonostante il mio passato travagliato…so essere tranquilla saper ascoltare dare un mio punto di vista al diffuori di lui…ma cio’ nonostante tutto…si isola per ore e con lui passo pocchissimo tempo…odio l’amore ci rendi un po visionari..ma l’amo…e credo che quello che faccio per lui sia la cosa migliore..spero…grazie mery
E’ un bel problema. Io posso darti la mia opinione cara Mery, una decisione su come procedere puoi prenderla solo tu.
Credo che in ultima analisi ci siano alcune domande a cui devi trovare una risposta riguardo questo tuo rapporto con lui. Cerca di essere onesta con te stessa e che cosa fare forse si renderà chiaro:
Essere introversi va bene, non c’è nulla di male. Ma ognuno è diverso e comunque ci sono delle cose imprescindibili che in ogni buon rapporto affettivo ci devono comunque essere per quanto poco: comunicazione, rispetto, sincerità, affetto, fiducia e discussioni (non aver paura di dire la propria opinione e non fare lo “zerbino” sottomettendo completamente i propri desideri, bisogni e opinioni all’altra persona).
Credo che si possa molto spesso trovare da soli la soluzione ma il più delle volte siamo così spaventati da farci certe domande e darci una risposta che preferiamo evitarle e brancoliamo nel buoi negando l’evidenza. Esperienza personale.
Se arrivi alla conclusione che ti vuole bene, che può farti felice, che puoi starci assieme in modo maturo senza eccessivi “drammi” e sofferenze, che è disposto a trovare un equilibrio nel quale lui ha i suoi spazi ma riesce anche a darti l’affetto che desideri, allora ben venga. Ma c’è da considerare anche l’ipotesi che non gli interessi veramente, o che non sia in grado di darti le attenzioni di cui hai bisogno per sentirti bene con lui.
Ad essere sincero ti devo dire che personalmente sono si una persona introversa, ma nei rapporti di coppia esprimo il mio affetto e dò attenzioni volentieri alla mia lei, senza grandi problemi (essere introversi non significa essere incapaci di amare o di dare affetto!). Il fatto è che purtroppo molte persone non sono pronte a uscire dal guscio che loro stessi si sono costruiti attorno (per molti motivi), e alcune non ne usciranno mai. L’unico modo è che sia loro stesse in prima persona a volerlo e a fare uno sforzo per uscirne. Per paura di rimanere soli, per amore, per rabbia, i motivi possono essere tanti.
Purtroppo, l’amore non può essere unilaterale. E anche quando è corrisposto, tristemente a volte non può funzionare comunque. Ma d’altra parte, esistono anche persone con le quali tu sei compatibile e con le quali puoi instaurare un rapporto meraviglioso e incredibilmente soddisfacente.
Forse non è la risposta che ti aspettavi, e forse non ti fa sentire meglio. Ma credo sia la risposta che hai bisogno di sentire. Solo tu puoi decidere cosa fare di questo rapporto, ed il mio consiglio è in definitiva questo: pensa alla tua felicità a lungo termine e sii sincera con te stessa. La tua futura te stessa ti ringrazierà
In ogni caso ti faccio i miei migliori auguri che tu possa trovare la felicità con una persona speciale. Che sia questa di cui parli o un’altra, questo ha meno importanza.
Un abbraccio,
Manuel
Da circa 7 mesi sto cercando in tutti i modi di capire un ragazzo introverso. Riesce inspiegabilmente ad essere impassibile e indifferente a tutto ciò che lo circonda.
Non prende quasi mai l’iniziativa per una conversazione, ma in certi momenti sa essere simpatico e capace di relazionarsi. E’ un ragazzo stranissimo, ha dei comportamenti inspiegabili, è apparentemente assorto nel suo mondo, quasi come non sentisse, non vedesse e se non è rientra nella conversazione rimane sempre attaccato al suo cellulare. Sembra un tipo tranquillo, un po’ menefreghista e senza volontà di vivere. Una sorta di strana ed illusoria depressione. Lascio questo commento perché sono inspiegabilmente affascinata da lui, provo delle emozioni stranissime.. Mi sento persa, non capisco, esagerando, divento irrazionale quando lo vedo. E’ un tormento e più provo ad evitarlo più ci penso. Cercando di capirlo sono arrivata attraverso la mia immaginazione a delle conclusioni su di lui probabilmente non vere, più ci penso più mi sorgono domande. Sono incuriosita da qualsiasi suo movimento, sguardo, strane coincidenze e idealizzo tutto, anche se magari è un semplice viaggio con la fantasia, in realtà non c’è niente di strano. E’ difficile da spiegare. Mi sfugge, non riesco a classificarlo. Non lo sopporto più e lui è ignaro di tutto questo. E’ molto educato, gentile e raffinato, ha tanto gusto estetico. Io sono una ragazza abbastanza estroversa ma riservata e troppo sensibile a tutto, penso molto però sento la necessità di parlare. Ci conosciamo e entrambi cerchiamo di evitarci, sembra che ci sentiamo in una situazione di disagio ma contemporaneamente piena di intesa (forse è solamente una mia percezione). Volevo capire come è la relazione con un ragazzo introverso? Di cosa ha bisogno per sentirsi a suo agio? Come posso affrontare questa strana situazione per capire se può realmente interessarmi o se sono solo curiosa perchè non lo comprendo? Veramente si isola dalla situazione esterna a lui con il suo comportamento impassibile o capisce tutto e sta attento senza darlo a vedere?
Molte grazie.
Ciao Giulia, allora vediamo.
Direi tra le altre cose di una rapporto d’intesa, di sentirsi accettato, di poter avere un poco di spazio per sè ed essere consapevole e sicuro di potersi aprire con te al di fuori di quello spazio. Questo in linee generali, poi ognuno ha le sue sfumature, carattere ed esigenze specifiche.
A questa domanda cara Giorgia temo possa rispondere solo tu! Temo che esclusa la proverbiale sfera di cristallo non ci sia altro modo sicuro che provare a conoscerlo meglio e vedere se dopo aver capito alcune cose su di lui e “risolto il mistero” sei ancora intrigata o meno. Anche perchè il solo essere curiosa al suo riguardo non è un ingrediente sufficiente per una relazione stabile e duratura.
Difficile a dirsi con certezza. Dipende anche qual’è l’atteggiamento dietro quel suo “menefreghismo”. A questa domanda purtroppo non so darti risposta.
Spero comunque di essere stato un pò utile.